Contratti di sviluppo tutela ambientale: pronti finanziamenti per le imprese del sud

Il Ministero dello Sviluppo Economico stanzia 100 milioni di euro per incentivare le imprese a ridurre i consumi energetici.

Oggi finalmente si sta cominciando a dare sempre più valore alla tutela dell’ambiente, e questo perché ci si è resi conto dell’impatto che la mano dell’uomo può avere sulla natura. Dopo anni di sfruttamento c’è un’inversione di marcia e lo dimostrano i contratti di sviluppo per la tutela ambientale pensati dal Ministero dello Sviluppo Economico a favore di tutte le imprese che si trovano nelle regioni del Meridione. L’obiettivo del bando è quello di ottenere una riduzione dei consumi energetici, da parte delle aziende ad alto impatto, per una percentuale minima del 10%.

Chi può aderire ai contratti di sviluppo tutela ambientale?

Possono presentare domanda le imprese che intendono realizzare programmi di sviluppo, relativamente a settori d’attività energivori, rientranti nei codici ATECO a 6 cifre, e le imprese qualificate a forte consumo di energia, iscritte alla Cassa per i sevizi energetici ed ambientali. L’elenco delle attività ammissibili è presente all’interno del decreto ministeriale.

In cosa consistono i contratti di sviluppo tutela ambientale?

I programmi di sviluppo presentati devono riguardare aziende con sede nelle regioni del sud: la Campania, la Calabria, la Basilicata, la Sicilia e la Puglia; i progetti dovranno essere inerenti ad interventi a tutela dell’ambiente, che non siano interventi di ricerca, sviluppo ed innovazione, e che prevedano una riduzione dei consumi energetici. A favore del bando sono state stanziate risorse economiche pari a 100 milioni di euro. Ogni progetto deve prevedere un importo di spesa compreso tra un minimo di 30 mila euro ed un massimo di 3 milioni di euro. Le attività ammesse devono avere come obiettivo:

  • innalzamento del livello di tutela ambientale della propria attività anche in assenza di limiti della comunità europea;
  • adeguamento anticipato ai limiti UE non ancora in vigore;
  • ottenimento di una maggiore efficienza energetica;
  • realizzazione di impianti di cogenerazione ad alto rendimento;
  • riciclaggio e riutilizzo dei rifiuti.
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Sono ammesse le spese per il suolo aziendale e le opere murarie, macchinari, impianti e attrezzature funzionali al progetto, software e brevetti. L’intensità di aiuto concessa a ciascun beneficiario è pari al 75% del valore del progetto; per poter usufruire del finanziamento i beneficiari sono tenuti a presentare l’effettiva disponibilità economica del restante 25% del progetto, non coperto dal finanziamento. Il piano di rimborso verrà stabilito tenendo conto delle reali capacità finanziarie del beneficiario, attraverso una valutazione dell’ultimo bilancio presentato.

Come partecipare ai contratti di sviluppo tutela ambientale?

Le domande di partecipazione al bando potranno essere presentate a partire dal 26 aprile 2017. Le richieste di ammissione devono essere presentate secondo le modalità presenti sul sito di Invitalia.
Alla domanda di partecipazione dovranno essere allegati il programma d’investimento e tutti gli allegati richiesti tra cui tutta la documentazione utile a dimostrare la disponibilità delle fonti finanziarie diverse dal contributo previsto, relazioni tecniche relative al programma di intervento e documentazione progettuale inerente le spese del programma.

Se hai un’azienda situata nei territori interessati dal bando e vuoi rinnovarla per ottenere risparmi energetici questa è la tua grande opportunità. Informati presso un professionista del settore e scopri come fare ad ottenere uno dei contratti di sviluppo per la tutela ambientale.

Fonte: Decreto Ministeriale

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