Auto. Passaggio di proprietà in Comune: cosa è cambiato?

Gli automobilisti italiani dovranno ancora una volta aggiornarsi per stare al passo coi tempi e soprattutto con le riforme sulla Pubblica Amministrazione (come quella Madia, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 13 agosto), che svecchiano e digitalizzano sempre più il sistema.

Infatti, con l’entrata in vigore della legge 124/2015, il Governo ha abolito il vecchio Certificato Di Proprietà (CDP) in formato cartaceo e allo stesso tempo ha introdotto il Documento Unico di Circolazione (DUC), che nei prossimi mesi unirà libretto e certificato.

Basta carta, tutto digitale

La novità più importante riguarda il fatto che il DUC sarà esclusivamente elettronico, niente più documenti cartacei almeno per quanto riguarda le automobili.

Di conseguenza cambia anche il sistema che prevedeva, da una decina di anni a questa parte, di effettuare il passaggio di proprietà di una vettura di seconda mano al Comune e quindi senza passare da un notaio.

Il nuovo passaggio auto in Comune

Attualmente, la normale prassi richiede che sul CDP venga apposta per iscritto la dichiarazione di vendita del precedente proprietario, la cui firma viene autenticata dal pubblico ufficiale del Comune stesso.

Invece, con la riforma Madia, la firma del venditore dovrà essere riportata solo su documento virtuale, presente nei server del Pubblico Registro Automobilistico (PRA) fino a quando esso sarà in servizio, e poi dell’Agenzia per il trasporto stradale successivamente. Di conseguenza, i contenuti del Certificato Di Proprietà potranno essere verificati elettronicamente digitando l’apposito codice ottenuto assieme alla ricevuta di espletamento della pratica.

Ad ogni modo, è importante precisare che fino a febbraio 2016 resterà attivo un servizio di tipo misto, per cui l’operazione di passaggio di proprietà verrà realizzata sia in forma cartacea che digitale, per permettere ai cittadini di comprendere al meglio le novità.

Quanto costa il passaggio di proprietà in Comune?

Effettuare una compravendita senza avvalersi della figura di un notaio, bensì recandosi presso un Comune, indubbiamente comporta dei risparmi. Sintetizzando, tra le spese da mettere in conto ci sono:

  • diritti di segreteria pari a circa 10 euro;
  • imposto di bollo per l’autentica pari a 14,62 euro;
  • emolumenti PRA per la trascrizione dell’atto di vendita, pari a circa 75 euro.

La digitalizzazione del Certificato di Proprietà e l’introduzione del Documento Unico di Circolazione tra qualche mese, modificheranno, quindi, le modalità per effettuare compravendite di vetture usate.

Info: Riforma Madia sulla Pubblica Amministrazione, G.U n.187 del 13 agosto 2015

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