Settore vitivinicolo: investire per restare competitivi

I bandi regionali per gli investimenti nel settore vitivinicolo sostengono lo sviluppo delle aziende vitivinicole attraverso attività di trasformazione e commercializzazione.

AGGIORNAMENTO

Alcune regioni hanno prorogato i termini per la presentazione della domanda. Vedi proroga  Abruzzo, Campania, Marche, Molise, Sicilia.

Il vino italiano è un prodotto molto apprezzato non solo nel nostro paese ma anche, e soprattutto, all’estero: gli ultimi dati ci raccontano di un costante aumento dell’export nonostante le difficoltà del settore agricolo e, anche, della più generale crisi economica che ha colpito l’Europa. Per valorizzare questa eccellenza italiana è necessario supportare finanziariamente il settore: solo così gli operatori della filiera vinicola possono investire in innovazione, garantendo sviluppo alle proprie attività.

Nell’ambito del “Piano nazionale di sostegno al settore vitivinicolo” dell’OCM (Organizzazione Comune del mercato vitivinicolo), molte regioni italiane hanno concesso contributi al settore vitivinicolo per investimenti materiali e immateriali: fondi per impianti di trattamento, per infrastrutture, ma anche per migliorare e innovare gli strumenti di commercializzazione del vino. Le regioni in questione sono l’Abruzzo, la Calabria, la Campania, le Marche, il Molise, il Piemonte, la Sicilia e il Veneto.

Qual è l’obiettivo? Migliorare il rendimento delle imprese: più rendimento vuol dire possibilità di investire per adeguarsi alle sempre nuove richieste del mercato; le aziende diventano così più competitive e innescano un processo di sviluppo dell’intero settore.

A chi sono rivolti gli investimenti nel settore vitivinicolo?

I soggetti che possono accedere al bando per gli investimenti nel settore vitivinicolo sono imprenditori agricoli o micro, piccole e medie imprese di trasformazione; questi soggetti dovranno operare nella regione oggetto del bando in almeno una di queste attività:

  • produzione di mosto attraverso uve fresche acquistate o ottenute dai soci;
  • produzione di vino attraverso la trasformazione di uve fresche acquistate o ottenute dai soci;
  • elaborazione, lavorazione o confezionamento di vino conferito dai soci o acquistato;
  • produzione di vino attraverso la lavorazione delle proprie uve da parte di terzi, qualora la domanda abbia come obiettivo quello di realizzare un impianto di trattamento o un’infrastruttura vitivinicola.
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Tutti i soggetti, quindi, devono occuparsi di almeno una fase di trasformazione e/o lavorazione dell’uva: non rientrano tra i beneficiari i soggetti che operano esclusivamente nella commercializzazione (ad esempio, enoteche o punti vendita).

A cosa si riferiscono gli investimenti nel settore vitivinicolo?

Il bando intende sostenere i soggetti operanti nel settore vitivinicolo in un processo di efficientamento delle proprie attività, rendendole più competitive.

I finanziamenti disponibili cambiano in base alla regione, si passa ad esempio da una dotazione finanziaria di 900 mila euro concessi dalla Regione Campania ai quasi 6 milioni della Regione Abruzzo; anche le spese minime e massime per ogni progetto variano a seconda dei territori, ad esempio in Veneto la spesa minima non può essere inferiore ai 25 mila euro mentre quella massima non può superare i 200 mila euro, mentre in Calabria si ha un minimo di 20 mila euro e un massimo di 200 mila euro. Alcune regioni fanno distinzione tra i beneficiari, come nel caso delle Marche in cui la dotazione finanziaria di quasi 4, 240 milioni è divisa in quasi 1, 240 milioni per le imprese singole e i restanti 3 milioni per le imprese di trasformazione e commercializzazione; il Molise invece fa distinzione tra spesa minima delle singole imprese (5 mila euro) rispetto a quelle associate (10 mila euro) ma non sulla spesa massima, che per entrambe le categorie non può superare i 40 mila euro. In Sicilia il fondo a disposizione è di 13 milioni di euro con risorse destinate per il 50% ai privati e per il 50% alle cantine sociali.

Gli investimenti ammessi dal bando hanno, invece, caratteristiche comuni per tutte le regioni: le spese ammissibili riguardano le operazioni di trasformazione dell’uva e la fase successiva, quella della commercializzazione (realizzazione di punti vendita, o esposizione/degustazione dei vini) o, anche, l’acquisto di nuove macchine e attrezzature.

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In tutte le regioni vengono considerate spese ammissibili sia quelle fatte sui beni immateriali che materiali direttamente riconducibili al vino o che servano ad allestire i punti vendita aziendali (come banchi di servizio, frigoriferi, mobili, ma anche software gestionali, creazioni di siti e-commerce); sono, invece, escluse spese non direttamente riconducibili all’attività (es. l’acquisto di friggitrici, macchine del caffè, posate) o elementi di arredo (es. guardaroba, punti luce, ombrelloni, tendaggi, tappeti).

Come si presenta la domanda per accedere agli investimenti nel settore vitivinicolo?

La domanda per accedere agli investimenti deve essere presentata esclusivamente online tramite il portale messo a disposizione dall’AGEA sul sito del Sian entro il 7 aprile 2017. Il soggetto che presenta la domanda può farlo tramite uno dei seguenti canali:

  • il conferimento di mandato al CAA, Centro Autorizzato di Assistenza Agricola;
  • assistenza di un libero professionista;
  • presso gli uffici del Servizio Politiche Agroalimentari della Regione che ha emesso il bando.

La domanda per gli investimenti nel settore vitivinicolo, dovrà essere inviata tramite PEC nel formato “immodificabile” rilasciato dal portale Sian. Ciascuna domanda dovrà essere corredata dai seguenti documenti:

  • relazione tecnico-economica;
  • bilancio 2015 e 2016;
  • documentazione che attesti il normale svolgimento dell’attività di impresa;
  • dichiarazione contenente i requisiti tecnici;
  • dichiarazione sostitutiva di iscrizione alla Camera di Commercio e dichiarazione sostitutiva relativa ai familiari conviventi ai fini della richiesta certificazione antimafia;

Oltre alla domanda e ai suoi allegati, devono essere indicati: la data di trasmissione, il soggetto che fa la trasmissione, numero identificativo della domanda, CUAA (ossia il codice fiscale del soggetto pubblico o privato) e denominazione del richiedente.

I bandi per gli investimenti del settore vitivinicolo sono una buona occasione per tutte quelle imprese che vogliono migliorare la propria attività in un mercato molto competitivo.

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Attenzione però a leggere bene i bandi! Come abbiamo visto ci sono elementi comuni ma anche tante differenze, soprattutto sugli importi concessi e sulle caratteristiche dei progetti finanziabili. Se volete accedere al finanziamento, il consiglio è di chiedere il supporto di un professionista.

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