Patent Box: ecco le istruzioni per l’uso

Agenzia delle Entrate e MISE chiariscono ogni dubbio sulle agevolazioni previste

Dopo alcuni mesi d’attesa arrivano finalmente i chiarimenti sulle modifiche apportate al cosiddetto Patent Box, l’agevolazione per i redditi derivanti dall’utilizzo di brevetti industriali, modelli, software, marchi e know-how introdotta dalla legge di Stabilità 2015 e modificata da quella 2016.

Nello specifico, come si apprende dalla circolare redatta il 7 aprile scorso dall’Agenzia delle Entrate in collaborazione con il MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) vengono trattati diversi aspetti sul Patent Box, tra cui i metodi di calcolo dell’agevolazione, l’oggetto dell’accordo preventivo e la nexus ratio.

Patent Box: il calcolo dell’agevolazione

Consistendo di fatto una variazione in diminuzione da operare ai fini Ires, Irap e Irpef, l’entità del Patent Box può essere determinata espletando i seguenti passi:

  • individuare il reddito agevolabile derivante dall’utilizzo diretto o indiretto del bene immateriale;
  • calcolare il nexus ratio risultante dal rapporto tra i costi qualificati e i costi complessivi;
  • effettuare il prodotto tra il reddito agevolabile ed il nexus ratio per ottenere la quota di reddito agevolabile.

La quota di reddito agevolabile non concorre a formare il reddito d’impresa per il 50% del relativo ammontare.

Patent Box: delucidazioni sul nexus ratio

In questo caso, per il primo triennio di applicazione dell’agevolazione la determinazione del nexus ratio può essere fatta considerando i costi qualificati e quelli complessivi come grandezze aggregate (ovvero senza distinzione per singolo bene immateriale).

Patent Box e reddito agevolabile: valgono i valori fiscali

In caso di utilizzo diretto o indiretto dalle proprietà intellettuali, l’Agenzia delle Entrate ha sottolineato che il reddito agevolabile è costituito dalle componenti positive quali, ad esempio, royalties (diritti) implicite o canoni derivanti dalla concessione in uso dei beni immateriali (al netto dei costi fiscalmente rilevanti, diretti e indiretti, ad essi connessi).
In definitiva, per la determinazione del reddito assumono fondamentale valenza i costi fiscalmente riconosciuti, compresi gli ammortamenti.

 

Info: Agenzia delle Entrate 

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