Bando Domos de sa Cultura: riscoprire la cultura e il folklore della Sardegna

La Regione Sardegna investe in cultura e stanzia 1 milione di euro a sostegno delle imprese culturali e creative.

Mentre la crisi economica continua a farsi sentire pressante in ogni settore economico, la Regione Sardegna decide di investire nella cultura. Per dare un sostegno concreto alle imprese che operano nel settore culturale e creativo l’Assessorato Regionale della Pubblica Amministrazione ha pubblicato il bando Domos de sa Cultura. Attraverso questo importante sostegno economico l’ente mette a disposizione di micro, piccole e medie imprese 1 milione di euro.

A chi si rivolge?

Possono partecipare le aziende che operano nel campo artistico, ludico ricreativo, sportivo ed intrattenimento, così come i musei, le biblioteche e gli archivi. Il bando Domos de sa Cultura è rivolto anche alle imprese che operano nel campo dell’informazione e della comunicazione, in modo particolare a coloro che operano nel settore della cinematografia, televisione o studi di registrazione sia audio che video. Si può partecipare in forma singola o associata attraverso Associazioni Temporanee di Impresa, Contratti di rete o Consorzi.

Per poter presentare la domanda e accedere al finanziamento concesso dalla Regione Sardegna bisogna essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • essere iscritto al Registro delle imprese;
  • operare nel campo culturale e creativo con Codice ATECO 2007 n. 90, 91, 59;
  • non aver beneficiato di altri finanziamenti erogati dal Governo;
  • avere la sede della propria attività in Sardegna;
  • essere in regola con tutte le normative sul lavoro;
  • non essere un’impresa in difficoltà;
  • possedere una capacità finanziaria tale da poter portare a termine il progetto presentato.

Di cosa si tratta?

I Progetti che possono essere finanziati riguardano il riuso e la valorizzazione degli spazi culturali, e quindi l’utilizzo di spazi pubblici o privati utilizzati come luoghi di incontro e aggregazione dove svolgere attività rivolte alla diffusione, salvaguardia, sperimentazione e pratica di tutte le espressioni artistiche e culturali che abbiano a che fare con il patrimonio culturale della Sardegna.
Tra queste azioni sono comprese la attività come musica, canto, poesia di improvvisazione, danza e in modo particolare quelli legati alla tradizione sarda come musica delle launeddas, canto a chitarra, polifonia sacra, ballo tradizionale sardo e l’utilizzo di strumenti musicali come fisarmonica e organetto.

Oltre ciò il bando finanzia progetti che puntino ad innovare attraverso le moderne tecnologie il patrimonio culturale e la sua diffusione con la realizzazione di siti web dedicati agli eventi culturali ed eventi che caratterizzano il territorio attraverso una programmazione ben definita; nello stesso ambito si inserisce la creazione di piattaforme per far conoscere la cultura artistica, musicale, poetica ecc. del territorio.
Tale strumento dovrà essere realizzato in varie lingue per far sì che sia fruibile anche ai turisti, e compatibile con gli smartphone di ultima generazione con tanto di alert e posizione GPS per rendere facilmente rintracciabili sia le strutture ricettive e informative che gli eventi in corso.

Per poter ottenere i fondi stanziati dal bando il progetto presentato deve prevedere una spesa che vada da un minimo di 15 mila euro ad un massimo di 150 mila euro. Il contributo sarà a fondo perduto e coprirà l’80% delle spese ammissibili, il restante 20% dovrà essere garantito dall’impresa beneficiaria attraverso le risorse derivanti da incassi da biglietterie, percentuali su concessioni, e quant’altro.

Come fare?

La domanda di partecipazione al bando dovrà essere compilata ed invita usando il modulo presente sul portale SIPES a partire dalle ore 12:00 del 13 febbraio 2017 fino alla mezzanotte del 13 aprile 2017. Alla domanda, firmata digitalmente, vanno allegati:

  1. progetto firmato digitalmente;
  2. dichiarazione di intenti alla costituzione di una delle forme aggregative permesse se alla presentazione della domanda non è stata ancora costituita nessuna forma aggregativa;
  3. copia dell’eventuale procura nel caso in cui il soggetto che firma il progetto sia diverso dal legale rappresentante;
  4. attestazione che certifichi il pagamento del bollo di 16 euro.

Il progetto presentato deve avere un titolo ben definito e deve essere correlato di una sintesi in cui va indicata la durata, la data prevista di inizio, il nome del responsabile tecnico di progetto e la struttura di appartenenza; deve essere presente anche una breve descrizione dell’attività e dell’impresa che lo presenta, e deve essere specificato il contesto organizzativo nel quale verrà messo in atto. A tutto questo si deve aggiungere anche un crono-programma e una sintesi sui risultati che si vogliono ottenere oltre al piano finanziario dettagliato.

È proprio il caso di dire che dopo tante brutte notizie per gli operatori del settore culturale ne arriva una buona, attraverso questo bando arriva la scossa giusta per rivalutare, rivoluzionare e promuovere una cultura affascinate come quella sarda spesso sottovalutata e poco conosciuta.

Fonte: Bando Domos de sa Cultura Regione Sardegna

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