Direttiva Copyright UE: nuove tutele per i contenuti digitali

Approvato dal Parlamento europeo la proposta di Direttiva Copyright. Ora la palla passa al Consiglio dell’Unione Europea. Ecco cosa prevede.

C’è finalmente un accordo tra le varie forze politiche dell’Europarlamento per il via libera all’approvazione della Direttiva sul Copyright (o diritto d’autore). Dopo due mesi di discussione è stata approvata a Strasburgo la proposta di riforma di questa materia, finalizzata principalmente a tutelare gli autori e gli editori di contenuti digitali pubblicati in rete.

Ora la palla passa al Consiglio dell’Unione Europea.

Le direttive, tuttavia, a differenza dei regolamenti UE, non sono direttamente applicabili, ma impegnano gli Stati membri a darsi una propria normativa per attuare gli obiettivi stabiliti dalle direttive stesse.

Per cui, prima di avere una disciplina completa del diritto d’autore digitale bisognerà aspettare, oltre all’emanazione della direttiva, che il nostro Paese adotti una legge o un decreto legislativo che ne recepisca il contenuto.

Direttiva Copyright: le problematiche in gioco

Il diritto d’autore va tutelato, in quanto garantisce che gli sforzi e le risorse impiegate da autori e editori per creare un’opera intellettuale, che può essere uno scritto, una canzone, una fotografia, un film, un’immagine, ecc…  vengano ripagati, riconoscendo loro un compenso.

Questo principio è fuori discussione ed esiste già da qualche secolo. Tuttavia, la tecnologia negli ultimi anni ha iniziato a viaggiare troppo in fretta e le vecchie regole non sono più sufficienti a garantire la tutela del diritto d’autore.

In particolare è il materiale che gira in rete a sfuggire spesso da ogni controllo e a lasciare a bocca asciutta gli autori e gli editori.
Per questo si è reso necessario intervenire per riformare le norme sul copyright a livello europeo, visto che non venivano aggiornate dal 2001, un periodo in cui stava prendendo piede internet, ma non ancora i social network, gli smartphone, le webtv, gli ebook, ecc…

Ma se da un lato il diritto d’autore va tutelato, dall’altro bisogna anche salvaguardare la libera condivisione del pensiero, la libera circolazione delle informazioni. Pertanto si è dovuto faticare per trovare un punto di incontro tra interessi meritevoli di tutela.

Direttiva Copyright: cosa cambia?

In attesa che la direttiva venga definitivamente approvata, vale la pena soffermarsi sugli articoli 11 e 13 del testo, che sono anche quelli maggiormente dibattuti.

L’articolo 11 riguarda la cosiddetta “link tax”, che consiste in un contributo che i siti web dovrebbero versare a autori e editori per ogni link inserito nel proprio sito che indirizza l’internauta verso un contenuto protetto da diritto d’autore. Ad esempio, un portale pubblica un articolo contenente un link che porta verso un altro articolo pubblicato su un altro sito, il cui contenuto è protetto da copyright. In questi casi chi inserisce il link è tenuto a pagare la “link tax”.

La norma più discussa è quella contenuta nell’articolo 13, la quale imporrebbe a chi ha piattaforme web (portali, siti, ecc…) di filtrare preventivamente la pubblicazione di materiale con contenuti protetti o link verso contenuti protetti.

Resterebbe comunque la possibilità di poter utilizzare contenuti protetti per esclusivo uso privato o non commerciale. Ora l’ultima parola dovrebbe spettare al Consiglio dell’Unione europea e poi spetterà ai singoli Stati dare attuazione alla direttiva.

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