PSR Veneto sottomisura 16.2.1, dalla teoria alla pratica: ecco come fare

Con la sottomisura 16.2.1 del PSR Veneto i Gruppi Operativi che hanno realizzato un Piano di Attività hanno la possibilità di ricevere dei contributi per metterlo in pratica

L’integrazione è stata sempre una risorsa nel mondo, perché ha sempre portato ad una evoluzione; lo stesso vale oggi nel mondo dell’agricoltura: l’unione del mondo accademico e della scienza insieme a quello della produzione e coltivazione, che la Comunità Europea sta spingendo con sempre maggiore convinzione, ha l’obiettivo di migliorare le tecniche di produzione e gestione del mondo agricolo attraverso nuove tecnologie elaborate da ricercatori e studiosi ma sotto l’occhio attento di chi queste realtà le vive ogni giorno. La sottomisura 16.2.1, che la Regione ha messo in atto nell’ambito del PSR Veneto, ha lo scopo di mettere in pratica tutti quei progetti realizzati dai Gruppi Operativi, tramite la sottomisura 16.1.1, che si sono uniti allo scopo di trovare soluzioni capaci di migliorare e rendere più efficiente il sistema agricolo.

A chi è rivolto?

Possono presentare domanda i Gruppi Operativi che per partecipare alla sottomisura 16.1.1 devono contestualmente inviare una domanda per questa sottomisura; i soggetti beneficiari sono quindi gli stessi di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente.

Di cosa si tratta?

Essenzialmente si tratta di mettere in pratica quello che è stato messo su carta con la sottomisura 16.1.1 attraverso progetti pilota, dimostrativi e di sviluppo che abbiano caratteristiche di unicità, originalità, esemplarità e dimostrino l’effettivo miglioramento di gestione o produzione di un servizio o prodotto e anche il minore impatto ambientale rispetto alle tecniche precedentemente utilizzate. In questo caso le spese ammissibili riguardano:

  • materiali e attrezzature tecnico-scientifiche (massimo il 5% delle spese totali);
  • acquisto di brevetti, software e licenze;
  • lavorazioni esterne, materiali e stampi per la realizzazione di prototipi;
  • consulenze specialistiche;
  • personale;
  • missione e trasferte;
  • materiale di consumo;
  • costi indiretti (un 15% forfettario della spesa relativa al personale).

Anche in questo caso non sono ammesse le spese legate alle attività ordinarie delle imprese facenti parte del Gruppo Operativo. I progetti pilota possono avere una durata massima di 2 anni dall’ottenimento del contributo mentre i progetti dimostrativi e quelli di sviluppo possono durare al massimo 5 anni; il contributo è del 100% delle spese ammesse ma i progetti presentati non possono avere un costo inferiore ai 30 mila euro e superiore ai 500 mila euro.

Come fare?

La richiesta deve essere allegata alla domanda a cappello della sottomisura 16.1.1 e deve essere inviata entro il 27 marzo per via telematica attraverso il portale AVEPA, Agenzia Veneta per i Pagamenti in Agricoltura. In questo caso i documenti da presentare sono:

  • se si acquistano macchine e attrezzature, tre preventivi di ditte differenti accompagnati da una relazione tecnico economica, il cui modello è predisposto da AVEPA, in cui si spiega in modo approfondito la scelta del preventivo;
  • tre preventivi per ogni bene, servizio e consulenza previsti tra le spese ammissibili. Le tre offerte devono possibilmente contenere informazioni precise su fornitore, modalità di esecuzione dell’incarico e costi di realizzazione;
  • documentazione relativa all’incarico dell’esecuzione dei lavori operato in conformità con la normativa generale sugli appalti.

Come sottolineato più volte, il seguente bando è legato a doppio filo con la sottomisura 16.1.1, la documentazione da allegare è tanta, le informazioni devono essere puntuali ed esaustive, per cui il nostro consiglio è sempre quello di rivolgervi ad un professionista che possa aiutarvi a districarvi tra i documenti e a inviare in tempo la domanda. Buon lavoro.

Fonte: Bando sottomisura 16.2.1

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