Isolamento termico: proviamo a risparmiare!

I principali riferimenti normativi in materia di isolamento termico sono:

  • Legge 10 – 9/01/1991
    Norme per l’attuazione del piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell’energia. La legge contiene le norme per contenere il consumo di energia mediante un adeguato isolamento termico degli edifici e l’ottimizzazione del rendimento degli impianti di riscaldamento.
  • D.Lgs. 192 – 19/08/2005
    È il decreto di recepimento della Direttiva Europea 2002/91/CE sull’efficienza energetica degli edifici. Il decreto definisce i metodi di calcolo e i requisiti della prestazione energetica degli edifici.
  • D.Lgs. 311 – 02/02/2007
    Il decreto contiene disposizioni correttive ed integrative al precedente decreto legislativo n. 192 del 19.8.2005 ed introduce l’obbligo della certificazione energetica degli edifici.

L’isolamento termico è una delle principali fonti di energia, crea un clima salubre all’interno degli ambienti e offre interessanti vantaggi anche dal punto di vista economico. Ma soprattutto, grazie ad esso si ottiene in assoluto l’energia più pulita… ovvero energia che non viene consumata.
Da questo punto di vista l’isolamento termico rappresenta una delle fonti di energia più importanti, in quanto consente di ridurre il consumo di energia per il riscaldamento degli edifici, e quindi di risparmiare preziosissime materie prime, evitando l’emissione di sostanze nocive e dannose per il clima, come la CO2. Ma l’isolamento termico produce un altro effetto positivo ovvero il comfort termico che permette di garantire il benessere dell’individuo. I due fattori principali del comfort termico sono la temperatura dell’aria e la temperatura di irradiamento.

La temperatura dell’aria desiderata all’interno di un edificio viene garantita dal riscaldamento, mentre la temperatura media di irradiamento all’interno di un ambiente dipende dalle temperature delle superfici degli elementi che compongono l’edificio denominati anche strutturali. L’isolamento termico va ad interagire su questo secondo aspetto e quindi interviene direttamente sulle temperature delle superfici.
Un buon isolamento dell’edificio in cui si vive, consente quindi di risparmiare energia per il riscaldamento non solo mediante una riduzione della dispersione di calore attraverso le pareti esterne, ma anche agendo su un minor consumo della temperatura ambiente data dal riscaldamento.
Per esempio, basta già un calo della temperatura ambiente di un solo grado da consentire un risparmio di circa del 6% sulle spese di riscaldamento. A questo punto l’isolamento termico acquista un’importanza domestica non indifferente. I costi per un buon isolamento termico sono relativamente ridotti se confrontati con i costi complessivi di un edificio di nuova costruzione all’incirca dal 5 al 10% del costo di costruzione e riguardano solo le superfici esterne e il tetto.

Su quali parti strutturali intervenire e come

Innanzitutto si può intervenire sia aumentando gli spessori strutturali del materiale da costruzione oppure la scelta migliore e la più indicata è quella di applicare dei materiali con elevate capacità isolanti come ad esempio la fibra di vetro o di legno, il polistirene, il polistirolo, la pomice, il sughero, la lana di vetro e di roccia. Utilizzati puri o sotto forma di schiume e/o pannelli rigidi negli intercapedini tra le pareti esterne e quelle a contatto con gli interni abitati. Tanto più si isola intervenendo sulla capacità isolante e sugli spessori strutturali tanto più la trasmissione di calore dagli ambienti interni riscaldati verso l’aria esterna fredda sarà ridotta o nulla.

Pertanto, si avranno alcune tipologie d’intervento per l’isolamento termico:

  • Esterno, detto anche a cappotto. Tipologia d’intervento efficace se non si vogliono alterare i volumi all’interno dell’edificio ma costosa. Esso consiste nel fissare sulle pareti esterne dei pannelli isolanti, che vengono successivamente intonacati oppure rivestiti da un sottile strato di muratura. Intervento globale di efficientamento energetico di vecchie e/o nuove costruzioni.
  • Interno. Meno costoso ma riduce la volumetria interna, in quanto crea un contro-parete fissando alle pareti interne dei pannelli di cartongesso e lastre di materiale isolante con fogli di alluminio incorporato al fine di intervenire sulle muffe. Molto applicata soprattutto per piani rialzati, con problematiche di umidità per risalita.
  • Tetto a falde. Classico intervento più o meno costoso a seconda degli spessori coibentanti applicati. Per esempio per interventi economici e rapidi si può ottenere un buon grado di coibentazione con pannelli rigidi, in poliuretano espanso. Il problema principale dei sottotetti sono generalmente le altezze utili vivibili, pertanto ad oggi con i materiali succitati, si può ottenere un buon compromesso degli spessori isolanti e nelle zone d’intervento sopra orditura principale o sotto di essa.
  • Lastrico solare o terrazza. L’intervento classico è il rifacimento con guaina e coibentanti di ultima generazione del solaio e successiva piastrellatura delle superfici.
  • Infissi in pvc. Il maggior problema legato alle dispersioni si ha nelle porte e le finestre. Ad oggi esiste la detrazione fiscale del 65% per questo genere di interventi. Con un piccolo investimento dell’ordine di alcune migliaia di euro si ottiene uno svecchiamento delle tipologie di infissi da ferro o legno in alluminio con la possibilità di giocare sullo spessore dei vetri e delle vetro camere. Eliminando del tutto il classico problema degli spifferi!

Info: Legge 10 – 9/01/1991; D.Lgs. 192 – 19/08/2005; D.Lgs. 311 – 02/02/2007

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