Condanne penali e concorsi pubblici: quando è vietata la partecipazione?

Normalmente aver condanne penali e procedimenti penali a carico comporta l’esclusione dai concorsi pubblici. Ma non sempre è così. Ecco in quali casi si può partecipare.

Si può partecipare ad un concorso pubblico se si è sotto indagine? E in caso di condanne non definitive? Vale per tutti i reati?
Sono in tanti a porsi queste domande ed ora cercheremo di dare delle risposte.

Innanzitutto va chiarito che il coinvolgimento in una causa civile o in un procedimento davanti a giudici tributari o amministrativi non crea alcun impedimento. Infatti quando si parla di procedimenti penali ci si riferisce all’azione giudiziaria che è finalizzata ad accertare se una persona ha commesso reati, non altri tipi di illecito.
Detto questo, lo status di indagato si acquisisce quando nell’ambito di un procedimento penale il proprio nome viene iscritto nel “registro degli indagati”.

Essere indagati di per sé non macchia la fedina penale ed è una condizione temporanea che potrà sfociare in un’archiviazione, in un proscioglimento o in un rinvio a giudizio (con il quale si passa alla condizione di imputato e si dovrà affrontare un processo).

La condizione di imputato è quella più delicata e può durare anche anni, durante i quali regnerà l’incertezza sull’esito dell’intero procedimento penale, che potrà portare ad una condanna, ad un’assoluzione o ad una sentenza di improcedibilità.

Concluso il processo in primo grado, sia in caso di condanna che in caso di assoluzione, c’è la possibilità che la sentenza venga impugnata, cioè ne venga richiesto un riesame, e quindi si dovrà affrontare un nuovo grado di giudizio. La condizione di imputato non cessa fino a quando non ci sarà una sentenza “passata in giudicato”, cioè una sentenza che non potrà più essere impugnata (o perché sono scaduti i termini per impugnare la sentenza o perché si è concluso il terzo grado di giudizio con sentenza della Corte di Cassazione).

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Sarà la sentenza definitiva a dire se siamo colpevoli o meno: se è di assoluzione o improcedibilità la nostra fedina penale resterà pulita e non avremo precedenti penali, anche in caso di condanna nei precedenti gradi di giudizio. La sentenza di colpevolezza, invece, fa sorgere dei precedenti penali.

Condanne penali e concorsi pubblici: cosa dice il bando?

Per sapere se si può partecipare ad un concorso pubblico occorre vedere cosa dice il bando. Alcuni bandi sono molto rigorosi ed escludono dalla partecipazione chiunque abbia procedimenti penali alla data di presentazione della domanda, quindi anche l’essere indagati comporta l’esclusione dal concorso. Altri bandi invece sono meno rigorosi.

Ecco le ipotesi di esclusione più comuni che si possono trovare nei bandi di concorso pubblici:

  • soggetti che hanno riportato condanne penali “passate in giudicato”: questo significa che chi è stato condannato con sentenza definitiva sarà escluso, mentre potrà partecipare al concorso chi risulta indagato, imputato o anche condannato con sentenza non divenuta ancora definitiva;
  • soggetti che hanno riportato condanne penali: in questi casi la partecipazione è vietata a chiunque abbia subito condanne penali, anche non definitive; è ammessa invece la partecipazione a chi è indagato o imputato;
  • soggetti con procedimenti penali pendenti: in questi casi basta essere indagati per essere esclusi dalla partecipazione ad un concorso.

Alcuni bandi sono più mirati e prevedono l’esclusione da un concorso solo per alcune categorie di reati per i quali si è indagati, imputati o condannati, o solo in caso di condanne o procedimenti penali “che impediscano la costituzione del rapporto di impiego con la Pubblica Amministrazione.”

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Dichiarare il falso per partecipare ad un concorso pubblico

Dichiarando il falso sulla domanda di partecipazione si commette un reato e questo, oltre a comportare l’attivazione di un procedimento penale con possibile condanna penale, può portare anche a delle conseguenze per eventuali futuri concorsi nella Pubblica Amministrazione.

Se si hanno dei dubbi si può provare ugualmente a presentare una domanda riportando le informazioni veritiere: mal che vada si rischia di non essere ammessi, ma almeno in questo modo non si commettono reati.

Condanne penali e concorsi pubblici: come sapere se ci sono condanne o procedimenti a carico?

Non tutte le persone indagate sanno di esserlo e non sempre se lo aspettano, anche perché, almeno nel primo periodo, le indagini sono soggette a segreto istruttorio.

Si sa di essere stati sotto indagine quando viene notificato l’avviso di conclusione delle indagini o l’informazione di garanzia.

Se al momento della presentazione della domanda non si sa di essere indagati e non si ha motivo di sospettare di esserlo, non si commette alcun reato se si dichiara di non avere procedimenti penali a carico.

In ogni caso per stare tranquilli bisogna chiedere presso casellario giudiziale il certificato per carichi pendenti o, per conoscere eventuali condanne nei propri confronti, il certificato penale.

Condanne penali e concorsi pubblici: la riabilitazione

Se dopo una condanna si viene “riabilitati” si avrà di nuovo la possibilità di partecipare a concorsi pubblici, tranne alcuni (magistratura, nelle forze armate e nelle forze dell’ordine), dove si richiedono dei requisiti ancora più stringenti riguardanti l’integrità morale dei candidati, per i quali il divieto di partecipare è permanente.

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