Agricoltura biologica: l’economia riparte dai finanziamenti diretti alle risorse naturali

Uno sguardo generale ai bandi regionali diretti ai finanziamenti dedicati all’agricoltura sostenibile descritti nelle misure 11.

Uno dei metodi pensati dall’Europa per far ripartire l’economia e contemporaneamente salvaguardare il pianeta dall’inquinamento sempre più dilagante è la promozione e valorizzazione dell’agricoltura biologica. Come conseguenza del recepimento di alcune normative europee diverse regioni italiane, Lombardia, Veneto, Molise, Lazio e Sardegna, concentrano le forze sulle risorse naturali, puntando sulla biodiversità.

La priorità è sostenere le aziende agricole che utilizzano il metodo di coltivazione e allevamento esclusivamente biologico, sfruttando le risorse naturali promuovendo la biodiversità, dall’acqua al suolo a salvaguardia del paesaggio. Utilizzando il sistema di produzione biologica si punta al rafforzamento della struttura del suolo generando solo effetti positivi sulla capacità di accumulo del carbonio atmosferico e sulla resistenza ai cambiamenti atmosferici. Le operazioni incentivate dalle diverse regioni si sviluppano attraverso due interventi:

  • pagamento al fine di adottare pratiche e metodi di produzione biologica;
  • sostegno al mantenimento di pratiche e metodi di produzione biologica.

Chi sono i beneficiari dei finanziamenti per l’agricoltura biologica?

I soggetti beneficiari sono gli agricoltori in attività, singoli o associati, come definiti all’articolo 9 del regolamento UE n. 1307/2013 e dal decreto applicativo del MIPAAF n. 6513 del 18/11/2014 integrato dal D.M. n.1420 del 26/02/2015. Il che vuol dire, sostanzialmente che l’agricoltore deve:

  • percepire pagamenti diretti sotto la soglia dei 5 mila euro per le aziende prevalentemente ubicate in montagna e/o zone svantaggiate e 1.250 euro nelle altre zone;
  • essere iscritto iscrizione all’Inps;
  • essere titolare di partita Iva.

Oltre ciò, gli agricoltori devono necessariamente aderire al metodo di produzione biologica definito ai sensi del Regolamento (CE) n. 834/2007 e relativi regolamenti applicativi, nella versione in vigore.

Cosa trattano i finanziamenti destinati all’agricoltura biologica?

Fondamentalmente questi fondi aiutano gli imprenditori agricoli a sostenere e promuovere l’agricoltura biologica. Tutti i beneficiari sono obbligati a convertire per la prima volta tutte le superfici agricole e gli allevamenti aziendali dal metodo di produzione convenzionale al metodo di produzione biologica e di mantenere l’impegno per un periodo di 5 anni (6 per la Lombardia).

I finanziamenti variano da regione a regione: per esempio nel Lazio gli aiuti sono calcolati su base forfettaria e vengono erogati annualmente; in Molise il pagamento si basa sugli ettari di superficie coltivati in funzione delle colture praticate. Anche in Sardegna i contributi sono distinti per gruppo coltura e per dimensione della superficie e sono comprensivi dei costi di transazione. In Veneto per i primi tre anni l’impegno riguarda la conversione al metodo biologico, mentre negli ultimi 2 anni c’è il passaggio obbligatorio al secondo tipo di tipo di intervento che sostiene il mantenimento delle tecniche di agricoltura biologica. Infine in Lombardia è concesso un pagamento annuale per la sola coltura principale, indicata nel campo rotazione primaria del fascicolo aziendale; i gruppi di coltura sono i seminativi, le colture orticole, quelle arboree, il prato permanente e le colture foraggere per aziende zootecniche.

Come presentare la domanda per usufruire dei finanziamenti per l’agricoltura biologica?

Le domande devono essere compilate in via telematica, direttamente online utilizzando la procedura informatica stabilita da AGEA dal portale SIAN per gli agricoltori di Molise, Lazio e Sardegna; per la Regione Lombardia si deve utilizzare il Sistema delle conoscenze (Sis.Co.), mentre per la Regione Veneto il portale da consultare è l’Avepa. Per tutti la scadenza è stata stabilita al 15 maggio 2017.

Prima della predisposizione della domanda, è necessario costituire il fascicolo unico aziendale, con compilazione del piano colturale grafico.

È importante leggere attentamente i bandi; molti sono gli elementi comuni, ma resta da considerare le opportune differenze apposte dalle Regioni, sia sugli importi concessi, sia sulle varie caratteristiche di accesso. Il consiglio, è quello di restare aggiornati, consultando un professionista esperto nel settore per garantirsi l’accesso ai contributi in modo rapido e completo.

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