“Tassa sui bancomat”: Evasori fiscali tremate

Ecco finalmente la norma che tutti noi aspettavamo da tempo per la lotta all’evasione fiscale!

Un remake rivisto e migliorato di una norma introdotta dal governo Berlusconi, circa 10 anni fa, dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale.

Il provvedimento contenuto nel “comma 7 bis” della delega fiscale, non è ancora stato approvato, ma cerchiamo di capire di cosa si tratta e quali potrebbero essere i suoi effetti in caso diventasse legge.

La norma conosciuta dai più come “la tassa sui bancomat”, autorizzerà il fisco a verificare l’uso del contante prelevato dai contribuenti. In particolar modo è rivolta ai:

  • professionisti;
  • titolari di Partite IVA.

Non è chiaro, al momento, se la norma riguardi anche artigiani e commercianti, ma sicuramente è volta a scoraggiare per sempre l’uso del contante: infatti, nel caso di ritiro di banconote dallo sportello del bancomat, le modalità di spesa dello stesso dovranno essere dettagliatamente giustificate al fisco (in caso di richiesta di chiarimenti da parte di quest’ultimo), pena una sanzione che andrà dal 10 al 50% della somma prelevata.

In questo modo, secondo il Governo, i contribuenti saranno costretti a richiedere sempre scontrini e fatture ai venditori, e a non accettare mai di pagare in nero. Sembra quasi che sia stato raggiunto l’obiettivo di eliminare il contante e contrastare l’evasione…

Ma pensiamo per un momento anche al signor Tizio, titolare di partita IVA, che va al bancomat e preleva 200 euro per avere un po’ di contanti in tasca, dovrà conservare gelosamente, per chissà quanto tempo lo scontrino del caffè o dell’aperitivo, i biglietti dei mezzi pubblici, dovrà farsi rilasciare la ricevuta se acquista le sigarette, questo perché, il semplice ritiro di contante al bancomat da parte di professionisti e partite IVA potrebbe, diventare operazione quanto mai sospetta per il nostro fisco.

Fonte: Delega fiscale

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