Aspettativa retribuita e non retribuita: quando e come usufruirne

I lavoratori possono richiedere, per determinati motivi, di assentarsi dal lavoro per periodi più o meno lunghi. Le ipotesi, i periodi massimi, le modalità sono stabiliti dai contratti collettivi.

Nel corso della vita lavorativa possono insorgere diverse esigenze e vicissitudini per un lavoratore, tali da richiedergli di assentarsi dal lavoro per periodi più o meno lunghi, con o senza sospensione della retribuzione.

La legge e i contratti collettivi di lavoro riconoscono a favore dei lavoratori diversi permessi, che possono essere utilizzati per far fronte a specifiche esigenze (ad esempio permessi per sostenere esami, permessi sindacali o per l’esercizio di attività politico-amministrative, ecc…), ma accanto ai permessi è riconosciuto anche il diritto di aspettativa retribuita e non retribuita, che permette di assentarsi dal lavoro per periodi medio-lunghi, connesse a esigenze di particolare rilevanza.

In generale l’aspettativa è concessa per esigenze legate alla salute propria o dei propri familiari, personali o legate all’esercizio di cariche politiche e sindacali.

Di norma sono i contratti collettivi a regolare le modalità in cui vanno richieste le aspettative, ma generalmente insieme alla domanda va allegata apposita documentazione che possa giustificare la richiesta.

Aspettative non retribuite per attività sindacali e per l’esercizio di cariche pubbliche

I lavoratori eletti a cariche pubbliche e i dirigenti sindacali hanno diritto a periodi di aspettativa non retribuita, detti anche congedi straordinari. Parliamo di parlamentari, ministri, consiglieri e assessori regionali, provinciali e comunali, sindaci, presidenti di provincia, di regione o di altri enti locali o decentramenti, presidenti del consiglio regionale, provinciale, comunale o di altri enti locali o decentramenti.

Aspettativa non retribuita per esigenze di studio e formative

Il diritto allo studio è riconosciuto dalla nostra Costituzione e per agevolare i lavoratori che intendano proseguire o riprendere il percorso di studi senza perdere il posto di lavoro.

Possono avvalersi dell’aspettativa per motivi di studio i dipendenti con almeno cinque anni di anzianità di servizio svolto in azienda per completare la scuola dell’obbligo, conseguire una laurea o un diploma universitario o per partecipare ad attività di formazione ulteriori rispetto a quelle organizzate e finanziate dall’azienda.

Il lavoratore potrà usufruire di un periodo massimo di 11 mesi di aspettativa da spalmare nell’arco dell’intera vita lavorativa.

Aspettativa non retribuita per gravi motivi familiari

Le aspettative non retribuite possono essere richieste anche per gravi motivi personali propri, del proprio coniuge o partner convivente o di parenti e affini entro il terzo grado con disabilità, per non più di 2 anni nell’arco della vita lavorativa.

Parliamo di casi in cui il lavoratore si trova in condizioni di grave disagio a causa di gravi patologie acute o croniche che riguardano familiari, parenti e affini.

Un’ipotesi particolare di aspettativa non retribuita è riconosciuta ai lavoratori a tempo indeterminato con tossicodipendenze o con familiari tossicodipendenti, per favorire percorsi di disintossicazione e riabilitazione.

Il periodo riconosciuto è di massimo 3 anni e la richiesta deve essere accompagnata dall’attestazione dello stato di tossicodipendenza proprio o del familiare rilasciato dal SERT.

Aspettativa retribuita per assistenza a un familiare disabile

Ci sono situazioni particolarmente delicate in cui è possibile usufruire di periodi di aspettativa senza rinunciare alla retribuzione. Uno di questi casi è rappresentato dalla necessità di assistere un familiare o parente stretto con grave disabilità che non sia ricoverato in un istituto specializzato.

Il periodo massimo fruibile è di 2 anni spalmati nell’intera vita lavorativa.

Per ottenere la retribuzione occorre inviare un’apposita domanda per via telematica all’INPS.

Aspettative retribuite per invalidi civili e mutilati

Anche gli invalidi civili e i mutilati con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 50% hanno diritto a massimo 30 giorni di aspettativa retribuita per potersi sottoporre alle necessarie cure legate alla loro condizione. In questo caso non sarà l’INPS a erogare la retribuzione, ma l’azienda o comunque il proprio datore di lavoro. A tal fine occorre presentare apposita domanda al datore, o all’azienda, unitamente alla documentazione da cui risulti la necessità del lavoratore di sottoporsi a cure.

In questo articolo abbiamo parlato in generale delle principali ipotesi di diritto ad aspettative retribuite e non retribuite, ma per conoscere più nel dettaglio i presupposti, i requisiti e le modalità con cui è possibile usufruirne è necessario fare affidamento ai contratti collettivi nazionali di settore, oppure rivolgersi ad un consulente.

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