Patent Box: le novità sul regime di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’utilizzo di opere dell’ingegno

Patent Box, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto di revisione che nel 2015 aveva introdotto sgravi fiscali su brevetti, marchi ed altri beni immateriali.

Tracciando una inversione di rotta rispetto alla strada intrapresa nel 2015 con il decreto Patent Box, il Governo ci ripensa ed esclude i marchi d’impresa dal regime fiscale agevolato per le opere dell’ingegno. Se siete titolari di marchi registrati, è quindi consigliabile prendere nota delle recenti innovazioni.

Con decreto attuativo del 28 novembre 2017, emesso di concerto dal Ministro dello Sviluppo Economico e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, è stato sostituito il decreto del 30 luglio 2015, meglio noto come decreto Patent Box.

Rispolveriamo brevemente le agevolazioni previste dal suddetto provvedimento.

Cosa prevedeva il decreto Patent Box del 2015?

Tale decreto aveva istituito un sistema opzionale di tassazione agevolata sui proventi derivanti dallo sfruttamento delle opere dell’ingegno, come ad esempio marchi d’impresa, brevetti industriali, modelli, disegni, know how e via discorrendo.

In sostanza il Patent Box, sulla falsariga di quanto già sperimentato da altri Paesi europei, ha introdotto la possibilità di dedurre dal reddito complessivo, a fini fiscali, una certa quota degli utili prodotti dall’uso diretto e indiretto di talune categorie di beni immateriali.

L’obiettivo della previsione dello sgravio fiscale è certamente quello di disincentivare il trasferimento all’estero di tutto quel bagaglio di conoscenze e competenze custodito nelle opere dell’ingegno nostrane, valorizzando in questo modo la forza del Made in Italy nel mondo.

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Quali sono le novità introdotte dal decreto di revisione del Patent Box?

Allineandosi agli impegni internazionali assunti in sede OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), con il nuovo decreto adottato a fine novembre 2017, il Governo ha escluso i marchi d’impresa dal perimetro oggettivo di applicazione del Patent Box con riferimento alle opzioni esercitate dopo la data del 31 dicembre 2016.

Il provvedimento contiene inoltre disposizioni volte a tutelare le opzioni sui marchi esercitate nel 2015 e 2016, le quali manterranno la loro efficacia per cinque anni e comunque non oltre il 30 giugno 2021, senza ulteriore possibilità di rinnovo del beneficio.

Il decreto ammette altresì lo scambio di informazioni per le opzioni sui marchi con Paesi che sono membri dell’Inclusive Framework on Beps, sempre che i relativi ordinamenti prevedano uno strumento giuridico internazionale che consenta tale scambio. Spetterà all’Agenzia delle Entrate farsi carico delle relative comunicazioni transnazionali.

C’è da aspettarsi che l’esclusione dei marchi dal regime di detassazione, seppur necessaria per l’adeguamento ai principi OCSE, abbia infiammato non poco gli animi degli imprenditori che ne avevano beneficiato. Ad ogni modo, l’esclusione riguarda solo le opzioni esercitate dopo il 31 dicembre 2016. Per saperne di più su come tutelare al meglio il vostro marchio, consultate un esperto di fiducia.

Approfondisci il decreto di revisione del 28 novembre 2017 del Ministero dello Sviluppo Economico.