Voglia di adottare un bouledogue francese? I veterinari lanciano l’allarme: “Dietro il loro musetto si nasconde una vita di sofferenza”

Dietro quel musetto irresistibile si nasconde una verità che conquista meno del previsto: il carlino francese (bouledogue francese, per gli amici) è la star dei salotti… ma la sua salute non brilla come la sua popolarità. E oggi i veterinari lanciano l’allarme: tanta domanda, tanti problemi! Pronto a vedere l’altro lato del guinzaglio?

Il fascino del Bouledogue Francese: oltre l’apparenza

Poche razze sanno farsi desiderare come il bouledogue francese: occhi dolci, taglia compatta, un’aria simpatica che conquista chiunque (tranne forse qualche gatto di quartiere). In meno di vent’anni, questi cani sono passati dalla 76esima posizione direttamente sul podio delle razze preferite dai francesi e non solo. Ma, ahimé, dietro a questa ascesa vertiginosa si cela una realtà molto meno idilliaca.

La popolarità ha un prezzo, e in questo caso lo pagano proprio loro: i nostri cagnolini dal muso schiacciato, emblema di una selezione genetica spinta al massimo. I veterinari britannici e francesi alzano la voce: per far fronte a una domanda esponenziale, alcune pratiche di allevamento intensivo hanno trasformato la vita di questi animali in… un vero calvario sanitario.

Problemi di salute “da star”: sofferenza silenziosa

Il bouledogue francese fa parte delle razze brachicefale: crani piatti, nasi corti, insomma, quell’aspetto “puccioso” adorato da tanti. Ma la medaglia ha il suo rovescio:

  • Difficoltà respiratorie, che peggiorano dopo l’attività fisica e possono portare a vomiti o addirittura svenimenti;
  • Intolleranza al caldo esplicita;
  • Russamenti da campionato internazionale, che disturbano tanto loro quanto chi li circonda.

Non è ancora tutto. Secondo uno studio del 2013, questa razza è particolarmente vulnerabile a dermatiti e infezioni cutanee. Recenti ricerche aggiungono il rischio aumentato (sette volte di più rispetto ad altri cani!) di sviluppare la cosiddetta “occhio di ciliegia”, una fastidiosa massa rossa nell’angolo dell’occhio che può degenerare in infezioni.

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Non è un caso isolato. Molti proprietari raccontano le difficoltà affrontate con i loro bouledogue: dermatiti, ulcere oculari, problemi respiratori ricorrenti. Alcuni, addirittura, adottano questi cani proprio perché abbandonati a causa di tali malattie. Una proprietaria ha condiviso la sua esperienza con un cane che, a 14 anni, soffre di occhi rossi, glaucoma, perdita di pelo dovuta alla dermatite… “Ma quanto lo amo!”, confessa, pur ammettendo che è ormai giunto alla fine dei suoi giorni.

Quando la moda fa male: incroci e critiche degli esperti

Per soddisfare ogni capriccio della moda, c’è chi arriva persino a incroci “creativi”. In Scozia, da un mix tra bouledogue francesi, carlini e cani cinesi crestati, sono nati cuccioli senza pelo, molto più fragili e a rischio malattie. Una scelta che ha fatto infuriare la British Veterinary Association, la cui presidente ha dichiarato: “Vorrei che i proprietari capissero quanto questi incroci possano influire sul benessere quotidiano dei cani”.

Ma tra chi denuncia la sofferenza della razza ne spuntano anche alcuni che difendono la bontà dei bouledogue. C’è chi sostiene che tante razze siano predisposte a certi disturbi e che tutto dipenda dalla qualità delle cure: esercizio regolare, alimentazione di alto livello, attenzione al peso, scelta dell’allevatore giusto che mostri i genitori e testi i riproduttori sulle malattie di razza. Insomma: niente allarmismi, ma sì alla responsabilità!

Coscienza e responsabilità: adottare in modo consapevole

L’aspetto irresistibile del bouledogue francese non dovrebbe far dimenticare la questione fondamentale: il benessere dell’animale. Veterinari e appassionati lanciano un appello alla collettività: prima di adottare questa razza, è fondamentale informarsi sui bisogni specifici e possibili complicanze sanitarie.

  • Sostenere allevatori responsabili e contrastare gli incroci eccessivi;
  • Optare, dove possibile, per esemplari con muso più lungo, meno esposti a problemi respiratori;
  • Considerare l’adozione da rifugi e associazioni che accolgono razze in difficoltà;
  • Pensare sempre al loro benessere, non solo all’estetica.
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In fondo, siamo tutti d’accordo su una cosa: i bouledogue francesi sono una valanga d’amore, meravigliosi nella loro unicità. Ma non lasciamoci ingannare dal fascino: amare significa anche prendersi la responsabilità di scegliere pratiche che rispettino la qualità della loro vita… e, magari, godersi le coccole in compagnia di un russare un po’ più sano!

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