Ricerca e sviluppo: un bando a sostegno dei progetti complessi

La Regione Umbria offre dei contributi alle piccole e medie imprese che vogliono realizzare progetti di ricerca e sviluppo industriale.

Il mondo è in continua evoluzione, si ricercano sempre materiali diversi, nuovi metodi produttivi, sostanze meno dannose all’ambiente; tutto questo, però, ha un costo e non sempre le piccole e medie imprese possono permetterselo; il bando della Regione Umbria dà loro la possibilità di aggregarsi e presentare progetti insieme ad Organismi di ricerca che valorizzino sistemi produttivi di ambiti strategici per la regione: agrifood, scienza della vita, chimica verde, energia e fabbrica intelligente. Vediamo di cosa si tratta.

A chi è rivolto il bando sulla ricerca e sviluppo?

I finanziamenti previsti dalla Regione Umbria sono destinati esclusivamente a gruppi, anche temporanei, di imprese e istituti di ricerca che vogliono sviluppare un Programma strategico di ricerca. Le aziende che si candidano come raggruppamenti possono essere in numero compreso tra 3 e 7 e le collaborazioni devono essere effettuate in maniera ufficiale, ossia devono essere organizzate in una forma riconosciuta giuridicamente, quale ad esempio s.r.l., consorzio, reti di impresa, eccetera. La costituzione di associazione non deve essere necessariamente ufficializzata alla presentazione del progetto, ma deve essere riconosciuta entro 30 giorni dall’eventuale affidamento del contributo; è indispensabile, invece, che in questa aggregazione, ci sia almeno una grande impresa che faccia da capofila. Le aziende, inoltre, devono già essere riconosciute, operative, attive e iscritte al registro delle imprese.

Di cosa tratta il bando ricerca e sviluppo?

In particolare, il finanziamento previsto, pari a 12 milioni di euro, viene erogato per la creazione di programmi strategici di ricerca che:

  • producano dei benefici a tutte le aziende che partecipano al progetto;
  • diano una risposta alla necessità di ricerca e innovazione proveniente dalle imprese dell’aggregazione;
  • aumentino in maniera permanente la competitività e la possibilità di nuovi posti di lavoro delle imprese interessate;
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In particolare, verranno valutate positivamente tutte le proposte che rientrano in settori ben specifici di progetti di ricerca e sviluppo, ricerca industriale e sviluppo sperimentale. I progetti di ricerca e sviluppo sono tutte quelle proposte che hanno come fine quello di realizzare varie attività in una o più categorie tipiche dei settori della ricerca scientifica o dello sviluppo tecnologico; vengono invece considerati progetti di ricerca industriale tutti i lavori di ricerca e indagine che permettono lo sviluppo di capacità e competenze nuove per applicazioni in processi e servizi di tipo industriale o laboratoriale. Infine, per sviluppo sperimentale si intendono i settori che permettono di acquisire nuove conoscenze nei settori scientifici e tecnologici, e la realizzazione di prototipi e prodotti pilota.

In caso di finanziamento, il contributo che viene concesso è a fondo perduto. Tuttavia, va specificato che esso viene calcolato in maniera specifica e rigorosa in relazione alle spese considerate ammissibili, che rientrano tra 2 e 10 milioni di euro a seconda dei progetti. In base al tipo di impresa che fa richiesta di contributo, inoltre, possono essere calcolate percentuali differenti per la distribuzione del finanziamento alle differenti voci di spesa. In caso di richiesta di fondi da parte di una PMI, ad esempio, il finanziamento dovrà prevedere percentuali che variano dal 30 al 50% a seconda del tipo di attività condotta, sia essa sperimentale o relativa alla ricerca industriale. Le percentuali di sostegno per grandi imprese, invece, variano tra il 20 e il 45%, anche in questo caso a seconda del progetto e del campo di intervento dello stesso. Eventuali maggiorazioni possono essere richieste e ottenute in determinati e specifici casi, a seconda del personale inserito in organico, di eventuali assunzioni a tempo indeterminato necessarie per il completamento del progetto eccetera.

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I progetti considerati idonei al finanziamento dovranno essere avviati il giorno successivo a quello di riconoscimento ed essere conclusi entro 2 anni e mezzo dall’approvazione. Per lo svolgimento del progetto, i soggetti ritenuti idonei potranno richiedere un anticipo del finanziamento non superiore al 70% del contributo richiesto presentando apposita domanda su modulistica specifica.

Come fare per partecipare al bando ricerca e sviluppo?

Le domande possono essere inviate entro il 31 marzo 2017 solo ed esclusivamente tramite la piattaforma della Regione Umbria; affinché venga considerata valida sarà necessario compilare tutti i campi e le sezioni previste, relative al soggetto proponente, al progetto, ai costi, ad eventuali partner eccetera.
Il bando ricerca e sviluppo della Regione Umbria rappresenta un’interessante possibilità per le imprese che operano nel settore ricerca e sviluppo alla ricerca di fondi per la realizzazione di progetti innovativi ma, data la mole di documenti da presentare, vi consigliamo di consultare un professionista che vi possa accompagnare nella presentazione della domanda.

Fonte: Bando a sostegno dei progetti complessi di Ricerca e Sviluppo

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