Il voto italiano pesa sui titoli di Stato

Le incertezze politiche che caratterizzano la situazione italiana pesano sui titoli di stato nazionali. Che si tratti di Btp 2037, sui quali si sofferma l’approfondimento del portale Fisso Variabile, o decennali, il risultato delle urne dello scorso 4 marzo non rasserena gli esperti che evidenziano come la instabilità si traduca in una debolezza delle obbligazioni made in Italy.

Il commento di Investec AM

“Le elezioni italiane si sono concluse senza che vi sia nessuno schieramento ben posizionato per formare un Governo stabile. – ha commentato John Stopford, Head of Multi-Asset Income di Investec AM – Se una sorpresa v’è stata, questa è rappresentata dai grandi risultati ottenuti dai partiti populisti euroscettici: il Movimento 5 Stelle e la Lega Nord. Questo esito rafforzerà lo scetticismo degli investitori sulle prospettive di lungo periodo per l’Italia nell’area euro, considerata una certa mancanza di competitività e crescita, insieme a un debito pubblico troppo alto”. La prospettiva di nuove elezioni non rasserena il mercato. Infatti, Stopford ritiene uno scenario possibile il seguente: “nel breve periodo prevediamo che verrà formato un Governo instabile, probabilmente con un mandato per alleggerire la politica fiscale per provare a sostenere la crescita, ma è abbastanza probabile che si terranno nuove elezioni il prossimo anno. I mercati prezzano solo un modesto premio di rischio sugli asset italiani, e prevediamo che i Btp e i titoli orientati al mercato domestico, comprese le banche, resteranno relativamente deboli rispetto agli omologhi europei”.

Btp sotto la lente da subito

L’accento sulla sorte dei titoli di Stato è stato posto dagli analisti a nemmeno 24 ore dal voto. In molti, infatti, hanno sottolineato come l’esito delle elezioni pesasse più sui Btp che su Piazza Affari. Gli analisti di Unicredit, ad esempio, hanno evidenziato come i Btp abbiano fatto registrare uno spread con i Bund decennali superiore ai 160 punti base. Per gli analisti di Piazza Cordusio, i Btp “resteranno sotto pressione nel breve termine” per due ragioni principali.

Incertezza politica

La prima è la situazione di “hung parliament”, cioè l’incertezza che domina ancora la scena e che è destinata a perdurare almeno fino a fine marzo, quando inizieranno le consultazioni del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “C’è molta incertezza sul risultato finale delle elezioni in termini di formazione di un nuovo governo e gli investitori sono riluttanti a scommettere su cosa succederà nei prossimi giorni”, ha dichiarato Chiara Cremonesifixed income strategist di UniCredit.

Populismo

A far perdurare la pressione sul mercato è anche “il risultato molto migliore di quanto il mercato si aspettava ottenuto dai partiti populisti, che potranno avere un ruolo cruciale nella formazione del nuovo governo”. Da qui, la previsione relativa allo spread tra Btp e Bund a dieci anni che potrà “salire oltre i 150 punti base e riavvicinare i massimi da gennaio a 160 punti”.

La posizione di Barclays

 Anche gli analisti della banca d’affari Barclays si sono espressi in merito alle elezioni italiane. Ancora una volta è l’incertezza a caratterizzare il futuro politico del Paese, con riflessi immediati sugli investitori. In particolare, è innegabile che i partiti anti sistema siano “on fire” con gli elettori italiani che hanno punito i partiti tradizionali colpevoli, dal punto di vista degli elettori, di anni di economia debole, delle tasse in aumento e dei problemi nella politica sui migranti. Non è possibile escludere la paralisi politica ed è facile immaginare che le consultazioni per formare un governo saranno lunghe e faticose, con la possibilità di tornare al voto.

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