Addio monete da 1 e 2 centesimi: stop a partire dal 2018

Grazie all’approvazione dell’emendamento Boccadutri, a partire dal prossimo anno sarà sospesa la produzione delle monete da 1 e 2 centesimi

Si dice spesso che i soldi non fanno la felicità e a confermare questo detto ci pensano le monete da 1 e 2 centesimi che sempre più spesso appesantiscono il nostro portafoglio, rivelandosi inoltre, alcune volte, inutili.

Rifiutate dalle macchinette per il parcheggio o dai distributori automatici, poco sopportate dalle commesse dei negozi e anche dai consumatori, a partire dal 1° gennaio 2018 si potrà dire addio alle monete da 1 e 2 centesimi. Grazie alla legge di conversione del decreto 50/2017, la cosiddetta manovra bis, approvata definitivamente in Senato, è stata infatti inserita una norma che sospende la produzione delle monete da 1 e 2 centesimi a partire proprio dal prossimo anno.

L’emendamento Boccadutri

L’addio alle monete da 1 e 2 centesimi è stato deciso dalla Commissione Bilancio della Camera che ha dato il via libera ad un emendamento il cui primo firmatario è stato Sergio Boccadutri. Un provvedimento approvato con lo scopo di ottenere un vantaggio soprattutto dal punto di vista economico, perché come dichiarato da Boccadutri al Sole24ore.com: «Sono monetine che non vengono accettate dai parcometri, dai distributori automatici, dai caselli autostradali. I consumatori le ricevono come resto, ma non le riusano. Monetine di rame spesso lasciate a casa nei cassetti, abbandonate nei porta oggetti delle auto o alla cassa dei supermercati per non ingombrare le tasche. Nei fatti, insomma, è una produzione in perdita, perché costano più di quello che valgono».

Addio monete da 1 e 2 centesimi: i pro e i contro

Le monete da 1 e 2 centesimi sono spesso inutilizzabili e la sospensione della loro produzione potrebbe consentire di ottenere un risparmio pari a circa 20 milioni di euro da poter utilizzare per ammortizzare alcuni titoli di Stato. D’altro canto si teme che dicendo addio alle monete da 1 e 2 centesimi si abbia un aumento dei prezzi, dovuto al necessario arrotondamento di quest’ultimi.

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Proprio per questo motivo l’associazione italiana di consumatori, Altroconsumo, ha fatto alcune particolari richieste che sono state approvate e fanno così parte della norma.

Le richieste di Altroconsumo

Grazie ad Altroconsumo, l’emendamento Boccadutri è stato arricchito di alcuni dettagli che potranno aiutare ad ottenere tutti i vantaggi derivanti dall’addio alle monete da 1 e 2 centesimi e allo stesso tempo tutelare i consumatori.

In particolare sono stati introdotti i seguenti punti:

  • l’arrotondamento riguarda solo l’importo complessivo da pagare in contanti e non i prezzi dei singoli prodotti. Se si paga con carta non c’è alcun arrotondamento;
  • l’arrotondamento sarà per eccesso o per difetto ai 5 centesimi più vicini: 0,1 e 0,2 saranno arrotondati a zero, 0,3 e 0,4 a 5 centesimi; 0,6 e 0,7 sempre a 5 centesimi e invece 0,8 e 0,9 a 10 centesimi;
  • il Comitato di sorveglianza sui prezzi controllerà che non ci siano effetti distorsivi;
  • le monete in circolazione continueranno ad avere valore legale e potranno continuare ad essere utilizzate purché una volta messe assieme formino 5 centesimi.

Una decisione importante, quella della Commissione Bilancio della Camera, che avendo dato il via libera all’emendamento Boccadutri spera di ottenere un notevole risparmio da poter riversare sui titoli di Stato, oltre ad alleggerire le tasche dei cittadini da veri e propri gruzzoli di monetine.

A questo punto non resta che attendere il 2018 per dire addio alle monete da 1 e 2 centesimi, anche se è utile ricordare che gli altri Paesi europei continueranno a produrle e quindi potremmo trovarci tra le mani i centesimi degli altri Paesi che hanno come moneta l’euro.

Approfondisci il Decreto 50/2017.

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