PSR Abruzzo: la Regione difende la sua biodiversità

Attraverso gli interventi della sottomisura 10.1 del PSR Abruzzo la Regione attiva una serie di interventi volti a favorire una produzione a basso impatto ambientale e la conservazione del suolo.

Il mondo è bello perché è vario… e non solo a livello umano e sociale ma anche e soprattutto a livello ambientale; la terra possiede migliaia di specie animali e vegetali ed è compito dell’uomo preservarne la crescita e la conservazione. L’Abruzzo possiede un’elevatissima concentrazione di biodiversità, tanto che quasi il 90% del territorio è soggetto a diversi tipi di protezione ambientale.

La sottomisura 10.1 sostiene pratiche che favoriscono un utilizzo minore di fertilizzanti di sintesi e fitofarmaci e incentiva colture di copertura del suolo, grazie a interventi innovativi di gestione che permettono un’agricoltura più sostenibile e di tutela della biodiversità; in particolare gli interventi 10.1.1 e 10.1.3 sostengono la produzione integrata e la conservazione del suolo, ma vediamoli nello specifico.

Chi sono i beneficiari degli interventi 10.1.1 e 10.1.3 della sottomisura 10.1 del PSR Abruzzo?

I beneficiari di entrambi gli interventi sono gli imprenditori agricoli, singoli o associati, definiti agricoltori in attività. Solo per l’intervento 10.1.1 possono partecipare anche gli enti pubblici in qualità di gestori di aziende agricole.

Solo per l’intervento 10.1.3 è necessario possedere:

  • 1 ettaro seminativo (per la semina a soso e/o l’introduzione di colture di copertura autunno vernine) che dovrà essere almeno il 25% della superficie aziendale a seminativo;
  • 1 ettaro di coltura arborea specializzata (per l’inerbimento delle colture arboree specializzate) che dovrà essere almeno il 50% della superficie aziendale investita ad arboreti.

I beneficiari devono impegnarsi a coltivare il terreno per 5 anni e vengono pagati solo per gli impegni che vanno oltre la normale pratica agricola che riguarda il rispetto dei criteri di gestione obbligatori e le norme relative alle buone condizioni agronomiche e ambientali, così come il rispetto dei criteri relativi alle attività minime, all’uso di fertilizzanti e prodotti fitosanitari e il mantenimento di uno stato idoneo del suolo al pascolamento o alla coltivazione.

Di cosa trattano gli interventi 10.1.1 e 10.1.3 della sottomisura 10.1 del PSR Abruzzo?

Qui bisogna fare una distinzione tra le due operazioni.

L’intervento 10.1.1 è relativo a:

  • coltivazione di erbacee, arboree: in base alla pendenza delle superfici (maggiore del 30%, tra il 10 e il 30% e in pianura) sono vietate determinate lavorazioni e concesse altre; tutte le specifiche sono consultabili all’interno del bando;
  • avvicendamento colturale: si deve adottare una rotazione quinquennale con almeno 3 colture principali e al massimo una ripetizione della semina (ristoppio) per ogni coltura;
  • scelta varietale e materiale di moltiplicazione: il materiale di propagazione non può provenire da organismi geneticamente modificati ma deve essere sano e garantito da un punto di vista genetico;
  • analisi del terreno: deve essere fatta almeno un’analisi del terreno per singola area omogenea dal punto di vista agronomico e pedologico entro il primo anno di impegno;
  • fertilizzazione e piano di fertilizzazione: deve essere definito un piano di fertilizzazione aziendale in relazione ai risultati delle analisi del terreno;
  • requisiti minimi per l’uso di fertilizzanti e pesticidi: il beneficiario deve impegnarsi a conoscere i principi generali della difesa integrata obbligatoria (attraverso il possesso dei documenti relativi alle basi informative o tramite una specifica consulenza aziendale), deve possedere il certificato di abilitazione per l’acquisto o l’utilizzo dei prodotti fitosanitari e deve rispettare le disposizioni relative allo stoccaggio sicuro dei prodotti fitosanitari e al loro utilizzo;
  • difesa integrata volontaria, regolazione attrezzature e distribuzione prodotti fitosanitari: obbligo di rispettare quanto scritto nel DPI (Disciplinare di Produzione Integrata) per l’utilizzo di principi attivi, le dosi, i trattamenti, le modalità di distribuzione dei prodotti fitosanitari e la regolazione di attrezzature;
  • registrazione delle operazioni colturali: Compilazione e aggiornamento di un registro delle operazioni colturali e del registro Agronomico;
  • consulenza aziendale: è obbligatoria la consulenza di un tecnico in possesso del certificato di abilitazione alla consulenza che seguirà le indicazioni dei Servizi Tecnici Regionali e, su richiesta, invierà i dati del monitoraggio;
  • irrigazione: per ogni coltura l’azienda deve registrare i dati termo-pluviometrici, determinare il volume massimo di adacquamento per ciascun intervento irriguo e registrare le date e i volumi delle irrigazioni effettuate.

Il contributo erogato viene stabilito per ettaro e varia in base alla tipologia colturale.

Per l’intervento 10.1.3 relativo alla conservazione del suolo sono previste operazioni relative a:

  • semina su sodo: si devono utilizzare seminatrici specializzate da sodo (con divieto di aratura e affinatura); oltre ciò è necessario mantenere in campo i residui della coltura in precessione a quella seminata su sodo;
  • introduzione di colture di copertura autunno vernine: devono essere seminate colture di copertura (specie erbacee monofite o in miscuglio) a ciclo autunno-invernale con lavorazione minima e deve essere mantenuta nel periodo autunno-invernale (15 ottobre – 15 marzo); il terreno deve essere lavorato con lavorazione minima e devono essere utilizzati esclusivamente mezzi meccanici per la devitalizzazione delle colture di copertura;
  • inerbimento delle colture arboree specializzate: questo impegno si applica ai vigneti, agli oliveti e ai frutteti e deve interessare almeno il 50% della superficie aziendale a colture arboree specializzate. È necessaria o una copertura permanente del terreno attraverso la semina di specie poliennali o annuali autoriseminanti, oppure una copertura del terreno nel solo periodo autunno-invernale (1 novembre – 31 marzo) da ottenersi con la semina di specie annuali impiantate con tecniche di lavorazione minima.

Requisito necessario è il possesso del Registro delle operazioni colturali in cui devono essere registrati tutti gli interventi effettuati e in cui va specificata tutta la documentazione contabile e fiscale delle operazioni di semina diretta e acquisto delle sementi.

Anche in questo caso il contributo erogato viene stabilito per ettaro e varia in base alla tipologia di impegno.

Come fare per accedere ai contributi per gli interventi 10.1.1 e 10.1.3 della sottomisura 10.1 del PSR Abruzzo?

Le domande devono essere presentate entro il 15 maggio 2017 esclusivamente online tramite il portale Sian.

Le possibilità sono tante e gli incentivi per un’agricoltura più sostenibile sono davvero allettanti, visto soprattutto l’interesse verso l’ambiente che in questi anni diventa sempre più elevato. Il nostro consiglio è quello di affidarvi ad uno specialista qualificato per presentare quanto prima la domanda.

Fonte: bando sottomisura 10.1 interventi 10.1.1 e 10.1.3

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