Regione Lazio sottomisura 4.2.3: finanziamenti in agricoltura per l’utilizzo di energie rinnovabili

Importanti investimenti nella trasformazione dei prodotti agricoli di scarto in biogas.

Nei paesi ricchi e sviluppati la tematica ambientale sta entrando sempre più nelle coscienze collettive e tutti sono chiamati a dare il proprio contributo per cercare di ridurre l’inquinamento. Le fonti rinnovabili sono un’ottima alternativa alle tradizionali fonti fossili poiché si rigenerano, il loro utilizzo non pregiudica le risorse future per le nuove generazioni e soprattutto non sono dannose per l’ambiente.
La Regione Lazio, con riferimento al Programma di Sviluppo per le Imprese 2014-2020 ha attivato l’operazione 4.2.3 “Investimenti nelle imprese agroalimentari per la produzione e l’approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili” in attuazione al Regolamento della legge europea n° 1305/2013, con lo scopo di far produrre energia rinnovabile che derivi dalla trasformazione dei prodotti agricoli di scarto o non diversamente utilizzabili, per l’utilizzo nelle stesse aziende.

A chi si rivolge?

L’opportunità viene offerta a tutte le aziende agroalimentari, escluse quelle del settore della pesca, che possono quindi dare un contributo all’ambiente e tagliare i costi dell’energia. Sono ammesse le micro, piccole, medie, e grandi imprese in forma singola o associata. Le imprese intermedie sono quelle con meno di 750 lavoratori e non devono superare i 200 milioni di euro di fatturato l’anno. Tra i settori che possono sfruttare gli investimenti ci sono quello cerealicolo, ortofrutticolo, lattiero caseario, florovivaistico, ovicaprino e olivicolo, ma anche quelle aziende che producono solo carne.
Ogni azienda dovrà avere un fascicolo unico aziendale.

Di cosa si tratta?

La proposta sostiene investimenti materiali e immateriali che hanno lo scopo di utilizzare di fonti di energia rinnovabile, sottoprodotti, materiali di scarto, residui e altre materie grezze non alimentari per produrre energia e utilizzarla in maniera efficiente dell’energia all’interno delle aziende agroalimentari che hanno ricevuto il finanziamento.
Devono essere soddisfatti criteri di innovazione con l’uso di nuove tecniche, che portino a un risparmio energetico e quindi all’ottimizzazione dei processi di lavorazione e produzione.

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Le spese ammissibili possono riguardare:

  • realizzazione di digestori (assimilati a contenitori dove si svolge il processo biochimico che produce biogas) per la raccolta di sottoprodotti agroalimentari o escrementi animali;
  • acquisto e installazione di gruppi elettrogeni specifici per produrre energia dalla combustione del biogas;
  • acquisto e installazione impianti di collegamento per utilizzare l’energia prodotta (solo per autoconsumo);
  • realizzazione di vasche di raccolta di digestato per il trattamento di separazione solido/liquido; il digestato è un materiale semisolido che contiene quantità variabili di sostanza secca prodotto dagli impianti di biogas, ed è un ottimo fertilizzante.

Non possono fare richiesta dei finanziamenti le aziende che non dimostrano di essersi attivate per un reale miglioramento del consumo energetico aziendale. I potenziali beneficiari, infatti, sono tenuti a dimostrare che con i provvedimenti in progetto riusciranno realmente a ridurre le emissioni di gas serra e del metano.
Inoltre, la materia prima utilizzata per la produzione di biogas ed energia pulita non può essere alimentare e il consumo di quanto prodotto non va ceduto all’esterno dell’azienda agricola. Tutto il progetto deve rispettare criteri di tutela dell’ambiente ed eco compatibilità, limitando le emissioni nocive. La produzione di energia pulita non può superare 1 MW e gli impianti a combustione devono essere di media dimensione (1 – 50 MW).
L’importo totale messo a disposizione dalla Regione Lazio è pari 2,5 milioni di euro. La soglia di spesa minima per l’investimento è di 50 mila euro, per le piccole e medie imprese l’importo erogato sarà massimo il 40% della spesa ammessa; per le grandi imprese e per quelle intermedie si ammettono investimenti per un massimo del 30%, che sale al 40% nel caso ci sia la partecipazione ad un progetto integrato della “filiera organizzata”.
La tipologia di erogazione del finanziamento può avvenire in 3 modalità, che possono anche essere combinate nel rispetto delle aliquote di sostegno già fissate e sono:

  • in conto interessi;
  • in conto capitale;
  • con garanzie a condizioni agevolate.
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Come fare?

La richiesta di finanziamenti per l’energia pulita correlata alle aziende agricole deve avvenire on line. È necessario collegarsi e quindi registrarsi al sito di Lazio Europa, accedere alla sezione “Psr Fears” e quindi a quella con la dicitura “Sistema informativo”. Il documento, compilato in ogni sua parte e firmato dal soggetto richiedente, deve essere inviato telematicamente non oltre 5 giorni prima della scadenza della presentazione delle domande, fissata per il 20 febbraio 2017. La domanda dovrà essere corredata da un documento valido di riconoscimento e inviata tramite PEC (Posta Elettronica Certificata) all’indirizzo agricoltura@regione.lazio.legalmail.it. La relazione dovrà essere controfirmata da un tecnico abilitato con firma digitale e la domanda sarà considerata inviata una volta avvenuta la conferma della ricezione, sempre tramite Pec.

Il supporto al settore agricolo da parte della Regione Lazio permetterà un importante risparmio non solo a livello energetico, ma anche nella limitazione delle emissioni inquinanti riducendo l’impatto ambientale. Auspichiamo che questa iniziativa su regolamento dell’Unione Europa possa portare a un miglioramento generale del settore agricolo laziale, con un incremento del commercio locale fatto di prodotti agroalimentari di alta qualità.

Fonte: Bando azione 4.2.3

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