Influencer italiani, la svolta è ufficiale: dal 2025 scatta l’obbligo di dichiarare i filtri e iscriversi al registro

Se pensavi che l’hashtag #nofilter fosse solo una moda passeggera, preparati: dal 2025, per gli influencer italiani, la trasparenza non sarà più una scelta, ma un dovere! Sta arrivando la svolta ufficiale per chi vive di social e selfie perfetti, con nuove regole che promettono di cambiare la Creator economy da cima a fondo.

Una rivoluzione a colpi di filtri: cosa cambia davvero?

La tanto attesa approvazione del Codice di condotta degli influencer dovrebbe avvenire entro aprile. Ma cosa bolle in pentola? Due proposte chiave spiccano tra le novità discusse dal Consiglio Agcom, e potrebbero interessare circa 2.800 superstar digitali, da Chiara Ferragni a Khaby Lame:

  • Obbligo di segnalazione: ogni volta che foto o video saranno modificati con filtri o effetti, sarà necessario inserire una dicitura che lo dichiari. Addio, dunque, ai luminescenti tramonti finti e ai visi “da copertina” svelati senza preavviso!
  • Registro ufficiale: verrà istituito un elenco aggiornato ogni sei mesi per mappare chi anima la cosiddetta Creator economy italiana. Una vera carta d’identità per chi sbarca il lunario con le storie e i reels.

Un passo storico: il nuovo Codice Ateco dedicato

Le novità non si fermano qui: dal 1° gennaio 2025 parte anche il codice Ateco (elaborato grazie alla collaborazione tra Istat, Eurostat e l’Aicdc) dedicato proprio ai creatori di contenuti digitali. Sara Zanotelli, presidente dell’Associazione italiana content & digital creators (Aicdc), non nasconde la sua soddisfazione e definisce il cambiamento “una svolta storica per il comparto della creator economy”. Il motivo? Secondo Zanotelli questo è il primo passo verso un riconoscimento ampio e sistemico di professioni emergenti che fino a ieri sembravano sfuggire a ogni tentativo di catalogazione.

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Il vicepresidente dell’associazione, Mauri Valente, sottolinea l’importanza di un codice specifico all’interno di una più ampia strategia volta a disegnare una regolamentazione fiscale e previdenziale mirata per gli influencer. Insomma: meno improvvisazione, più chiarezza per tutti gli attori di un settore cresciuto a ritmi vertiginosi.

La Creator economy: numeri e impatto

Ma quanto vale davvero questo vivace universo digitale? Secondo i dati dell’Osservatorio Onim, specializzato in analisi sull’influencer marketing, nel 2023 la Creator economy italiana ha raccolto ben 323 milioni di investimenti. Una cifra di tutto rispetto, che evidenzia quanto il lavoro degli influencer sia ormai un business solido, non più destinato solo ai sognatori.

Prospettive e consigli per gli influencer alla svolta

Per chi vive postando “la vita perfetta” sui social, queste novità accendono un nuovo riflettore sulla trasparenza e sull’assunzione di responsabilità. Viene da chiedersi: è l’inizio di una stagione nuova o solo il primo capitolo di un romanzo ancora da scrivere?

Un suggerimento per chi naviga tra hashtag e follower: tenete il filtro, se volete, ma dal 2025 avvertiteci! Seguite da vicino il registro Agcom e non perdete l’occasione di essere in regola con la nuova professione. La trasparenza sarà la miglior strategia per restare credibili in un mercato ormai osservato con la lente d’ingrandimento.

In definitiva, la svolta è una realtà a pochi passi: dal tramonto delle vecchie regole allo scatto verso il futuro (anche se, stavolta, senza troppi filtri)!

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