Bando Cultura Crea di Invitalia Titolo II: incentivi per nuove imprese dell’industria culturale

Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, con gestore Invitalia S.p.A. offre l’opportunità di sviluppare il sistema imprenditoriale della filiera culturale in alcune regioni del Sud Italia: Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia e Puglia

Il bando Cultura Crea è destinato alle piccole e medie imprese che investono in attività imprenditoriali del settore dell’industria culturale-turistica e sono comprese le imprese dette “del terzo settore”  che puntano a valorizzare le risorse culturali del territorio.

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Gli obiettivi del bando Cultura Crea sono relativi a tre linee di intervento, di seguito facciamo luce sul TITOLO II del bando che prevede il supporto alla nascita di nuove imprese nei settori “core” delle cosiddette industrie culturali.

Nel TITOLO II del programma Cultura Crea, è prevista una dotazione di 41,7 milioni di euro per la nascita di nuove imprese dell’industria culturale.

Chi può partecipare:

  • imprese già esistenti, che risultano costituite da non oltre 3 anni alla data di presentazione della domanda di agevolazione in forma societaria di capitali o di persone, ivi incluse le società cooperative;
  • le persone fisiche che intendono costituire un’impresa, presentandone quindi una proposta.

Programmi di investimento:

Sono ammissibili alle agevolazioni, i programmi di investimento:

  • di importo non superiore a 400.000 euro;
  • realizzati dalle nuove imprese presso una unità produttiva ubicata nelle 5 Regioni;
  • relativi alle attività economiche elencate all’allegato 2 del Decreto

Quali spese finanzia il progetto:

Il bando Cultura Crea finanzia, con diverse intensità di aiuto e massimali, l’acquisto delle seguenti voci di investimento:

  • macchinari, impianti, attrezzature, arredi e mezzi mobili (che siano necessari per l’attività);
  • programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, certificazioni, know how, conoscenze tecniche, anche non brevettate.

È possibile richiedere a finanziamento anche i seguenti costi di gestione, nel limite del 20% del totale investimento ammissibile:

  • personale interno qualificato del soggetto beneficiario, limitatamente alle figure professionali di elevato profilo, in possesso, cioè, di un diploma di scuola secondaria di secondo grado ed assunte a tempo indeterminato dopo la data di presentazione della domanda ed impiegato nell’area produttiva;
  • servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;
  • consulenze esterne specialistiche prestate da Università e Centri di ricerca pubblici o da imprese e persone fisiche dotate di documentate competenze in materia, a condizione che siano connesse all’investimento e funzionali all’avvio delle attività.

Vantaggi per l’impresa:

  • un finanziamento agevolato, a tasso zero, in misura pari al massimo al 40% della spesa ammessa, con una durata 8 anni di ammortamento e 1 anno di preammortamento per il periodo di realizzazione dell’intervento;
  • un contributo a fondo perduto, in misura pari al massimo al 40% della spesa ammessa;

L’effetto combinato di tali agevolazioni è quindi dell’ 80% dell’investimento ammesso e può arrivare al 90% nel caso in cui il soggetto richiedente sia a maggioranza di partecipazione numerica (e di quote) femminile o giovanile (sotto i 35 anni di età).

Le spese di gestione sono finanziate esclusivamente con finanziamento agevolato.

Cosa deve prevedere l’idea imprenditoriale del bando Cultura Crea:

Essa deve proporre un investimento per  l’introduzione di innovazioni di processo, di prodotto o servizio, organizzative, di mercato, in una delle seguenti aree:

    1. economia della conoscenza: sviluppo e/o applicazione di tecnologie innovative e/o tecnologie chiave abilitanti per la creazione e/o l’implementazione di dati e informazioni in grado di accrescere, qualificare o innovare le modalità e gli strumenti di archiviazione, organizzazione, condivisione, accessibilità, e gestione delle conoscenze legate all’industria culturale;
    2. economia della conservazione: sviluppo e applicazione di processi e protocolli innovativi nel quadro delle attività conservative – restauro, manutenzione, recupero, rifunzionalizzazione relativamente a materiali, tecnologie, tecniche e strumenti adottati, con particolare riferimento all’ attività di diagnostica di monitoraggio e di analisi per la valutazione della vulnerabilità, alle attività di prevenzione e di gestione dei rischi e dei fattori di degrado, ai materiali e alle tecniche di intervento, alle soluzioni impiantistiche innovative ed energeticamente efficienti, applicate al patrimonio materiale ed immateriale;
    3. economia della gestione: sviluppo di strumenti e soluzioni applicative in grado di ingegnerizzare le attività di gestione di beni e attività culturali.
    4. economia della fruizione: sviluppo di:
      1. modalità e strumenti innovativi di offerta di beni e sistemi di beni in forma integrata con le risorse del territorio, processi innovativi per la gestione – acquisizione, classificazione, valorizzazione, diffusione – del patrimonio culturale e risorse del territorio;
      2. piattaforme digitali, prodotti hardware e software per nuove modalità di fruizione e nuovi format narrativi, di comunicazione e promozione, estendibili anche a specifiche categorie della domanda;
      3. dispositivi ed applicazioni a supporto ed assistenza di specifici target di domanda e fruizione;
      4. attività legate all’incremento dell’offerta collegata alla fruizione turistico culturale;

Per tutti i titoli, le domande possono essere presentate solo online dal 15 settembre 2016 dalle ore 12.00, sul portale di Invitalia.

Info: Ministero dei Beni Culturali

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