Impianti fotovoltaici in cooperativa con il “Solar Sharing”

Se avete pensato di far installare sul vostro tetto un impianto fotovoltaico perché invogliati dagli incentivi, dal vostro desiderio di “indipendenza” energetica, o dalla consapevolezza di dare il vostro contributo per la salvaguardia dell’ambiente, ma non siete riusciti nel vostro intento, a causa difficoltà economiche, tecniche o burocratiche, non abbandonate la speranza! L’ultima tendenza in tema di energia solare, arrivata da poco in Italia, è il Solar Sharing che potrebbe essere una valida soluzione per aggirare ogni tipo di problema per chi vuole usare energia “pulita”.

Cos’è?

Si tratta di un sistema che prevede l’acquisto in cooperativa di quote di impianti fotovoltaici realizzati o da realizzare, dislocati in un qualsiasi punto del territorio nazionale. L’acquisto condiviso degli impianti rappresenta infatti un modo nuovo, almeno in Italia, per superare alcuni dei limiti attuali allo sviluppo del fotovoltaico, se pensiamo ad esempio a chi non ha la possibilità pratica di installare l’impianto sul proprio tetto, o a chi non è in grado di sostenere da solo tale impegno economico.

Come funziona?

I componenti della cooperativa possono utilizzare l’energia proveniente dall’impianto condiviso (utilizzando così la propria energia elettrica anziché acquistarla dalla rete elettrica nazionale), in proporzione alle quote possedute e per tutta la durata dell’impianto fotovoltaico in condivisione (circa 20 anni). Con questo nuovo approccio è possibile ripartire costi, rischi e benefici, ottenendo  interessanti vantaggi.  Sono infatti previsti interessi annui sul capitale investito, e acquistando un numero di quote pari al numero di chilowatt (kW) di potenza del proprio contatore, si può godere di un interesse sul capitale investito pari al 7%.

Nel caso in cui venisse consumata meno energia di quella prevista in base al numero di quote acquistate, verrà riconosciuto un conguaglio alla fine di ogni anno solare.

Quella italiana è un’iniziativa che fa riferimento a realtà già consolidate in Belgio e in Germania,  nazioni che vantano cooperative di migliaia di famiglie che utilizzano la green energy così prodotta. Negli USA il social sharing è presente anche con un modello di condivisione diverso, in cui ci sono cittadini “che ospitano i pannelli” installati gratuitamente, e i “cittadini associati”, che invece possono acquistare l’energia a prezzi scontati.

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