PSR Regione Lazio: unirsi per innovare è il motto per accedere al sostegno UE

Il finanziamento di 1 milione di euro dalla Regione alle nuove Associazioni e Organizzazioni di Produttori.

In questo tempo 2.0 non tutto tende alla rete. Infatti, ritornare alla terra e ai suoi prodotti sembra proprio molto più moderno di qualunque App disponibile sui nostri cellulari. E proprio all’insegna di questa tendenza – che spinge molte persone, giovani tra l’altro, a rientrare o a non lasciare le campagne – si focalizzano gli sforzi della Comunità Europea e di alcune regione italiane.

Anche il Lazio, attenta al proprio territorio generoso e ai prodotti d’eccezione dal cartellino “DOP”, compie ogni sforzo per salvaguardare tutte le attività che ruotano intorno al settore agricolo e forestale. La Regione, infatti, ha pubblicato un bando, nello specifico la sottomisura 9.1, che intende sostenere tutti coloro che, operando all’interno del territorio laziale, intendono costituire una nuova associazione o un’organizzazione di produttori per favorire lo sviluppo dei canali di commercializzazione (attraverso la vendita diretta o la filiera corta) e ottimizzare l’integrazione e l’efficienza della filiera stessa.

Chi sono i soggetti beneficiari della sottomisura 9.1 del PSR Lazio?

Per accedere al beneficio previsto da questa normativa occorre innanzitutto soddisfare il requisito della novità, nel senso che deve trattarsi di Associazioni o di Organizzazioni di produttori (OP) di nuova costituzione. Si considerano tali quelle costituite dopo il 1° gennaio 2015. Naturalmente devono operare nel settore agricolo e forestale, devono avere una prevalenza di soci operanti nel territorio della Regione Lazio e inoltre soddisfare alcuni requisiti ben specifici previsti da norme comunitarie.

Il soggetto che intende usufruire del beneficio prima di presentare la domanda per accedere all’agevolazione deve elaborare e far approvare, dall’organo sociale competente, un “Piano di Sviluppo Aziendale” in cui dettaglierà tutte le attività previste per i prossimi 3-5 anni finalizzate al sostegno richiesto.

Leggi anche:  Esenzione IMU per il coadiuvante familiare

Nel dettaglio il piano deve fornire un quadro ben preciso che chiarisca quali sono le azioni per:

  1. l’adeguamento della produzione e dei prodotti dei soci delle associazioni e/o delle OP alle esigenze del mercato;
  2. la commercializzazione in comune dei prodotti, inclusa la preparazione alla vendita, la vendita centralizzata e la fornitura all’ingrosso;
  3. la definizione di regole comuni in materia di informazione sulla produzione, con particolare riguardo al raccolto e alla disponibilità dei prodotti;
  4. lo sviluppo delle competenze imprenditoriali e commerciali;
  5. la promozione e organizzazione di processi di innovazione.

Di cosa tratta la sottomisura 9.1 del PSR Lazio?

Il beneficio corrisposto ammonta a un importo massimo di 100 mila euro l’anno. Il sostegno è concesso come un contributo forfettario, corrisposto in rate annuali a partire dall’anno in cui è stata presentata la domanda di sostegno, fino a un massimo di 5 anni a partire dalla data di riconoscimento dell’Associazione/OP.

Il contributo è decrescente, cosi ad esempio se ipotizziamo una domanda di sostegno presentata nel 2017 da una OP (Organizzazione di produttori), costituita e riconosciuta nel 2015 con un “Piano di sviluppo” quinquennale, saranno applicate le percentuali annuali del 8%, 6%, 4%, 2% a partire dal VPC 2017 e verranno quindi liquidate solo quattro annualità.

Per chiarezza ricordiamo che il VPC rappresenta il Valore della Produzione commercializzata, questo valore si ottiene calcolando il valore del prodotto commercializzato, al netto dell’IVA e al netto degli acquisti da terzi effettuati dalla OP (Organizzazione di produttori) e dai soci conferenti, ricavato dal bilancio e/o dagli altri documenti contabili, limitatamente al prodotto o ai prodotti del settore, oggetto di riconoscimento.

Come fare per partecipare alla sottomisura 9.1 del PSR Lazio?

La domanda per richiedere le misure di sostegno dev’essere presentata entro e non oltre il 31 maggio 2017 – direttamente on-line utilizzando la procedura presente nel sito SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale) dell’Organismo che si occupa del pagamento AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura).

Leggi anche:  Banca delle terre agricole: ecco il database dei terreni agricoli

Insieme alla domanda è obbligatorio costituire il “fascicolo aziendale” (costituito ai sensi del D.P.R. 503/99), in pratica una sorta di documento informatizzato che contiene tutti i dati strutturali e durevoli riconducibili all’azienda agricola tenuto direttamente dai CAA (cioè Centri Autorizzati di Assistenza Agricola)

Per la presentazione della domanda i soggetti interessati possono farsi assistere in tutte le fasi della compilazione, previa opportuna delega, dai CAA (Centri Autorizzati di Assistenza Agricola) oppure direttamente dai soggetti abilitati dalla Regione.

Alla domanda di sostegno occorre allegare la seguente documentazione:

  1. delibera dell’organo sociale che attesta l’approvazione del piano di sviluppo aziendale e relativa autorizzazione del rappresentante legale per chiedere e quindi incassare gli incentivi di Legge;
  2. il Piano di Sviluppo Aziendale sottoscritto e redatto secondo l’allegato “A” che riporti in dettaglio le seguenti informazioni:
    1. situazione iniziale dell’Associazione – OP (Organizzazione di produttori)
    2. Indicazione del valore medio annuo della produzione;
    3. situazione dell’Associazione/OP prevista alla fine del periodo di realizzazione del piano;
    4. previsione del VPC annuale per il periodo richiesto a premio;
    5. gli “obiettivi” da raggiungere con indicazione del miglioramento del rendimento economico e/o della qualità delle produzioni, che si intendono conseguire con il piano di sviluppo proposto;
    6. gli “interventi” che si propone di realizzare, con descrizione delle relative modalità di attuazione e degli investimenti che si intendono realizzare;
    7. il cronoprogramma, cioè i tempi di realizzazione dei vari interventi;
    8. il Piano finanziario, cioè un piano che espone gli impegni e le fonti finanziarie;
  3. copia dell’Atto costitutivo e dello Statuto della Associazione/OP (Organizzazione di produttori);
  4. il bilancio;
  5. la documentazione che attesta il possesso dei requisiti.

Si consiglia sempre di affidarsi a professionisti per la presentazione corretta della domanda di sostegno al fine di ottenere i finanziamenti per la costituzione di associazioni ed organizzazioni che migliorino e valorizzino il settore base, quello agricolo, su cui si poggia l’economia di ogni singola comunità.

Leggi anche:  Click-day: il tuo fondo di garanzia a portata di mouse

Fonte: Bando sottomisura 9.1

Hai dei dubbi sull'argomento appena letto?
Chiedi ad un esperto.

Hai ancora domande? compila i campi sottostanti e i migliori professionisti del settore ti risponderanno.
Registrati o accedi per visualizzare il contenuto.

Per visualizzare il contenuto o Registrati.


Vuoi rimanere sempre aggiornato?
Clicca "mi piace" sulla nostra pagina Facebook