Bando PSR Piemonte sottomisura 1.2.1: finanziamenti per le attività dimostrative e di informazione per le aree rurali

Fino al prossimo 28 settembre in Piemonte rimarrà aperto il bando PSR dedicato alle attività di informazione e dimostrative nel settore agricolo

All’interno del PSR 2014-2020 della regione Piemonte è stato presentato un bando che ammonta a 10 milioni di euro volto a sostenere le attività cosiddette dimostrative e tutte le azioni informative destinate sia ai soggetti pubblici che a quelli privati che operano nelle aree rurali.

10 milioni di euro: ecco chi sono i beneficiari

A poter beneficiare del bando PSR della regione Piemonte sono tutti coloro che organizzano azioni di informazione e di dimostrazione, ovvero:

  • organizzazioni;
  • enti;
  • associazioni temporanee di impresa o associazioni temporanee a scopo.

I destinatari del denaro, invece, sono gli addetti ai lavori. In buona sostanza, il bando è stato pensato su misura per chi opera nel settore agricolo e/o agroalimentare. Tra i destinatari del denaro vi sono anche le piccole e medie imprese e vari soggetti sia pubblici che privati che svolgono la propria attività nelle aree rurali. A poter accedere al bando, quindi, sono coloro che hanno intenzione di mettere in atto interventi volti alla diffusione di notizie e di informazioni in merito all’agricoltura, al settore agroalimentare e, più in generale, all’economia delle aree rurali al fine di consentire il veicolarsi di aspetti notevolmente importanti per la crescita dei vari target di riferimento. Le domande per prendere parte al bando possono essere consegnate entro il 28 settembre 2016.

Bando PSR. Attività dimostrative e di informazione: cosa sono e a cosa servono

Le attività dimostrative e quelle di informazione sono necessarie per diffondere tutte le informazioni in merito al settore agricolo. In questo modo, infatti, è possibile potenziare notevolmente le attività non solo dal punto di vista concettuale ma anche e soprattutto sul piano della redditività. La comunicazione e la formazione sono due elementi necessari per creare una rete di operatori consapevoli e pronti a rispondere ad ogni genere di mutamento del mercato di riferimento. Grazie a tali attività, poi, è possibile dare ancora più forza alla filiera agroalimentare, promuovendo e sostenendo la cosiddetta gestione del rischio. Non meno importante è, poi, la promozione dell’inclusione sociale e, dunque, lo sviluppo economico delle aree rurali. Il bando, pertanto, rappresenta il punto di partenza e, allo stesso tempo, di arrivo di un settore che, seppur molto radicato, ha ancora molta strada davanti a sé.

Come funziona il PSR

Il PSR piemontese è un programma nato per sostenere lo sviluppo del settore rurale e per renderlo sempre più competitivo. Come è facile immaginare, esso è stato redatto tenendo conto di specifici regolamenti dell’Unione europea e degli accordi siglati tra l’Italia e la commissione europea. A disposizione del PSR vi sono 1,09 miliardi di euro che per poco meno della metà provengono da finanziamenti europei, per un buon 40% da finanziamenti nazionali e per la restante percentuale da finanziamenti di natura regionale. Il settore rurale per l’Italia è una leva economica molto importante e, proprio per questo motivo, è estremamente necessario riuscire a dare seguito ad azioni che abbiano come unico obiettivo la formazione degli addetti ai lavori e degli esperti del settore. Solo in questo modo, l’agricoltura e l’agroalimentare potranno riuscire a rafforzarsi e ad affermarsi con ancora più determinazione sui mercati nazionali e internazionali.

Le finalità del progetto

Il PSR serve per istruire tutti gli operatori del settore in modo tale da lavorare sul cosiddetto potenziale umano al fine di potenziarle varie conoscenze acquisite nel corso del tempo. Proprio alle risorse umane, poi, spetterà il compito di dare forma ad un processo di miglioramento continuo necessario per sfruttare al massimo le risorse e per generare una redditività sempre maggiore. Si tratta, pertanto, di una progettualità trasversale capace di far raggiungere vari obiettivi molto ambiziosi a tutte le parti in causa. Il denaro stanziato deve essere utilizzato, ad esempio, per l’organizzazione di corsi di formazione. Il questo caso, i fondi servono per pagare i docenti, i materiali e tutte le spese in capo ai singoli partecipanti. I vari interventi possono essere sia corsi di aggiornamento che percorsi di formazione permanente o, addirittura, di tutoraggio. Sono compresi, poi, anche scambi purché abbiano finalità formative.

Fonti: Regione Piemonte

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