Contributi apicoltura Toscana per razionalizzare il nomadismo e migliorare produzione

L’obiettivo è quello di razionalizzazione la transumanza e ottenere un miglioramento della qualità del miele, grazie ai contributi apicoltura Toscana. Il budget è di 170 mila euro.

Sintesi bando Toscana contributi apicoltura

Area geografica: Toscana

Settore: apicoltura

Dotazione finanziaria: 170 mila euro

Obiettivo: razionalizzazione transumanza e miglioramento qualità del miele

Beneficiari: apicoltori che praticano il nomadismo

Spese ammissibili: spese per acquisto di attrezzature, macchinari, veicoli, materiali

Tipo di finanziamento: contributi a fondo perduto

Procedura di selezione: valutativa a graduatoria

Scadenza: 18 dicembre 2018

Approfondimento bando

La Regione Toscana ha pubblicato un bando finalizzato a sostenere il nomadismo e l’apicoltura, in attuazione delle “Misure dirette a migliorare la produzione e la commercializzazione del miele per il triennio 2017-2019. Campagna 2018-2019″. Il bando, in particolare, attua la misura C “Razionalizzazione della transumanza” per l’annualità 2019 ed ha l’obiettivo di ridurre i costi del nomadismo e migliorare la qualità del miele prodotto.

L’agevolazione consiste nell’erogazione di contributi a copertura parziale delle spese per l’acquisto di attrezzature, macchinari, veicoli, materiali funzionali alla pratica del nomadismo e dell’apicoltura.

Chi può beneficiare dei contributi per l’apicoltura in Toscana

Possono partecipare al bando gli apicoltori e gli aspiranti apicoltori. Coloro che già praticano l’apicoltura devono essere titolari di partita IVA e devono aver comunicato all’ASL competente per territorio (in base alla residenza dell’interessato o alla sede legale della sua azienda apistica) la pratica di questa attività.

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In caso di domanda per l’acquisto di muletti per movimentazione arnie, gru per autocarri, carrelli per trasporto e spostamento arnie o autocarri con portata a pieno carico superiore ai 35 quintali, va aggiunto un ulteriore requisito, costituito dal possesso di almeno 25 alveari registrati nella banca dati apistica (prevista dal decreto del Ministero della Salute 11 agosto 2014).

Inoltre, possono ambire al beneficio anche i nuovi apicoltori già in attività con denuncia a zero, con partita IVA, anche se non dispongono di alveari, purché si impegnino a svolgere l’apicoltura con produzione di miele almeno per cinque anni.

Contributi apicoltura Toscana: spese ammissibili

Le spese ammissibili al finanziamento, nell’ambito di questo bando, sono suddivise in 3 categorie d’intervento:

  • acquisto arnie e relativi componenti (tabella c2.1)
  • acquisto macchine, attrezzature e materiali vari specifici per l’esercizio del nomadismo (tabella c2.2)
  • acquisto autocarri per l’esercizio del nomadismo (tabella c2.3)

Le tabelle specificano quali sono le voci di spesa ammissibili e, per ognuna di esse, i costi massimi ammissibili e le rispettive percentuali di contributo applicabile.

Intensità dell’aiuto e massimali di spesa

Per ogni beneficiario potrà essere erogato un contributo massimo di 12 mila euro, mentre non sono ammissibili domande che richiedano un contributo inferiore a 3 mila euro.

Come partecipare al bando per i contributi apicoltura Toscana

Per richiedere il beneficio, occorre presentare un’apposita domanda, redatta secondo le prescrizioni contenute nel bando, seguendo una procedura informatizzata. La modulistica e le informazioni necessarie sono pubblicate sul sito web di Artea.

Il periodo utile per la presentazione della domanda si chiuderà il 18 dicembre 2018.

Scarica il bando sui contributi all’apicoltura della Regione Toscana.

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