Il bikini di una mamma divide la spiaggia: “Perché dovremmo vergognarci dei nostri corpi?”

Mettersi in costume dopo la maternità può sembrare una missione impossibile, tipo affrontare un drago… o magari solo due bambini piccoli sulla spiaggia! Ma chi l’ha detto che le mamme dovrebbero vergognarsi del proprio corpo? Forse le riviste, forse le pubblicità, forse qualche sirenetta ventenne sul bagnasciuga? E se provassimo, invece, a cambiare prospettiva?

Bikini, maternità e quello stress che non meritiamo

Leggevo il commento di una lettrice che parte per le vacanze con due figli, il più piccolo davvero minuscolo, e ammetteva quanto sia stressante mettersi in costume. E come darle torto? Dopo tutto quello che una donna vive – come ho raccontato in “Parto e tutto il resto: cosa avrei voluto sapere prima” – i cambiamenti che subiamo sono già tanti che doverci pure preoccupare dell’immagine, beh… è davvero troppo!

Quattro sirenette e un esercito di donne vere

Ieri in spiaggia osservavo attorno a me: ci sono, sì, le sirenette di vent’anni. Pelle senza ombra di cellulite, pancia piatta, seno alto e compatto… sono bellissime. Ma, a dirla tutta, se ne contavano quattro in tutta la spiaggia, non di più! Sono belle, lo ammetto, ma sono belle perché rispondono alle norme imposte dai magazine. Però sapete cosa? Se in tutte le riviste, nei film, nelle pubblicità, ci venisse mostrato costantemente che il corpo ideale è pieno di cellulite, a furia lo crederemmo davvero – chi non lo farebbe? Tutto dipende dallo sguardo che ci viene imposto.

A volte uno si sente fuori luogo solo perché non assomiglia a queste quattro sirene, quando in realtà assomiglia – anzi, magari va anche meglio – della media. Apri un po’ gli occhi in spiaggia e ammettilo: già a vent’anni ci sono molte giovani donne che non rientrano più in quel modello. Quel modello rappresenta una percentuale infima della popolazione femminile! Anche se i magazine cercano di far passare questa come LA NORMA, beh, la norma non esiste proprio. Guardiamoci davvero intorno e accorgiamoci che la realtà è molto, molto più varia.

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Un miracolo da indossare con orgoglio

Il corpo di una mamma ha compiuto il miracolo di creare una vita! Tutte le riviste del mondo possono unirsi per tentare di distruggere questa magia, ma se tu tieni a mente la tua forza e la tua capacità, non potranno niente. Anzi, c’è chi mostra la propria pancia morbida come un trofeo – e ha ragione! I soldati sono fieri delle cicatrici, noi dobbiamo essere fiere di quello che il nostro corpo ha realizzato!

Perché dobbiamo lottare… e per chi

Se c’è UNA ragione valida per affrontare questo tema, per protestare contro diete assurde, improbabili frullati magici e mele mangiate dieci volte al giorno solo per assomigliare a un modello che non ci rappresenta, beh, sono le nostre figlie! Se non amiamo i nostri corpi abbastanza da mostrarli in spiaggia, come possiamo sperare che i nostri figli li ameranno? Come possiamo pensare che i nostri figli maschi, in futuro, sappiano amare il corpo delle loro compagne? Come sperare che le nostre figlie accettino di non rientrare nella (falsa) norma?

Attenzione, Simone, non confondiamo il discorso: non si tratta di promuovere l’accettazione dell’obesità patologica – anche se non va stigmatizzata – ma di non adeguarsi a una norma che ci vuole il 23% più magre della media. Esistono tante donne formose che sono in perfetta salute! Sì, Mauricette, ci sono donne geneticamente portate a essere tonde, a fare sport, a essere agili, sode, in forma e vitali. E ci sono anche donne molto magre che ne soffrono, a cui chiedono in continuazione se sono anoressiche… Ma questo, magari, lo affronteremo un’altra volta!

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Non scordiamo che una mamma è già un’eroina per i suoi figli – e dovrebbe esserlo anche per il marito, e persino per la società. E poi, tra noi, chi può dare fiducia a una “dieta” quando già il termine inglese “diet” inizia con “die” – morire? Se questo non è un segno, non so cosa sia! (grazie Taryn Brumfitt per il promemoria).

  • Il tuo corpo è il tuo alleato per (speriamo!) una bella centinaia d’anni.
  • Alla fine, quello che conta è la cura che gli avrai dedicato – alimentazione, benessere, movimento, non la quantità di cellulite o la posizione del seno.
  • Ciò che lascerai dietro di te sarà l’esempio, la vita vissuta e la gioia che trasmetti agli altri.

Mia madre (o la zia, o la sorella, o la nonna) sprigionava gioia di vivere, amava condividere le cose belle comprate al mercato, bere un bicchiere con gli amici sulla terrazza e stare con tante persone. Nessuna bilancia potrà mai misurare quanto questa felicità vale davvero. Quindi, oggi, togli il pantaloncino senza paura: il tuo corpo merita la luce del sole, e tu anche!

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