Casa acquistata con impianto a gas non a norma, come comportarsi?

Cosa bisogna fare se, dopo aver acquistato un immobile, si viene a conoscenza di una fuga di gas dovuta all’impianto non a norma? Ecco la soluzione.

Avete finalmente acquistato la casa dei vostri sogni, proprio quella che avete desiderato da sempre con ogni comfort ed accessorio, ma vi siete accorti – probabilmente tramite il controllo di uno specialista – di un particolare fondamentale: l’impianto a gas non è a norma e ciò potrebbe rappresentare un serio pericoloso per l’incolumità vostra e di chi vi sta vicino in presenza di una possibile fuga di gas.

Che fare in questo caso? Come comportarsi anche sotto il punto di vista della spesa economica relativa alla futura messa a norma dell’impianto? Devo pagare io in qualità di acquirente o passare la patata bollente al soggetto venditore dell’immobile? Una risposta concreta a questi ed altri comprensibili dubbi arriva dalla Cassazione e in particolare dalla sentenza del 5 febbraio 2018.

Impianto a gas non a norma

Prima di tutto, va comunque detto che un soggetto è libero di vendere un immobile senza essere obbligato a dover fornire al futuro compratore i documenti relativi allo stato degli impianti di gas, acqua e luce. Tale impegno, infatti, è facoltativo e la documentazione può essere consegnata separatamente. Un immobile va tuttavia consegnato nelle mani del nuovo proprietario in condizioni tali che permettano una dignitosa permanenza, libera da qualsiasi pericolo per l’incolumità.

Tornando alle problematiche precedentemente descritte, come ad esempio la presenza di un impianto di gas non a norma, esistono due tipi di possibilità. Nel primo caso, ossia in presenza di difficoltà gravi che pregiudicano l’abitabilità della struttura ed espongono l’acquirente ad una serie di costi di riparazione difficilmente sostenibili, la parte può chiedere la risoluzione del contratto in presenza di un giudice e la restituzione dell’intera somma investita al momento dell’acquisto.

In presenza di riparazioni meno gravi e la previsione di un esborso economico di minore entità, si può parlare allora di una riduzione del prezzo di vendita dell’immobile pari alla somma richiesta dalla ditta di riparazioni per procedere alla risoluzione del guasto. Si parla, in questo caso, di una parziale perdita del valore dell’immobile. In entrambe le situazioni, il nuovo proprietario può chiedere un risarcimento del danno ricevuto.