Sicurezza in casa, sì alle telecamere private senza l’autorizzazione di videosorveglianza

È possibile installare dei sistemi di videosorveglianza senza richiedere l’autorizzazione dalla polizia o dal proprio condominio. Le telecamere non devono riprendere spazi collettivi o luoghi di passaggio pubblico.

Il 20 marzo scorso è scaduto il termine di presentazione delle domande per accedere al credito d’imposta. Si tratta di un’agevolazione economica concessa ai privati per l’acquisto di sistemi di videosorveglianza. A tal proposito, vogliamo affrontare un argomento che fa discutere molto e di cui ancora ci sono delle perplessità. Un privato può installare liberamente le telecamere in casa propria? Ci sono dei limiti da rispettare? Cerchiamo di capirlo in questo articolo.

Chi può installare un sistema di videosorveglianza?

Sentirsi al “sicuro” in casa propria è uno dei maggiori desideri. Troppo spesso si ha il terrore di trovarsi di fronte a ladri o malviventi e non sapere come reagire. La paura cresce notevolmente quando i figli iniziano a essere autonomi e restare, sempre di più, in casa da soli. Nasce, quindi, l’esigenza di installare delle telecamere di videosorveglianza che possano garantire degli adeguati livelli di sicurezza.

Individuare i malviventi, testimoniare atti di vandalismo o semplicemente rispondere all’esigenza di sentirsi più sereni. Sono tanti i motivi per cui i cittadini decidono di collocare una telecamera privata in casa. Ma viene da chiedersi: c’è bisogno di autorizzazione?

Eccovi una buona notizia. Il Garante della privacy ha chiarito recentemente che chiunque può montare un circuito di videosorveglianza, senza che ci sia il consenso da parte del condominio o della polizia. Lo ha stabilito il Garante della Privacy con il parere n. drep/ac/113990 del 7 marzo 2017. Vediamo, però, quali sono le condizioni necessarie per poter procedere all’installazione.

Quali sono i limiti?

Se un privato decide di introdurre delle telecamere nella propria abitazione, non deve rispettare le classiche norme previste dal codice della privacy. Ci sono, però, dei vincoli. Prima di tutto, il cittadino deve accertarsi che la telecamera non sia rivolta alle zone soggette a passaggio pubblico. Nel caso in cui, per esempio, il sistema di videosorveglianza sia puntato sul pianerottolo di casa, non deve riprendere l’abitazione dei vicini e quindi nemmeno altri soggetti che entrano ed escono dalla porta di casa propria. Se il circuito di videosorveglianza viene installato fuori, sul muro di casa o del palazzo, non deve essere puntato sulla strada o su altri spazi pubblici.

Se ciò non è possibile, si deve comunque impedire il riconoscimento di eventuali persone. Il raggio di ripresa, in questo caso, si deve ridurre alle sole scarpe. Le stesse condizioni valgono per le telecamere che hanno anche la funzione di registrazione. Il privato è libero di installarle e, anche in questo caso, deve rispettare i vincoli elencati sopra. Le immagini riprese, inoltre, non devono essere diffuse a terzi. Quindi, le regole da rispettare sono molti semplici: non riprendere spazi comuni e aree soggette a passaggio pubblico.

Nel caso in cui, ciò non sia possibile, bisogna oscurare le immagini o cambiare la visuale della telecamera. Se questo non avviene, scattano tutti gli obblighi previsti dal codice della privacy e occorrerà chiedere l’autorizzazione per il trattamento dei dati per finalità diverse da quelle strettamente personali.

Se da tempo vuoi installare una telecamera in casa, per sentirti più sicuro, puoi procedere senza alcuna autorizzazione. Non devi recarti al Comune della tua città o chiedere il permesso al tuo condominio. Ricorda però di rispettare i vincoli che abbiamo elencato in questo articolo, e se hai qualche dubbio in proposito consulta un professionista qualificato.

Fonte: Garante della privacy

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