Cos’è l’usucapione?

Con l’usucapione si può diventare proprietari di un bene senza un accordo o un contratto con il proprietario del bene, vediamo come funziona l’usucapione.

Cos’è e come funziona l’usucapione?

Il termine usucapione rappresenta un modo di acquisto della proprietà, o di un diritto reale di godimento, a titolo originario, mediante il possesso indisturbato e protratto per un determinato periodo di tempo. L’acquisto della proprietà per usucapione si fonda, infatti, su una situazione di fatto caratterizzata dal mancato esercizio del diritto da parte del proprietario e della prolungata signoria sulla cosa da parte di chi si sostituisce al medesimo proprietario nell’utilizzazione di essa.

Si pensi, ad esempio, al caso del proprietario che decide di abbandonare un appezzamento di terreno poiché si trasferisce in una località distante dallo stesso; in questo caso, colui che si occuperà del bene come se fosse il proprio in maniera ininterrotta, potrà acquistare la proprietà del terreno allo scadere dei termini fissati dalla legge. Tuttavia, l’esercizio da parte del proprietario di taluna delle facoltà inerenti al suo diritto, oltre a rendere equivoca e non pacifica l’altrui situazione possessoria, fa sì che questa non possa dare luogo all’acquisto del diritto per usucapione. Ai fini dell’acquisto della proprietà, il possesso continuato nel tempo deve essere, infatti, pacifico, non violento e ininterrotto.

Cosa prevede la legge per l’usucapione?

La legge prevede che l’usucapione è interrotta quando il possessore è stato privato del possesso per oltre un anno; tuttavia, l’interruzione si ha come non avvenuta se l’azione giudiziale diretta a recuperare il possesso ha avuto esito positivo. Inoltre, nel caso in cui il possesso sia stato conseguito con violenza o in modo clandestino (ad esempio, mediante un’appropriazione indebita), il tempo utile per l’usucapione comincia a decorrere solo da quando sia cessata la violenza o la clandestinità. La buona fede del possessore non è invece rilevante agli effetti dell’usucapione, influendo tuttavia sui termini di durata del possesso necessario per l’acquisto della proprietà.

In altre parole, ai fini dell’acquisto della proprietà di un bene per usucapione, quel che rileva non è la convinzione di esercitare un proprio diritto (o l’ignoranza di lederne uno altrui), bensì la volontà di disporre del bene come se fosse proprio.

Quando un bene diventa legittimamente nostro?

Occorre dare conto, da ultimo, dei diversi periodi di tempo necessari per usucapire. La legge prevede, infatti, un arco temporale diverso a seconda della categoria del bene, della situazione soggettiva del possessore, dell’esistenza o meno di un titolo idoneo e dell’esistenza (o meno) della trascrizione.

In particolare:

  • la proprietà dei beni immobili e gli altri diritti reali di godimento sui beni medesimi si acquistano in virtù del possesso continuato per 20 anni;
  • colui che acquista in buona fede da chi non è proprietario dell’immobile, in forza di un titolo che sia idoneo a trasferire la proprietà e che sia stato debitamente trascritto, ne compie l’usucapione in suo favore col decorso di 10 anni dalla data di trascrizione;
  • l’usucapione di un’universalità di beni mobili o di diritti reali di godimento sopra la medesima si compie in virtù del possesso continuato per 20 anni;
  • nel caso di acquisto in buona fede da chi non è proprietario, in forza di un titolo idoneo, l’usucapione si compie con il decorso di 10 anni;
  • la proprietà dei beni mobili e gli altri diritti reali di godimento sui beni medesimi si acquistano in virtù del possesso continuato per 10 anni, qualora il possesso sia stato acquistato in buona fede, mentre se il possessore è in mala fede, l’usucapione si compie con il decorso di 20 anni;
  • colui che acquista in buona fede da chi non è proprietario un bene mobile iscritto in pubblici registri (es. autovetture o motocicli), in forza di un titolo che sia idoneo a trasferire la proprietà e che sia stato debitamente trascritto, ne acquista la proprietà per usucapione con il decorso di 3 anni dalla data della trascrizione.

Fonte: articolo 1158 del codice civile

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