Decreto sicurezza: ecco i punti principali

Lo scorso 4 ottobre è stato approvato il Decreto sicurezza, contenente misure in materia di mafia, terrorismo immigrazione e sicurezza urbana. Ora è all’esame del Parlamento in attesa di conversione in legge.

Tra mille polemiche il Decreto sicurezza è stato emanato ed è già in vigore. Si tratta di un decreto legge, pertanto sarà in vigore per 60 giorni a partire dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (avvenuta il 4 ottobre scorso), mentre il Parlamento, nel frattempo dovrà convertirlo in legge, anche con eventuali modifiche. In mancanza di conversione, superato il periodo di 60 giorni, gli effetti del decreto si estingueranno. La legge di conversione potrebbe apportare delle modifiche.

I settori interessati dalla norma sono sicurezza urbana, mafia, terrorismo e immigrazione.

Decreto sicurezza: sicurezza urbana

Per quanto riguarda la sicurezza urbana, il Decreto sicurezza diventa più severo nei confronti delle “invasioni di edifici”. Chiunque entrerà arbitrariamente in terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, sarà sottoposto a pene più elevate rispetto che in passato. È prevista anche un’aggravante se il fatto è compiuto da più di 5 persone. Inoltre, è prevista la possibilità di utilizzare le intercettazioni per perseguire questo tipo di reati.

Ci sono novità riguardanti anche il Piano nazionale sgomberi, che riguardano la definizione delle modalità per individuare e intervenire nei casi di occupazione arbitraria.

Sempre in tema di sicurezza urbana, il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha annunciato che in Parlamento, in occasione della discussione per la conversione del decreto in legge, sarebbe stato presentato un emendamento per imporre la chiusura alle ore 21 dei negozi etnici. Tuttavia una norma come questa potrebbe risultare incostituzionale, in quanto introdurrebbe una discriminazione basata sulla nazionalità o sull’etnia dei gestori o dei proprietari di questi negozi.

Decreto sicurezza e lotta al terrorismo

Per quanto riguarda la lotta al terrorismo, sono state inserite delle disposizioni specifiche sul noleggio di TIR e furgoni, per prevenire attentati come quelli di Parigi e Berlino.

In particolare è previsto che, in caso di noleggio, vengano comunicati in anticipo i dati del noleggiante ad un Centro di elaborazione dati, il quale procederà ad un controllo e, se dovessero emergere situazioni di potenziale pericolo, invierà una segnalazione alle Forze dell’Ordine.

Inoltre, il Daspo, già previsto per i tifosi sportivi facinorosi, potrà essere applicato anche a chi è sospettato di preparare atti terroristici o di essere fiancheggiatore di un’organizzazione terroristica.

Decreto sicurezza: lotta alla Mafia

Alcune novità riguardano il contrasto alle infiltrazioni mafiose nelle pubbliche amministrazioni. In particolare è prevista la nomina di un Commissario straordinario nei casi in cui il Prefetto dovesse segnalare situazioni anomale negli enti locali e nell’assegnazione di appalti pubblici.

È stato stabilito, inoltre, che gli immobili confiscati alla mafia possano essere dati in affitto ad un canone accessibile alle famiglie in condizioni di disagio.

Altre norme hanno l’obiettivo di migliorare la funzionalità, l’organizzazione e l’efficienza dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC).

Decreto sicurezza e immigrazione

La parte del Decreto sicurezza più controversa riguarda senza dubbio l’immigrazione. Innanzitutto il decreto riduce fortemente i casi in cui può essere concessa la protezione umanitaria, in precedenza riconosciuta alle persone extracomunitarie richiedenti che fuggono da un’emergenza umanitaria (come grave violenza o instabilità politica, carestie, disastri ambientali, ecc..), e che prevede un permesso di soggiorno temporaneo e l’accesso ad alcuni servizi e diritti (come il servizio sanitario, il diritto allo studio, il diritto di lavorare). La protezione umanitaria sarà limitata alle vittime di grave sfruttamento lavorativo, di tratta, di violenza domestica, di calamità naturali, a coloro che necessitano di cure mediche e a chi compie atti di valore civile.

Sono anche previste limitazioni al diritto di asilo, riconosciuto a livello internazionale a coloro che hanno lo status di rifugiato o che nel Paese di provenienza sarebbero vittime di persecuzione per motivi religiosi, politici, sociali, etnici, sessuali, di opinione, ecc.. e rischiano la vita, la tortura o di subire altre forme di violenza. Il decreto prevede che già dopo una condanna penale in primo grado (quindi non ancora definitiva) per determinati reati, possa essere sospesa la procedura relativa alla richiesta di asilo politico e ordinata l’espulsione immediata. Tra i reati per i quali è prevista questa misura, sono stati inseriti anche i delitti di violenza sessuale, spaccio, furto e lesioni aggravate a pubblico ufficiale.

In tali casi, così come in caso di pericolo per sicurezza o l’ordine pubblico, il Questore dovrà dare tempestiva comunicazione alla Commissione territoriale che si occupa dell’esame delle domande di asilo, la quale provvede immediatamente ad ascoltare il soggetto interessato e a decidere le sue sorti. Se la domanda di asilo viene rigettata dovrà lasciare il territorio nazionale, anche se dovesse presentare ricorso contro la decisione della Commissione.

È prevista, inoltre, la revoca della cittadinanza per le persone ritenute pericolose per lo Stato, se condannate in via definitiva per reati di terrorismo. Ci sono novità anche per le domande di cittadinanza, che potranno essere rigettate anche se presentate da chi ha sposato una persona con cittadinanza italiana.

Infine, d’ora in avanti, i centri Sprar – che ospitano i migranti e li coinvolgono in attività di integrazione – potranno accogliere solo minori non accompagnati e coloro che già hanno ricevuto la protezione internazionale, mentre il tempo massimo di permanenza nei centri per il rimpatrio è stato raddoppiato da 90 a 180 giorni.

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