Parziale depenalizzazione per il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali

Che cosa accade sul piano sanzionatorio, se il datore di lavoro, omette il versamento delle ritenute previdenziali mensili o trimestrali, dovuti all’INPS?

Se sei un datore di lavoro può esserti capitato di non versare o ritardare il pagamento delle ritenute previdenziali per i tuoi dipendenti. Se il pagamento dovuto viene effettuato entro il termine di 3 mesi dalla contestazione o dall’avvenuto accertamento della violazione, scatta la sanzione penale?

Con il D.lgs. del 2016 sono stati numerosi i reati depenalizzati in materia di lavoro e previdenza obbligatoria prevedendone la trasformazione in illeciti amministrativi; in quest’articolo ci soffermeremo sulla depenalizzazione dell’omesso versamento delle ritenute previdenziali (Art.3 comma 6, del D.lgs. 15 gennaio 2016).

Chi sono i soggetti coinvolti nel versamento delle ritenute previdenziali?

  • i datori di lavoro, che comprendono sia quelli che operano con il Sistema Uniemens, sia i committenti della Gestione Separata e i datori di lavoro agricolo, che hanno l’obbligo del versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali operate sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti;
  • i lavoratori dipendenti, che prestano l’attività lavorativa in virtù di un contratto di lavoro dipendente;
  • l’Inps che è l’ente nazionale per la previdenza sociale che gestisce le pensioni e le altre prestazioni previdenziali con il versamento dei contributi obbligatori.

Come si comporta l’INPS in caso di omesso versamento ritenute previdenziali da parte del datore di lavoro?

L’INPS, dopo aver accertato la violazione dell’obbligo previdenziale, emette nei confronti del datore di lavoro una diffida per mancato versamento dei contributi chiamato Avviso bonario, che è una comunicazione di irregolarità, mediante la quale l’Istituto richiede il pagamento di somme dovute e non ancora versate.
Il contribuente, grazie a questo avviso, può regolarizzare la propria posizione debitoria entro 3 mesi dalla data di notifica, pagando interessi e sanzioni in forma ridotta e può anche richiedere eventuale dilazione di pagamento in forma rateale.

Quali sono oggi le sanzioni previste per il datore di lavoro in caso di omesso versamento delle ritenute previdenziali?

La norma oggi distingue la sanzione in base al valore dell’omissione compiuta dal datore di lavoro:

  • omessi versamenti di importo inferiore a 10 mila euro annui con sanzione amministrativa da 10 mila a 50 mila annui;
  • omessi versamenti di importo superiore a 10 mila euro annui con sanzione penale della reclusione fino a 3 anni congiunta con la multa fino a 1.032 euro.

Quali sono le modalità di determinazione della soglia di 10 mila euro annui?

Per determinare l’importo di 10 mila euro annui, l’arco temporale da considerare per il controllo sul corretto adempimento degli obblighi contributivi è quello che intercorre tra il 1° gennaio e il 31 dicembre di ogni anno. In pratica si considerano i versamenti relativi al mese di dicembre dell’anno precedente (da versare entro il 16 gennaio), fino a quelli relativi al mese di novembre dell’anno considerato (da versare entro il 16 dicembre).

Cosa prevede il procedimento di contestazione dell’omesso versamento delle ritenute previdenziali inferiore a 10 mila euro?

Entro 30 giorni dalla notifica dell’avviso bonario, gli interessati potranno far pervenire scritti difensivi e documenti oppure fare richiesta di audizioni.

Nel caso in cui il versamento delle ritenute non viene ancora effettuato, l’INPS applicherà la sanzione amministrativa da 10 mila a 50 mila euro.

Cosa prevede il procedimento di contestazione dell’omesso versamento delle ritenute di importo superiore a 10 mila euro annui?

Anche in questo caso viene notificato l’accertamento della violazione con l’invio dell’Avviso bonario e viene assegnato un termine di 3 mesi per il versamento delle ritenute omesse.

Se non viene rispettato tale termine, il datore di lavoro è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a 1.032 mila euro.

Invece, se il datore di lavoro provvede a effettuare il versamento delle ritenute omesse entro 3 mesi dalla contestazione o dalla notifica dell’accertamento della violazione, ne viene premiato il comportamento positivo e non va incontro né alle sanzioni penali né a quelle amministrative.

Le sanzioni amministrative per gli omessi versamenti delle ritenute previdenziali prima dell’entrata in vigore del Decreto in tema di Depenalizzazione sono retroattive?

Le sanzioni amministrative riguardo alle violazioni commesse anteriormente all’entrata in vigore del nuovo decreto si possono applicare se “il procedimento penale non sia stato definito con sentenza o con decreto divenuti irrevocabili”.

Con riferimento alle condotte poste in essere anteriormente all’attuazione del decreto e interessate da procedimenti penali non ancora definiti, sono state disciplinate le modalità di trasmissione degli atti dall’autorità giudiziaria all’autorità amministrativa. La norma, stabilisce infatti che l’autorità giudiziaria, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto “dispone la trasmissione all’autorità amministrativa competente degli atti dei procedimenti penali relativi ai reati trasformati in illeciti amministrativi, salvo che il reato risulti prescritto o estinto per altra causa alla stessa data”.

L’autorità amministrativa, entro 90 giorni dalla ricezione degli atti relativi ai procedimenti penali, deve notificare gli estremi della violazione agli interessati. Entro 60 giorni dalla notificazione degli estremi della violazione, l’interessato è ammesso al pagamento in misura ridotta, pari alla metà della sanzione, oltre alle spese del procedimento.

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