Terzo Settore: in arrivo fondi per assistere persone in difficoltà

Lanciato un nuovo bando pluriennale a sostegno delle organizzazioni che aiutano persone vulnerabili

La Regione Lazio ha pubblicato l’avviso “Presa in carico, orientamento e accompagnamento per l’inclusione sociale attiva” finalizzato alla promozione di progetti volti all’implementazione di attività dedicate alle persone in condizioni di difficoltà e fragilità. A beneficiare dei finanziamenti saranno soggetti del terzo settore che presenteranno iniziative innovative per il modello operativo, l’integrazione delle risorse, gli spazi e la governance. Dovranno coinvolgere giovani, donne, disabili o detenuti, avere una sede nel Lazio e osservare le scadenze, una per anno tra il 2017 e il 2019.
A disposizione su cinque linee di finanziamento ci sono 24 milioni di euro.

A chi si rivolge?

Il bando prevede la presentazione di proposte progettuali da parte di organizzazioni appartenenti al terzo settore, cioè operanti nell’ambito sociale come previsto dalle leggi regionali vigenti:

  • le associazioni di volontariato;
  • le associazioni di promozione sociale;
  • le associazioni attive nell’assistenza delle persone in difficoltà;
  • le cooperative sociali;
  • le imprese sociali;
  • le fondazioni ordinarie o di partecipazione e di comunità;
  • gli istituti di patronato e assistenza sociali;
  • gli enti ausiliari attivi nell’aiuto delle persone in situazioni a rischio e con bisogno;
  • gli enti riconosciuti delle confessioni religiose;
  • i soggetti privati senza scopo di lucro.

Tutte le organizzazioni devono essere in grado di documentare un’esperienza triennale rispetto all’attività di presa in carico di persone in difficoltà e avere una sede legale e operativa all’interno della regione.

Di cosa si tratta?

La Regione Lazio mette a disposizione risorse finanziarie provenienti dal Fondo Sociale Europeo, erogato alle Regioni dalla Commissione Europea, per sostenere progetti rivolti alle categorie svantaggiate, suddividendo le somme su cinque diverse linee di intervento.

  1. donne vittime di violenza assistite dalla rete antiviolenza e inserite in attività volte al recupero dell’autonomia. Ci sono a disposizione 2 milioni di euro;
  2. giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni in stato di disagio economico e sociale, ovvero senza lavoro, con famiglie problematiche e a rischio di utilizzo di droghe o di micro criminalità. Sono disponibili 8 milioni di euro;
  3. giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni con disabilità dimostrata da diagnosi delle strutture sanitarie pubbliche. Vengono destinati alle organizzazioni 10 milioni di euro;
  4. individui di età compresa tra i 16 e i 24 anni con almeno una condanna che preveda la limitazione o la restrizione alla libertà personale, sottoposti a regimi di media sicurezza ma privi di aggravanti di pericolosità sociale e che si trovino tra i sei e i nove mesi dalla conclusione della pena. Ci sono 2 milioni di euro da adoperare per i progetti;
  5. persone di età compresa tra i 25 e i 54 anni con una condanna che preveda la limitazione o la restrizione alla libertà personali, inserite in regimi di sicurezza media e non dichiarate pericolose per la società. Devono avere ancora da scontare tra i sei e i nove mesi di pena. Per le organizzazioni che intervengono ci sono 2 milioni di euro a disposizione.
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Ogni iniziativa presentata si dedicherà a uno dei cinque gruppi di beneficiari e dovrà seguire lo schema previsto: presa in carico, orientamento personale con un percorso fatto di piccoli obiettivi da raggiungere, progetto personalizzato per il superamento degli ostacoli, monitoraggio e valutazione. Ogni progetto si rivolgerà a gruppi di un minimo di 8 persone fino a un massimo di 15 individui. Nei casi di disabilità il numero massimo arriva a 6 soggetti. C’è la possibilità di operare su più gruppi. La durata del percorso per i singoli destinatari dovrà essere pari a 600 ore complessive. La durata massima progettuale è di 12 mesi.

Come fare?

Trattandosi di un piano pluriennale le scadenze sono tre e riferite all’anno in cui si intende realizzare l’attività.
Lo schema di riferimento:

  • anno 2017: la domanda va presentata entro le ore 17:00 del 15 febbraio 2017;
  • anno 2018: si deve presentare la proposta progettuale dalle ore 9:00 del 19 febbraio 2018 alle ore 17:00 del 9 marzo 2018;
  • anno 2019: si trasmette la domanda dalle ore 9:00 del 18 febbraio 2019 alle ore 17:00 dell’11 marzo 2019.

Si possono inviare al massimo due proposte complessive, sulla stessa linea d’intervento oppure su linee differenti. La domanda va inviata per via telematica, seguendo la procedura sul sito della Regione, nella sezione dedicata. Ci si deve registrare e con le credenziali ottenute si può accedere per compilare il formulario direttamente sul web. La domanda e il progetto si scriveranno sui modelli digitali predisposti dalla Regione, quindi si dovranno allegare i documenti richiesti. Sono necessari, oltre alle copie del documento d’identità del legale rappresentante, anche le carte attestanti l’esistenza dell’organizzazione e delle relative registrazioni. Sarà necessario inserire anche le lettere di intenti di altri soggetti coinvolti nella realizzazione dell’iniziativa.

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Il bando di inclusione attiva è una buona occasione per le associazioni operanti nell’ambito sociale, sui tre anni si spenderanno 24 milioni di euro per le persone svantaggiate. Sarebbe un peccato non approfittarne.

Fonte: Bando

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