Arrivata l’attesissima firma sul contratto scuola: importanti novità in dirittura d’arrivo

Dopo una trattativa fiume lunga quasi 10 anni, il nuovo contratto nazionale di lavoro del comparto scuola è finalmente diventato una realtà. Circa un milione di addetti ai lavori, tra docenti e personale ATA, da aprile otterrà una busta paga più pesante. Vediamo le principali direttrici dell’accordo appena siglato.

Il 9 febbraio 2018 è stata una data da segnare nel calendario: dopo lunghi anni di retribuzioni bloccate, tra Governo e sindacati di settore è stata trovata l’intesa sull’ipotesi del nuovo contratto nazionale della scuola. Le novità maggiormente degne di nota riguardano la definizione degli stipendi tabellari per i dipendenti statali che gravitano attorno all’universo scuola, siano essi insegnanti o personale ATA.

Di quanto sono aumentate le retribuzioni per i lavoratori del comparto scuola, università e ricerca?

In via preliminare va chiarito che il nuovo CCNL scuola non è applicabile nei confronti dei docenti universitari, ma solo ad insegnanti di scuole, personale ATA, tecnologi e ricercatori.

Per meglio comprendere quale è stata la misura dell’aumento in busta paga, va premesso che l’importo della maggiorazione è strettamente collegato alla figura professionale ricoperta dal dipendente scolastico e alla anzianità di servizio. Pertanto, la cifra esatta dell’incremento retributivo previsto per il singolo lavoratore (docente o ATA), dipende da questi due fattori.

Tenendo presente quanto appena detto e nel tentativo di esemplificare il più possibile, è corretto affermare che per gli insegnanti delle scuole l’aumento salariale parte da una base di 85,50 euro lordi per giungersi ad un massimo di 110,70 euro, sempre lordi.

Per il personale ATA, invece, si va da un minimo di 80,40 lordi sino ad un massimo di 99 euro lordi. Aumenti in busta paga sono stati altresì previsti per tecnologi e ricercatori universitari: per costoro, la maggiorazione in stipendio si aggirerà, in media, intorno alla somma di 125 euro lordi; cifra che scenderà a 92 euro per chi presta la propria attività nell’area amministrativa della ricerca.

Considerato che le cifre sopra indicate sono da intendersi al lordo, l’aumento netto di stipendio oscillerà da un minimo di 37 euro ad un massimo di 52 euro, sia per i docenti che per il personale ATA.

I lavoratori che operano nel mondo scolastico avranno altresì diritto a percepire gli arretrati relativi agli anni 2016 e 2017, nonché gli incrementi stipendiali dovuti per i primi mesi del 2018.

È inoltre opportuno evidenziare che i diritti di natura economica riconosciuti in sede di rinnovo del contratto scuola, potranno cumularsi con il bonus fiscale introdotto durante il Governo Renzi (e riconfermato dall’ultima Legge di Bilancio), che, come ricorderemo, prevede un accredito mensile di 80 euro in favore dei lavoratori che versano in basse fasce retributive.

Sia gli arretrati che gli aumenti salariali molto probabilmente saranno accreditati nelle buste paga del personale scolastico a partire da aprile 2018. Alla scadenza del contratto, prevista per il 31 dicembre 2018, la regolamentazione in esso contenuta continuerà ad applicarsi di anno in anno fino a quando non sarà firmato il rinnovo o non interverrà una eventuale disdetta.

Dopo un’interminabile stasi, negoziale e retributiva, con il nuovo contratto Governo e sindacati hanno finalmente rotto gli indugi, facendo tirare un sospiro di sollievo ai dipendenti di un settore, quello scolastico, di importanza nevralgica in ogni società civile. Per maggiori ragguagli su quanto, precisamente, lieviterà la vostra busta paga dopo i nuovi accordi, è consigliabile invocare i chiarimenti di un esperto in materia.

Approfondisci il Contratto Collettivo Nazionale di lavoro relativo al personale del comparto istruzione e ricerca.

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