Giovani agricoltori: gli aiuti della Regione Sardegna

AGGIORNAMENTO
La Regione Sardegna ha disposto una proroga dei termini della presentazione della domanda per la sottomisura 6.1 al 14 aprile 2017. vedi proroga bando

Ecco il programma della Regione Sardegna per sostenere le attività dei giovani agricoltori.

Al fine di incentivare il ricambio generazionale, la Regione Sardegna ha deciso di sostenere i giovani che vogliono inserirsi nell’ambito agricolo. Una cosa è certa: le occasioni sono davvero moltissime e, dunque, non resta altro che scendere più nel dettaglio e scoprire chi sono i destinatari degli incentivi, quali solo le modalità di partecipazione al bando e entro quando è possibile presentare la domanda.

A chi è rivolto?

I requisiti per essere ammessi al bando sono chiari: nel momento in cui viene presentata la domanda i richiedenti devono essere maggiorenni e non devono aver superato il quarantesimo anno di età. Inoltre, devono dimostrare di essere in possesso di specifiche competenze e che non hanno mai ricoperto il ruolo di capi di un’azienda agricola; in termini molto più pratici, i richiedenti non devono aver gestito in maniera diretta un’azienda e, pertanto, non devono aver influito in maniera preponderante sulle strategie. Ad avere il diritto di beneficiare degli aiuti, ovviamente, sono solo ed esclusivamente le aziende che hanno la propria sede in Sardegna. In merito, invece, alle competenze specifiche, i richiedenti devono dimostrare di essere in possesso di un diploma di laurea in facoltà quali Agraria, Veterinaria, Scienza delle tecnologie alimentari o Scienza delle produzioni animali. Inoltre, essere abilitati ad esercitare una delle professioni affini al percorso accademico intrapreso. In alternativa, devono essere in possesso di un titolo di scuola media superiore in agraria, dimostrare di aver effettuato un corso di formazione specifico o dare prova di avere un’esperienza di almeno tre anni rigorosamente continuativi nel settore.

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Di cosa si tratta?

Le risorse a disposizione per il progetto ammontano a 50 milioni di euro. Al momento della presentazione della domanda di partecipazione i giovani hanno il compito di presentare un piano di investimenti grazie al quale apportare miglioramenti all’azienda in questione. Il premio viene erogato in maniera forfettaria; in buona sostanza, ai giovani vengono versati 50 mila euro con i quali avviare l’attività. Nel caso in cui si tratti invece, di interventi volti al miglioramento di un’azienda già esistente gli aiuti vengono erogati attraverso la formula del conto capitale; in questo caso, la cifra ammonta al 50% degli aiuti che vengono riconosciuti alle aziende che hanno sede in zone non svantaggiate e al 70% degli aiuti che, invece, vengono riconosciuti alle aziende che operano in zone in cui sono stati riconosciuti svantaggi di carattere naturale. Gli investimenti non possono superare i 500 mila euro e non possono essere inferiori a 50 mila euro.

Come è facile immaginare, a dover rispettare specifici requisiti è anche il progetto stesso. Esso, infatti, nel momento in cui viene presentata la domanda, deve essere cantierabile, e cioè deve poter essere avviato subito dopo l’erogazione del contributo. Gli aiuti riguardano la costruzione o la ristrutturazione di immobili o stabili, l’acquisto di attrezzature o macchinari, le spese cosiddette generali e investimenti di natura non materiale. Ad essere esclusi, invece, sono gli acquisti di animali, piante, macchinari e attrezzature usate, impianti di produzione bioenergetica non destinata all’autoconsumo e interventi di manutenzione sia ordinaria che straordinaria. Gli aiuti erogati, poi, nel caso in cui siano destinati alla realizzazione o alla riqualificazione di strutture esistenti, possono essere utilizzati sia per pagare aziende esterne a cui spetta l’onere di acquistare anche i materiali che per acquistare i materiali e pagare l’impresa esterna che si occuperà di realizzare o riqualificare l’edificio. In alternativa, i lavori in questione possono essere effettuati sia da operai specializzati che da componenti del nucleo familiare. In questo caso, però, le prestazioni in questione devono essere volontarie e, soprattutto, non retribuite.

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Ma cosa fare nel caso in cui in fase esecutiva si dovesse presentare la necessità di fare qualche modifica al progetto? Tale opzione è contemplata nel regolamento e, pertanto, non vi è alcun genere di ostacolo; ovviamente, però, vi sono delle restrizioni: le modifiche che possono essere apportate riguardano esclusivamente il beneficiario, la sede dell’investimento, gli aspetti sostanziali del progetto e la tipologia delle opere precedentemente approvate. Come è facile intuire, tutte le modifiche devono essere opportunamente documentate, comprese quelle di carattere non sostanziale; anche in questo caso è necessario presentare la documentazione all’ufficio competente e, indipendentemente dal momento in cui essa viene depositata, la valutazione avverrà quando verrà erogata l’ultima tranche del finanziamento. Addirittura, il bando prevede la possibilità di prorogare l’inizio dei lavori a patto che venga dimostrata l’effettiva esistenza di cause irripetibili ed eccezionali che non devono essere legate a carenze di natura progettuale ma a fattori del tutto indipendenti dal progetto.

Come fare per partecipare?

Le domande si possono presentare entro e non oltre il 16 gennaio 2017 attraverso il portale SIAN. Può essere presentata una sola domanda che deve essere compilata in tutti i suoi campi e firmata digitalmente mediante firma elettronica. Tutta la documentazione necessaria è descritta in maniera dettaglia all’interno del bando.

In sintesi, la Regione Sardegna offre l’opportunità ai giovani agricoltori di farsi largo in uno dei settori in grado di risollevare l’economia del nostro Paese. Non resta altro da fare, quindi, che leggere con attenzione il bando, verificare la presenza di tutti i requisiti e procedere con la presentazione della domanda.

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Info: Bando

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