La questione delle pensioni italiane all’estero sta attirando sempre più attenzione, specialmente in un contesto in cui migliaia di connazionali scelgono di vivere lontano dai confini nazionali. Con oltre 675.000 pensioni erogate dall’INPS a beneficiari sparsi in tutto il mondo, è evidente che le scelte fiscali e le condizioni di vita all’estero giocano un ruolo cruciale nel determinare dove gli italiani decidono di trascorrere la loro vecchiaia. Tra queste scelte, spicca un incremento sorprendente del 255% delle pensioni pagate in Tunisia, un dato che non può passare inosservato.
Il Senato italiano sta attualmente discutendo un disegno di legge che mira a incentivare il rientro di pensionati all’estero nel nostro paese. Questa iniziativa potrebbe rappresentare un cambiamento significativo nel panorama pensionistico, ma cosa significa realmente per coloro che hanno deciso di vivere altrove? Scopriamo insieme i dettagli di questa proposta e i numeri che la accompagnano.
Proposta di Legge per il Rientro dei Pensionati
Il disegno di legge 1495, promosso dal senatore Domenico Matera e sostenuto dalla senatrice Anna Maria Fallucchi, intende affrontare il fenomeno dell’emigrazione pensionistica. L’idea centrale è quella di introdurre un’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) sostitutiva al 4% sui redditi non già tassati in Italia, inclusa la pensione, per i primi quindici anni dopo il trasferimento della residenza fiscale.
Tuttavia, ci sono alcune condizioni da rispettare:
– Il pensionato deve rientrare da un paese extra-UE in cui ha vissuto per almeno cinque anni.
– Deve stabilirsi in un piccolo comune italiano con meno di 3.000 abitanti.
Questa strategia ha due obiettivi principali: recuperare la base fiscale che al momento è tassata altrove e incentivare il rientro verso aree interne del paese, spesso colpite dallo spopolamento.
Contraddizioni nel Sistema Fiscale
Una contraddizione emerge nel dibattito parlamentare: mentre si cercano modi per riportare i pensionati italiani, l’Italia ha implementato incentivi per attrarre ricchi stranieri. La flat tax per neo-residenti, introdotta nel 2017, ha attirato oltre 5.000 contribuenti facoltosi, generando un gettito significativo.
Parallelamente, la Camera dei Deputati ha approvato una legge che estende agevolazioni fiscali sulla prima casa per i residenti AIRE, i quali possiedono immobili in comuni con meno di 5.000 abitanti. Queste due direzioni sembrano opposte: da un lato si riduce il carico fiscale per chi desidera entrare nel paese, dall’altro si cerca di attrarre chi potrebbe tornare.
I Dati INPS: Pensioni Erogate in Tutto il Mondo
Nel 2025, il numero totale delle pensioni INPS pagate all’estero ha raggiunto 675.000, con un aumento dell’1,3% rispetto all’anno precedente. Questo incremento segna un cambiamento rispetto a un periodo di stabilità. L’importo totale delle pensioni erogate all’estero si aggira intorno a 1,6 miliardi di euro annui, distribuito in circa 160 paesi. Non si tratta solo di italiani che hanno lavorato all’estero, ma anche di molti pensionati che hanno scelto di trasferirsi per motivi fiscali o per godere di un costo della vita più basso.
Destinazioni Preferite dai Pensionati Italiani
Negli ultimi anni, le preferenze dei pensionati italiani riguardo ai luoghi di residenza all’estero sono cambiate. Le storiche mete di emigrazione hanno ceduto il passo a destinazioni più convenienti.
Dal 2018 al 2025, il numero di pensionati italiani negli Stati Uniti è diminuito del 40%, mentre in Australia e Canada la diminuzione è stata superiore al 50%. Le nuove mete emergenti includono:
– **Tunisia**: con un aumento del 255%, grazie a un sistema fiscale favorevole e una forte concentrazione nella regione di Hammamet.
– **Portogallo**: un incremento del 144%, sebbene abbia recentemente abolito il regime fiscale agevolato per i nuovi residenti.
– **Spagna**: pur crescendo del 75%, rimane la destinazione più affollata per i pensionati italiani all’estero.
Fattori di Scelta: Costo della Vita e Tassazione
Le tre nazioni in crescita condividono un aspetto comune: l’assegno pensionistico italiano ha un valore maggiore. In Spagna, Portogallo e Tunisia, il potere d’acquisto di una pensione italiana è stimato tra il 10 e il 15% superiore rispetto all’Italia, grazie a costi inferiori per abitazione e beni di prima necessità.
Sotto il profilo fiscale, la Tunisia offre un regime in cui le imposte si applicano solo sul 20% della pensione. La Spagna, d’altro canto, presenta un sistema di detrazioni favorevoli. Il Portogallo ha chiuso un’epoca di attrattività fiscale dal 2024, ma chi si è trasferito prima di quella data continuerà a beneficiare delle agevolazioni fino al 2034, mentre i nuovi arrivati dovranno affrontare le aliquote ordinarie.
Per chi cerca informazioni su regimi fiscali vantaggiosi per i pensionati italiani, paesi come Albania, Cipro e Malta possono offrire opportunità interessanti.
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