Incendio colposo: quando il proprietario di un immobile è responsabile?

Il proprietario di un immobile ha un obbligo di custodia e per evitare la responsabilità per incendio colposo e tenuto a osservare determinate regole.

Ogni estate si assiste a scene drammatiche di distruzione di grosse fette di vegetazione in tutto il Paese a causa degli incendi, che oltre a contribuire alla desertificazione e all’imbruttimento del paesaggio, creano pericolo, inquinamento e ingenti danni.

Gli incendi sono spesso dolosi, ma non sono rari i casi di incendio colposo. Cosa significa? L’incendio doloso è appiccato con l’intenzione di procurare un danno, mentre quello colposo è determinato non da una precisa volontà, ma da comportamenti negligenti, imprudenti, dalla mancata capacità di domare un rogo o dall’inosservanza di determinate norme.

La legge punisce i responsabili, sia con dolo che con colpa, di un incendio.

Quando si concretizza il reato di incendio colposo?

Innanzitutto bisogna chiarire cosa si intende con incendio. Infatti non basta appiccare un piccolo rogo, magari per bruciare qualche sterpaglia, per rendersi responsabili del reato di incendio colposo.

Ai fini della punibilità, per incendio si intende quel rogo di una certa vastità, ampiamente diffuso, che tende ad estendersi e di difficile spegnimento. Inoltre deve essere idoneo a creare un pericolo per la pubblica incolumità o generare danni nei confronti di cose e persone. La pericolosità si presume quando l’incendio ha danneggiato cose altrui e quando le fiamme investono aree boschive.

La colpa consiste in una o più azioni o omissioni che abbiano innescato o agevolato la propagazione di un incendio per imprudenza, negligenza, imperizia o violazione di specifiche norme.

Ogni proprietario di un terreno o, in generale, di un immobile ne è anche custode e per questo ha determinati obblighi di cura e manutenzione, in modo da scongiurare ogni rischio di incendio.

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Ad esempio, si è obbligati a tenere in buono stato e in sicurezza l’impianto elettrico (anche con manutenzione ordinaria), non solo per evitare folgorazioni accidentali, ma anche per evitare che un eventuale corto circuito possa creare un rogo; stesso discorso per gli impianti di riscaldamento o per camini e forni a legna; inoltre occorre tenere il terreno pulito da sterpaglie ed erba secca, in modo da impedire una facile propagazione delle fiamme.

Trascurare anche uno solo di questi aspetti può costituire un’omissione che fa scattare la responsabilità penale per questo reato.

Si può essere però responsabili anche con comportamenti attivi (ossia con “azioni”), come quando, ad esempio, si dà fuoco a qualche sterpaglia, perdendone poi il controllo, magari in presenza di vento o senza aver adottato tutte quelle misure di prudenza finalizzate a circoscrivere le fiamme.

Ovviamente la responsabilità va valutata concretamente caso per caso. In alcuni casi si può configurare anche il cosiddetto “dolo eventuale”, che ricorre ad esempio quando qualcuno appicca il fuoco per bruciare le proprie sterpaglie e abbandona il rogo pur consapevole del fatto che l’incendio potrebbe propagarsi senza controllo.

La responsabilità può essere esclusa se la causa dell’incendio o della sua propagazione non è imputabile al proprietario del terreno, ma ad un comportamento altrui o al caso fortuito (ad esempio, fiamme divampate a causa di un fulmine che si abbatte su un albero)

Cosa si rischia in caso di responsabilità per incendio colposo?

Il codice penale, all’articolo 449, prevede per chiunque cagiona per colpa un incendio la pena della reclusione da 1 a 5 anni. Se si tratta di incendio boschivo, di selve, di foreste, di vivai forestali destinati al rimboschimento, scatta l’applicazione dell’articolo 423 dello stesso codice, il quale prevede la reclusione da un minimo di 4 anni a un massimo di 10, salvo circostanze aggravanti.

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Oltre alla responsabilità penale, l’autore dell’illecito incorre anche nella responsabilità civile per i danni causati dall’incendio a cose e persone, in quanto “custode” del proprio terreno e del proprio immobili. L’articolo 2051 del codice civile, infatti, stabilisce che “ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito.”

I danni rilevanti non sono solo quelli causati dall’esposizione diretta alle fiamme, ma anche quelli dovuti al calore, ai fumi, al monossido di carbonio, alla scarsa visibilità e alle emissioni inquinanti e nocive per l’ambiente e la salute.

Per evitare di incorrere in una responsabilità per incendio colposo è buona norma prendersi cura dei propri terreni e in generale dei propri immobili, facendo tutto il possibile affinché il fuoco non si generi accidentalmente o si propaghi fuori controllo.

Come si vede, le sanzioni in cui si può incorrere sono pesanti e i danni che un incendio può provocare sono ingenti e mettono in pericolo la sicurezza, la salute e l’incolumità pubbliche.

Approfondisci gli articoli del Codice Penale relativi al reato di incendio doloso e colposo.

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