Registrare un marchio: tutto quello che c’è da sapere per tutelare i prodotti e i servizi delle proprie aziende

Se avete ideato un marchio e lo volete registrare, ma non sapete bene come muovervi per tutelarlo e quali spese dovrete sostenere, forse è il caso che vi soffermiate qualche minuto su questo articolo per ottenere qualche utile dritta.

Vi siete mai chiesti perché le aziende di successo registrano subito il proprio marchio? È innegabile che un marchio registrato difende il vostro business e la vostra credibilità sul mercato, consentendovi di perseguire per legge chi lo sfrutti indebitamente. Cerchiamo, quindi, di capire insieme quali sono i passi da fare per registrare un marchio.

Come si registra un marchio italiano?

Prima ancora di intraprendere l’iter burocratico per la registrazione del marchio, dovete ovviamente crearlo. Individuare, in sostanza, un logo o una immagine che possa rappresentare l’identità della vostra impresa, differenziandola da prodotti o servizi identici (o simili) offerti da aziende che operano nello stesso settore. Potrebbe sembrare una precisazione superflua, ma in realtà non lo è. Per evitare duplicazioni o contestazioni, dovete infatti verificare che il segno identificativo da voi scelto non sia stato già registrato da altra azienda. La ricerca può essere effettuata tramite le banche dati gratuite oppure attraverso il Centro PIP della Camera di Commercio.

Accertata l’originalità del marchio, per la registrazione occorre depositare la relativa domanda presso una qualsiasi Camera di Commercio oppure all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi di Roma, corredandola dei documenti e delle informazioni che vi saranno richiesti.

Relativamente ai costi da sostenere, è previsto il pagamento di:

  • 101 euro di tassa di registrazione all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, comprensivo di una sola classe di prodotti o servizi;
  • 40 euro per diritti di segreteria;
  • 34 euro per ogni classe di prodotti o servizi ulteriore rispetto alla prima.
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Il deposito è valido per 10 anni e può essere rinnovato alla scadenza.

Come si registra un marchio all’estero?

Il superamento dei confini nazionali, indotto dal processo di integrazione europea e dal fenomeno della globalizzazione, ha reso sempre più attuale il tema della registrazione di un marchio all’estero.

Se si tratta di un marchio Ue, la registrazione è gestita dall’Ufficio di Armonizzazione del Mercato Interno di Alicante (Spagna), al quale andranno indirizzate le domande di deposito dei marchi dei Paesi comunitari. Anche in questo caso, la registrazione comporta alcune spese:

  • 850 euro per la prima classe di prodotti o servizi;
  • 50 euro per la seconda classe di prodotti;
  • 150 euro per la terza e le successive classi dei prodotti.

Una procedura più farraginosa è invece prevista per registrare i marchi internazionali.

Per sgomberare il campo da equivoci, va chiarito che per marchio internazionale non si intende, come si potrebbe credere, un marchio che ha effetti in tutti i Paesi del mondo. In realtà, il marchio internazionale viene depositato con un’unica domanda in più Stati esteri che aderiscono ad uno dei due accordi internazionali in materia: Accordo di Madrid e Protocollo di Madrid. Alcuni Stati hanno aderito al solo Accordo, altri al solo Protocollo; ci sono anche alcuni Stati, come ad esempio l’Italia, che hanno aderito ad entrambe le normative.

Una delle differenze più rilevanti tra le due convenzioni internazionali è che l’Accordo prevede che si possa ottenere un marchio internazionale solo se esiste già un marchio registrato nel Paese d’origine, mentre tale limitazione non è contemplata dal Protocollo.

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La procedura di registrazione prende avvio con la compilazione di un apposito modulo.

Venendo alla voce costi, questi sono variabili da Paese a Paese; vi sono, tuttavia, delle spese fisse:

  • 16 euro di marca da bollo per la domanda di registrazione;
  • 34 euro di ricevuta di versamento per la lettera di incarico in bollo;
  • 135 euro di tassa di concessione governativa.

In aggiunta alle suddette spese, dovrete altresì farvi carico di alcune tasse internazionali. Ecco di cosa si tratta:

  • 653 di franchi svizzeri se il marchio è riprodotto in bianco e nero;
  • 903 franchi svizzeri se il marchio è a colori;
  • 100 franchi svizzeri per ogni classe di prodotto ulteriore alla terza.

Altre tasse sono poi previste a seconda che il marchio venga registrato in base all’Accordo di Madrid o al Protocollo di Madrid.

In nessun caso, quindi, sia che si tratti di un marchio nazionale, europeo o extracomunitario, è prevista la registrazione gratuita. Tuttavia, il marchio rappresenta il biglietto da visita della vostra attività commerciale, ciò che la rende unica; per proteggerla da possibili abusi e contraffazioni, è pur sempre consigliabile procedervi.