Legge sul cyberbullismo: ecco cosa prevede

Cos’è il cyberbullismo, il ruolo della scuola e la tutela dei minori, ecco alcune delle importanti novità della legge cyberbullismo.

In un’epoca come quella attuale in cui si condividono online foto e video riguardanti la propria vita privata è importante ricordare che bisogna sempre prestare attenzione in mano a chi possono finire i nostri dati personali e chi sono i nostri amici virtuali. Sempre più spesso, infatti, si registrano casi di aggressione e molestie tramite social, soprattutto ai danni di minori, e per questo motivo il Parlamento ha deciso di dare finalmente il via libera alla legge sul cyberbullismo per tutelare tutti gli utenti online da questo fenomeno.

Cos’è il cyberbullismo

Grazie alla legge cyberbullismo del 29 maggio 2017 n.71 pubblicata nella Gazzetta ufficiale dello scorso 3 giugno, il Parlamento ha finalmente chiarito cosa si intende dal punto di vista legislativo con il termine cyberbullismo, ovvero “qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”.

Il piano d’azione della legge sul cyberbullismo

L’obiettivo della legge sul cyberbullismo è quello di contrastare questo fenomeno sociale garantendo opportuni interventi a tutela delle vittime, a prescindere dal fatto che il responsabile degli illeciti sia maggiorenne o minorenne. In particolare si è stabilito che le vittime di cyberbullismo che abbiano compiuto almeno 14 anni e i genitori esercenti la responsabilità sul minore possono chiedere al «titolare del trattamento o al gestore del sito internet o del social media un’istanza per l’oscuramento, la rimozione o il blocco» di qualsiasi dato personale del minore diffuso tramite internet. Se la richiesta non viene eseguita entro 48 ore, l’interessato può rivolgersi al Garante della Privacy che interviene direttamente entro le successive 48 ore.

La legge sul cyberbullismo a scuola

Tra i terreni in cui il cyberbullismo sembra trovare la strada maggiormente spianata bisogna ricordare ovviamente la scuola. I ragazzi, infatti, sono sempre pronti a condividere online le proprie emozioni ed esperienze con gli amici, senza pensare alle possibili conseguenze. Proprio per questo motivo, grazie all’introduzione della legge sul cyberbullismo, ogni istituto deve individuare fra i propri professori un referente per le iniziative contro il bullismo e il cyberbullismo, mentre il preside dovrà assicurarsi di avvisare al più presto le famiglie dei minori coinvolti. Se necessario la scuola dovrà adottare misure per assistere la vittima e sanzioni e percorsi rieducativi per gli autori di questi atti. Il MIUR deve predisporre linee di orientamento di prevenzione e contrasto e alle iniziative in ambito scolastico collaboreranno anche polizia postale e associazioni territoriali.

La legge sul cyberbullismo non ha precedenti nella normativa italiana e la sua approvazione da parte del Parlamento dimostra come siano cambiati i tempi e come sia importante, soprattutto per i minori, sapere che lo Stato e la scuola siano vicini alle vittime di queste forme di aggressione. Proprio per questo motivo è importante non restare in silenzio e se si è vittima di cyberbullismo bisogna denunciare perché solo in questo modo è possibile tutelarsi e non rischiare di rovinarsi, inutilmente, la vita.

Approfondisci la LEGGE 29 maggio 2017, n. 71 sul cyberbullismo.

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