Quando è possibile denunciare un’evasione fiscale?

Ci troviamo dinanzi a un caso di evasione e il nostro amor di patria ci impone di denunciare l’illecito, ma a chi e in che modo? La denuncia anonima è possibile? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

L’evasione fiscale è un tema che scotta in tutto il mondo, l’Italia è attiva su tutti i fronti per combatterla attraverso strategie mirate basate su tre colonne portanti, Tax compliancevoluntary bis, contrasto all’evasione.

Spesso, quando sentiamo parlare di evasione fiscale, immaginiamo quella grossa fetta di capitali all’estero, in direzione delle Bahamas o Isole Cayman, ma non è così, finite nel calderone di quella parte che va a consolidare l’evasione fiscale italiana, anche le frodi IVA, i rimborsi fiscali classificati dal fisco come “indebiti” e non potevano mancare all’appello le compensazioni di crediti inesistenti.

Come abbiamo visto, non possiamo attribuire tutta l’evasione italiana alle grosse manovre di deviazione di capitali all’estero, alla base, bisogna combattere il “concetto” incarnato dell’evasore fiscale radicato nell’individuo, come mal consumo di una società in passato troppo distratta, che si è protratto nel tempo accrescendo di dimensione fino ai giorni nostri. Il problema va risolto a monte, partendo dal semplice presupposto che se tutti paghiamo le tasse si istituisce quel fenomeno chiamato equità fiscale che apporta benefici non solo diretti all’economia italiana, ma a ogni singolo individuo.

Chiariti questi punti basilari, non ci resta che chiederci: quando un cittadino si può trasformare in Robin Hood denunciando un’evasione fiscale? Possiamo segnalare all’Agenzia delle Entrate o alla Guardia di Finanza che pensiamo di trovarci dinanzi a un’evasione fiscale, e in che modo?

Di sicuro non bisogna fermarsi alle apparenze, il vicino “impiegato” sfoggia un certo benessere, il motivo: avrà risparmiato sulla polizza? No forse no, il sospetto vi divora? Da buon cittadino volete fare la cosa giusta, perché tutti dobbiamo onorare il fisco? non resta che chiedersi in che modo è possibile denunciare un accertamento fiscale, sarà possibile inviarlo in forma anonima?

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Tutti possiamo denunciare un’evasione fiscale, ma rilasciando tutte le nostre generalità, non è possibile, infatti, segnalare personalmente alla Guardia di Finanza o all’Agenzia delle Entrate un probabile evasore fiscale senza averci messo la faccia; lo stabilisce un provvedimento, istituito dal Decreto Semplificazioni Fiscali articolo 8, comma 8 del D.L. n. 16/2012, allo scopo di evitare false denunce, sospetti basati su ipotesi personali.

Infatti, l’abuso di questo potere può essere insidioso e affascinante ed è per questo motivo che l’Agenzia delle Entrate è corsa ai ripari, imponendo le generalità di colui che effettua la denuncia. Lo scopo è quello di far emergere le reali irregolarità, dovute a una mancata fatturazione o scontrino fiscale, omesso versamento dei contributi previdenziali e così via.

Come denunciare un evasione fiscale?

Il cittadino può, attraverso il numero gratuito 117, comunicare l’irregolarità direttamente alla Guardia di Finanza, che provvederà a verbalizzare materialmente l’illecito.

Resta da precisare, che è possibile inviare una segnalazione anonima via posta direttamente all’Agenzia delle Entrate, in questo caso, sarà a discrezione dell’ispettore che esamina la lettera, ritenere di procedere con le verifiche del caso. Qualora la Guardia di Finanza ritenesse di aver ricevuto elementi validi e veritieri, avrebbe comunque le mani legate, poiché essendo una denuncia anonima, il campo d’azione delle indagini è limitato. Infatti, l’ispettore non può chiedere al giudice un mandato per il domicilio fiscale del contribuente denunciato per avviare tutte le verifiche necessarie.

Cosa bisogna sapere prima di denunciare un evasione fiscale?

Prima di procedere è necessario conoscere bene gli elementi di seguito illustrati:

  • è necessario avere prove o indizi dell’evasione fiscale;
  • si deve essere coscienti che denunciare un’evasione fiscale all’autorità consapevoli dell’innocenza di chi viene denunciato, fa correre il rischio di essere querelati per calunnia;
  • bisogna avvalersi dei moduli di denuncia predisposti dalla Guardia di Finanza;
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Qual è la differenza tra esposto, denuncia e querela?

L’esposto rappresenta l’indicazione fatta dal cittadino all’autorità giudiziaria, in merito a una notizia, allo scopo che l’autorità in questione valuti se vi sia ipotesi di reato; questo va redatto utilizzando un apposito modulo da consegnare a mano al Comando della Guardia di Finanza più vicino.

La denuncia rappresenta l’atto attraverso il quale il cittadino in possesso di una notizia inerente un reato perseguibile d’ufficio, informa volontariamente il Pubblico Ministero o un Ufficiale di polizia giudiziaria. Diventa un atto obbligatorio nei seguenti casi previsti dalla legge:

  • conoscenza di un reato contro lo Stato (attentati, terrorismo, spionaggio politico-militare, stragi);
  • se si è ricevuto in buona fede denaro falso o sospetto, si acquistano oggetti di dubbia origine, si viene a conoscenza di depositi di materie esplodenti o si rinvenga qualsiasi esplosivo;
  • si subisce un furto o si smarrisce un’arma (o parte di essa) o un esplosivo;
  • si viene a conoscenza di imbrogli nelle competizioni sportive.

La denuncia quando è facoltativa può essere presentata sempre, mentre nei casi obbligatori vi sono apposite scadenze da rispettare e comunque deve essere sottoscritta dal denunciante o dal suo avvocato, che ne riceve una copia per ricevuta.

La querela rappresenta l’atto con cui il cittadino che ha subito un reato, espone tutti i fatti, esprimendo chiaramente la volontà di fare giustizia e punire il colpevole. È un atto previsto dagli artt. 336 e 340 del codice di procedura penale e per presentarla bisogna rispettare i seguenti termini:

  • 3 mesi dal giorno in cui si ha notizia del fatto che costituisce il reato;
  • 6 mesi per reati contro la libertà sessuale (violenza sessuale o atti sessuali con minorenne).
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È importante sapere che la querela è un atto che in alcuni casi può essere ritirato, attraverso la remissione. Vi è comunque il divieto di revoca rivolto ai casi di violenza sessuale o atti sessuali con minorenni.

In tutti i casi è sempre consigliabile consultare un professionista, per essere tutelati e guidati, nel perseguire il giusto atteggiamento dinanzi a qualsiasi denuncia.

Approfondisci l’argomento leggendo il D.L. n. 16/2012

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