Sei sicuro di essere pagato quanto meriti? Ecco come scoprirlo secondo le ultime statistiche

Ti sei mai chiesto, davanti alla macchinetta del caffè, se il tuo stipendio riflette davvero il tuo valore? Ti consoli pensando “magari guadagno più del collega… o forse no”? Scopriamolo insieme: la risposta potrebbe sorprenderti (o darti ottimi motivi per chiedere un aumento con stile!).

Di cosa stiamo parlando quando parliamo di stipendio?

Prima di buttarsi a braccia aperte nelle statistiche, chiariamo una cosa: stipendio non significa sempre e solo quanti zeri vedi sul bonifico. Il concetto racchiude diverse definizioni che variano secondo il tipo di retribuzione e le regole applicate. Il compenso, di solito, viene fissato sulla base del tempo lavorativo, ma può dipendere anche da altri criteri: resa, forfait e così via.

Quando parliamo di stipendio lordo, includiamo:

  • il salario di base
  • benefit in natura (auto aziendale? Ticket? Olè!)
  • premi, mance, gratifiche
  • maggiorazioni per straordinari, turni notturni, lavoro festivo o particolarmente faticoso

Attenzione: nel lordo non rientrano rimborsi spese, alcune indennità e somme legate a partecipazione o interesse.

Il vero protagonista sul conto è però il netto, ottenuto sottraendo dal lordo tutte le contribuzioni (pensione, assicurazione, CSG, CRDS…) e, se del caso, il valore dei benefit in natura.

Sono pagato il giusto? Le statistiche dell’INSEE ci vengono in soccorso

Spesso ci si chiede: “Sto davvero guadagnando quello che merito?”. Domanda apparentemente semplice, ma la risposta è tutto tranne che scontata. Il livello dello stipendio dipende infatti da numerosi fattori:

  • settore dove lavori
  • dimensione aziendale
  • anzianità ed esperienza
  • mansioni svolte
  • titolo di studio
  • ma anche da elementi come età e – sì, purtroppo ancora – genere
Leggi anche  Quello che è successo quando un padre ha realizzato il sogno della figlia: "Finalmente ho scelto la mia acconciatura!"

Per fare il punto, possiamo prendere come riferimento i dati pubblicati ogni anno dall’INSEE sui salari del settore privato francese. Un lavoratore privato percepisce in media 3.466 euro lordi al mese, cioè 2.630 euro netti dopo le detrazioni. Questo dato, espresso “in equivalente tempo pieno” (EQTP), tiene conto sia dei full time che dei part time riproporzionati.

Ma attenzione: nel 2022 la media, se non si considerano le variazioni di prezzi, è aumentata (stipendio netto +4,2%). Tuttavia, calcolando l’inflazione del 2021, si nota una lieve diminuzione rispetto all’anno precedente.

I dettagli che contano: settore, categoria e… il famigerato divario di genere

Addentriamoci. Nel settore industriale il netto medio è di 2.906 euro, nell’edilizia di 2.344 euro e nei servizi-terziario si ferma a 2.601 euro. La categoria socio-professionale fa la differenza: dai quadri che sfiorano i 29 euro all’ora, passando per le professioni intermedie (17 euro), fino a impiegati/operaio (circa 12 euro).

Pure il genere lascia il segno: gli uomini percepiscono in media 2.795 euro netti/mese, le donne 2.401 euro. Il divario, almeno, tende pian piano a ridursi.

Ma la vera bussola è spesso la mediana: metà dei lavoratori guadagna meno di 2.091 euro netti al mese e l’altra metà di più. Qualche punto di riferimento?

  • 10% dei salariati EQTP guadagna meno di 1.436 euro netti al mese
  • 20% sotto i 1.591 euro
  • 30% sotto i 1.736 euro
  • Al vertice, 10% guadagna più di 4.162 euro e 1% supera i 9.973 euro

Non solo mensile, anche la paga oraria fornisce indicazioni: nel 2022, media di 17 euro netti l’ora (15,6 euro per le donne, 18 per gli uomini).

Leggi anche  Soldi ai figli: quanto dare davvero? Le risposte del psicologo che tutti i genitori aspettavano

Strumenti online: la classifica personale dello stipendio

Oltre i numeri, esistono utili alleati digitali per personalizzare la propria indagine. L’Observatoire des inégalités mette a disposizione su inegalites.fr/comparateur-salaire un comparatore che, con qualche clic, ti dice in che percentile sei: tra i top 10% (se superi i 4.500 euro netti/mese), tra i meno fortunati (se stai sotto i 1.450 euro), o – come molti – nella grande zona intermedia. Attenzione a segnalare il dato “a tempo pieno”; se sei part-time, basta un facile calcolo: raddoppi il tuo netto reale se lavori al 50%, moltiplichi per 1,25 se sei all’80%, per 1,45 se le tue ore settimanali sono 24, ecc.

Per chi è neodiplomato o quadro (cioè manager/impiegato di livello), l’Apec offre simulazioni di stipendio aggiornate secondo parametri come mestiere, regione, settore, anzianità, responsabilità e così via. Il simulatore propone un intervallo (alto/basso) che rispecchia il mercato. Apec aggiorna costantemente i dati e offre pure, sempre online, la media delle offerte salariali per mestiere segnalata negli annunci: uno strumento indispensabile per orientarsi e per non abbassare la testa troppo (o troppo poco) durante un colloquio.

Conclusione: confronta, informati… e credi in ciò che vali! Hai tutti gli strumenti per capire se lo stipendio che ricevi (o che sogni) è giusto rispetto agli standard attuali. Il mercato del lavoro è complesso, le differenze sono tante, ma la conoscenza delle statistiche e dei tool online ti metterà nella posizione migliore per negoziare (e, perché no, per partire con il piede giusto il prossimo lunedì!).

Articoli simili

Leggi anche  La regola del 42%: la sorprendente soluzione scientifica per dire addio al burnout secondo gli esperti

Vota questo articolo

Lascia un commento

Share to...