L’Ue dichiara guerra a piatti e posate in plastica: lanciato divieto sull’uso della plastica per ridurre l’inquinamento ambientale e marino

Una proposta che dovrà essere approvata in Parlamento il prossimo anno e prevede il divieto per 10 prodotti in plastica, la riduzione di contenitori monouso e l’impegno da parte degli Stati membri per realizzare campagne di sensibilizzazione. Secondo i dati lanciati dalla Commissione europea questa misura contribuirà alla riduzione di 3,4 milioni di tonnellate di anidride carbonica.

L’Unione europea dice no alla plastica e scende in campo per contrastare l’uso di posate, cannucce, piatti, che rappresentano il nemico principale degli oceani e delle spiagge del Pianeta, causando un inquinamento pari all’85%. Per questo motivo, lo scorso 28 maggio, la Commissione europea ha proposto alcune misure per raggiungere obiettivi concreti entro il 2025, come la raccolta del 90% delle bottiglie di plastica, la riduzione dei contenitori monouso e la pianificazione di campagne di sensibilizzazione.

Dopo il divieto dei sacchetti di plastica, avvenuto nel 2015, la nuova direttiva europea si inserisce all’interno dell’ampia strategia formata dal pacchetto sull’economia circolare, approvato dal Consiglio e dal Parlamento europeo nei mesi scorsi. Per economia circolare si intende, appunto, la combinazione tra ambientalismo e crescita economica, riciclando rifiuti e imballaggi.

Divieto sull’uso della plastica: la proposta della Commissione europea

Una battaglia, quella dell’Unione Europea, che prosegue fino al divieto di uso della plastica. Parliamo di una proposta che, secondo le speranze diffuse a Bruxelles, dovrà essere confermata dal parlamento europeo e dai governi entro le prossime elezioni europee, che avverranno nel maggio 2019.

Il divieto scatta per 10 oggetti di plastica come cotton fioc, cannucce, posate, piatti, mescolatori per bevande e aste per palloncini. Questi prodotti dovranno essere fabbricati con materiali sostenibili; le bottiglie di plastica, invece, saranno ammesse soltanto se i tappi rimangono attaccati al contenitore.

Le nuove regole prevedono anche che gli Stati membri dovranno impegnarsi per ridurre l’uso di contenitori per alimenti e tazze per bevande in plastica, fissando degli obiettivi nazionali di riduzione, proporre prodotti alternativi e impedire che gli stessi prodotti monouso siano forniti gratuitamente.

E ancora, la misura lanciata dall’Ue definisce che i produttori dovranno affrontare in parte i costi di gestione e bonifica dei rifiuti e quelli delle campagne di sensibilizzazione per i prodotti, come contenitori per alimenti, pacchetti e involucri (patatine e dolci), contenitori e tazze per bevande, prodotti del tabacco con filtro, salviette umidificate, palloncini e borse di plastica in materiale leggero. Previsti anche degli incentivi al settore industriale per realizzare prodotti alternativi e meno inquinanti.

Ma non solo. La rivoluzione riguarda anche le etichette di alcuni prodotti, come per esempio assorbenti igienici e salviettine umidificate, che dovranno essere chiare e contenere indicazioni su come smaltire tali articoli. Gli Stati membri devono, inoltre, mettere in atto una campagna di sensibilizzazione per diffondere tra i cittadini una presa di coscienza sugli effetti negativi che si generano disperdendo nell’ambiente oggetti e attrezzi da pesca in plastica.

Come abbiamo già detto, la proposta della Commissione europea, prima di entrare in vigore in maniera definitiva, dovrà essere approvata dal Parlamento. Si tratta di una proposta che, secondo i dati giunti da Bruxelles, eviterà l’emissione di 3,4 milioni di tonnellate di anidride carbonica, sprigionata dai rifiuti; ridurrà i danni ambientali per un valore di 22 miliardi di euro e farà risparmiare i consumatori di 6,5 miliardi di euro.

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