Concessioni demaniali marittime: dal 2020 potrebbe cambiare tutto

Concessioni demaniali marittime, non più rinnovi automatici ogni sei anni, ma bandi di gara aperti a tutti.

E finalmente sono arrivate le tanto agognate e desiderate vacanze. Chi tra i più fortunati ha la disponibilità economica per poter partire non potrà di certo lamentarsi, ma chi per svariati motivi non può permettersi un bel viaggetto dovrà accontentarsi di qualche ora in montagna o al mare.

Ma non ci si può di certo preoccupare, soprattutto per ciò che ci riservano le nostre spiagge in estate: dei piccoli villaggi turistici dove non ci si limita più all’ombrellone e alla sdraio ma si offrono piscine, animazione per grandi e piccini, bar, ristoranti ed attrazioni varie, serate a tema. Non ci si annoia proprio.

Concessioni demaniali marittime: rinnovo automatico

Nel corso degli anni i servizi si sono evoluti moltissimo, soprattutto in considerazione del fatto che di anno in anno sempre gli stessi soggetti hanno gestito gli stabilimenti marittimi, visto che le concessioni demaniali marittime si sono automaticamente rinnovate.

Cosa vuol dire? Vuol dire che, secondo anche quanto riportato dal D.L. n. 400/1993, le concessioni demaniali marittime hanno una durata di sei anni e sono automaticamente rinnovate ad ogni scadenza per ulteriori sei anni, a semplice richiesta del concessionario. Questo significa in sostanza che il concessionario esistente ha una sorta di tacito “diritto di prelazione” nei rinnovi successivi.

Quindi, come vi sarà capitato di vedere, ci sono sempre gli stessi gestori negli stessi stabilimenti balneari da anni e anni.

Ma forse tutto sta per cambiare, perché dal 2020 tutta la procedura del rinnovo delle concessioni demaniali marittime potrebbe cambiare rotta.

Se infatti il rinnovo automatico evidenzia certe lacune ed iniquità sul sistema di rinnovo, dal 2020 tutto dovrà essere trasparente ed imparziale.

Con il rinnovo automatico, non solo si crea una situazione di privilegio nei confronti di chi è già in possesso di una concessione ma si impedisce anche di effettuare una selezione imparziale. Non solo, con il rinnovo automatico delle concessioni demaniali marittime sembra che non si stimoli il concessionario a corrispondere un canone più alto per la concessione e ad offrire migliori servizi agli utenti.

Concessioni demaniali marittime: cosa potrebbe cambiare nel 2020

Nel 2020 si dovrebbe concludere un lungo e lento percorso iniziato nel 2010 quando finalmente il nostro Paese ha deciso di recepire la direttiva europea c.d. Bolkestein del 2006.

E questo cosa significherebbe? Che fra due anni sarebbe messa all’asta la concessione delle spiagge e del demanio marittimo, per cui sarebbero attivati dei bandi di gara a cui potrebbero partecipare sia gli abituali gestori che nuove imprese per vincere la concessione.

Questo cambiamento epocale però sembrerebbe ancora non essere così sicuro, poiché il nostro Paese non è ancora riuscito a raggiungere un punto fermo sulla questione, forte anche del fatto che lo stesso Bolkestein che ha “ideato” la direttiva afferma di essere stato frainteso perché a suo parere le concessioni demaniali e le aziende che sulle stesse sono state create dovrebbero essere considerate come beni e quindi escluse dalla direttiva sui servizi. Questa interpretazione però non ricalca quanto più volte ribadito dall’Europa che invece considera le concessioni demaniali come servizi su suolo pubblico e pertanto devono essere aperti al libero mercato.

In tutta questa diatriba di interpretazioni e di opinioni il nostro Paese avrebbe potuto chiudere la questione in modo semplice ricalcando quanto fatto dagli altri paesi europei, come la Spagna ad esempio che ha recepito la direttiva prolungando le concessioni fino a 75 anni. Ma il susseguirsi di ben 5 Governi dal 2010 ad oggi non ha permesso nessuna soluzione favorevole anche in considerazione del fatto che la questione è stata oggetto di scontro tra tutte le forze politiche.

Fatto sta che ad oggi ancora non si conoscono le sorti di circa 30 mila imprenditori che rappresentano uno dei motori della nostra economia.

Non si sa cosa accadrà nel 2020 ma intanto il 26 agosto è stata indetta la “Giornata nazionale dei balneari italiani” che coinvolgerà tutte le spiagge italiane nella protesta contro la liberalizzazione del mercato.

Vedremo prossimamente come andrà a finire e quali saranno gli sviluppi della vicenda.

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