Donatella Versace lascia il timone ma resta nel cuore della Maison: cosa succede ora alla casa della Medusa?
L’alba di una nuova era: il passaggio da Donatella a Dario Vitale
Dopo quasi trent’anni a capo dell’impero Versace, Donatella Versace ha annunciato il 13 marzo che avrebbe lasciato la direzione creativa, cogliendo (non troppo di sorpresa) tutti gli appassionati di moda dal velluto dorato ai reel di Instagram. Ma niente panico: lo show deve continuare! E infatti, in aprile, subentrerà alla guida creativa Dario Vitale, ex direttore del design e dell’immagine per Miu Miu (sì, proprio quel Miu Miu travolgente che ha registrato una crescita del 93% nelle vendite nel 2024!). Donatella, invece, vestirà i nuovi panni (belli lucidi e griffati, ovviamente) di ambasciatrice-chef della maison. Nel comunicato di Capri Holdings, non mancano le parole di cuore: “Nel mio nuovo ruolo di ambasciatrice, continuerò a essere la più grande sostenitrice della Versace. Versace è nel mio DNA e sempre nel mio cuore”.
La storia: un impero costruito tra famiglia, rivoluzioni stilistiche e supermodelle
Per capire quanto sia pesante questo passaggio del testimone, basta sfogliare il libro di storia della moda recentissima: nel 1972, Gianni Versace si trasferisce a Milano per lavorare con Arnaldo Girombelli e debutta la sua prima collezione nel 1978, sempre sostenuto dalla famiglia. Da allora, nasce l’identità audace, sexy ed esagerata del marchio, già simbolizzata dalla Medusa: chi la guarda rischia di restarne pietrificato (almeno secondo i gossip ‘mitologici’). La famiglia è il cuore pulsante: Santo nelle finanze, Donatella che abbandona gli studi a Firenze per unirsi ai fratelli a Milano. Gianni e Donatella sono legati da una rara sintonia e lei diventa presto la sua consigliera femminile e musa.
Innanzitutto, Versace supera ogni limite tradizionale. Da Gianni arrivano idee avanguardistiche: il concetto di supermodella nasce qui, la sfilata diventa spettacolo, la prima fila è riservata alle celebrità. Oroton, pelle, seta, vinile e persino plastica: la moda diventa un laboratorio di materiali e forme, tra abiti fluttuanti e armature moderne. Nel 1989 nasce Atelier Versace, il laboratorio per esperimenti visionari e abiti da balletto e teatro, mentre Donatella prende in mano Versus, la linea giovane e accessibile.
La tragedia colpisce nel 1997, con l’assassinio di Gianni davanti a Casa Casuarina a Miami. Santo diventa CEO, Donatella prende il timone della creatività: la collezione Primavera/Estate 1998 è una dichiarazione d’amore al fondatore, con un luminosissimo cartello al neon dedicato all’amore della squadra. Donatella debutta nell’haute couture un anno dopo, senza la tradizionale “sposa” a chiudere il defilé, ma con tanta determinazione e una passerella di vetro trasparente.
Donatella: tra supermodelle, Google Immagini e Fendace
Donatella Versace non è rimasta all’ombra dei ricordi. Nel 2000 crea il famoso abito “jungle” indossato da Jennifer Lopez ai Grammy Awards: così tante ricerche online da far crollare Google (ed ecco perché oggi usiamo Google Immagini)! Venti anni dopo, J.Lo sfila di nuovo con la versione rivisitata, mano nella mano con Donatella. Ma non è tutto: per il 20° anniversario della morte di Gianni, nel 2018, al Triennale di Milano, va in scena una delle sfilate più iconiche di sempre, un omaggio coraggioso che riprende stampe rococò dal passato e celebra la forza delle donne. E quando il DJ annuncia “Gianni, questa è per te”, la tenda si apre e schiera tutte insieme le supermodelle leggendarie: Helena Christensen, Cindy Crawford, Naomi Campbell, Claudia Schiffer e Carla Bruni, chiudendo il cerchio della storia.
Non da meno, il Fendace (Versace+Fendi), una delle fusioni più discusse della moda, movimenta Milano nel Pre-Fall 2022: 50 look, modelle di grido, celebrazione dello spirito di casa Versace, tra oro, motivi pop art e croci religiose.
Donatella ha modellato l’essenza di Versace per tre decenni, rendendola garanzia di glamour sexy, eleganza senza tempo e una delle scelte più amate per il red carpet internazionale.
Un futuro incerto ma pieno di promesse: Dario Vitale e il “caso” Prada
La nomina di Dario Vitale ha sorpreso molti. Dal diploma all’Istituto Marangoni di Milano nel 2006, il suo percorso lo ha visto passare per Dsquared2, Bottega Veneta e Miu Miu sotto la guida di Miuccia Prada, lasciando quest’ultima a gennaio per approdare in Versace. Non mancano le voci: il legame con Miu Miu (marchio “sorella” di Prada) ha acceso le speculazioni su una futura acquisizione della maison da parte del Gruppo Prada, anche se formalmente nulla è stato ancora confermato. Certo è che Prada e Miu Miu registrano numeri colossali: nel 2025, Miu Miu segna un +93% nelle vendite rispetto all’anno precedente e Prada un salutare +4%.
- Quello che attende Versace è una ristrutturazione in un momento cruciale.
- Donatella resta emblema del DNA del marchio, promettendo coerenza ai codici ereditati.
- Se il Gruppo Prada subentrasse davvero, la maison sarebbe “in buone mani”, dato il rispetto per l’eccezionale eredità Versace e la comprensione profonda dei suoi codici.
Il futuro riserva forse cambi radicali, ma una cosa è certa: il nuovo capitolo sarà energetico e, conoscendo Versace, pirotecnico quanto basta. Il consiglio? Restate sintonizzati, tenete saldi gli occhiali da sole (dorati ovviamente) e preparatevi alle prossime meravigliose, brillanti sorprese della Medusa.
Articoli simili
- Donatella Versace alla guida dei Premi di Moda dell’America Latina: è ufficiale, la nuova generazione del design sotto i riflettori
- Chiara Ferragni, la regina dell’influenza: in una settimana sei post su Instagram valgono 2,5 milioni di euro!
- Dario Ballantini confuso con Valentino Garavani: incredibile gaffe in Portogallo!
- Milano si ferma per Giorgio Armani: ecco come e dove rendere omaggio al grande stilista

Lisa Chichi vi porta in un mondo di scoperte curiose e storie sorprendenti. Ogni giorno condivide fatti insoliti e curiosità culturali che stimolano la vostra mente e arricchiscono le vostre conversazioni.