Spese legali non sostenibili: per i meno abbienti c’è il gratuito patrocinio

Gratuito patrocinio valido per processi civili, penali, amministrativi e tributari, ma solo se le ragioni sono fondate.

Nella vita è importante sapersi e potersi difendere.

Ce lo insegnano da piccoli che bisogna saperlo fare utilizzando comunque educazione e rispetto. Crescendo però si capisce che a volte per potersi difendere bisogna aprire il portafoglio, soprattutto quando si ha a che fare con avvocati & co.

E se non si hanno le disponibilità economiche? Si deve soccombere alle ingiustizie e alla regola del più forte economicamente?

Per fortuna nel nostro Paese, rinomato in tutto il mondo per lo spirito solidale che lo contraddistingue, esiste uno strumento che permette ai meno abbienti di potersi permettere la tutela di un avvocato e le varie spese connesse.

Stiamo parlando del gratuito patrocinio.

Gratuito patrocinio

Abbiamo già ampiamente parlato del gratuito patrocinio in un nostro precedente articolo, dove ne abbiamo illustrato dettagliatamente la valenza ed il significato.

Ma come può essere usato nella pratica questo strumento giuridico?

Il patrocinio gratuito garantisce il diritto di difesa e quindi di farsi assistere da un avvocato, che verrà direttamente pagato dallo Stato, iscritto in apposite liste.

Per poter accedere al servizio del gratuito patrocinio non bisogna superare un reddito annuo di 11 mila e 500 euro, ma se il richiedente convive con il coniuge o con altri familiari il reddito si somma a quello degli altri componenti il nucleo.

Unica eccezione è se il motivo della richiesta del gratuito patrocinio è intentare una causa proprio contro i propri familiari o il coniuge, ed allora solo in quel caso il reddito va considerato singolarmente.

Leggi anche:  I diritti dell’avvocato nei confronti del cliente

Chi può accedere al gratuito patrocinio?

Possono accedere al gratuito patrocinio, se in possesso dei requisiti di reddito:

  • cittadini italiani;
  • stranieri regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale al momento del sorgere del rapporto o del fatto oggetto del processo da instaurare;
  • apolidi (cioè coloro che sono privi di cittadinanza);
  • enti o associazioni che non perseguano fini di lucro e non esercitino attività economica.

Con il gratuito patrocinio è possibile difendersi in ambito civile, amministrativo, tributario ed ovviamente penale.

Nonostante i requisiti appena visti ci sono dei casi per i quali il gratuito patrocinio non è ammesso:

  • nei giudizi penali: chi è indagato, imputato o condannato per reati di evasione fiscale e chi è difeso da più di un avvocato;
  • negli altri giudizi: chi sostiene ragioni manifestamente infondate e chi intenti una causa per cessione di crediti.

Per avere accesso al gratuito patrocinio sia in sede civile che penale bisogna fare apposita domanda attraverso i moduli disponibili presso le varie Segreterie del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati. La domanda verrà valutata e potrà essere accolta o rigettata. Nel caso in cui venga rigettata l’interessato può proporre la richiesta di ammissione al giudice competente per il giudizio, che decide con decreto.

Se invece viene accettata l’interessato può nominare un difensore, scegliendo il nominativo dall’Elenco degli Avvocati abilitati alle difese per il patrocinio a spese dello Stato.

Fonte: Ministero della Giustizia

Vuoi approfittare delle opportunità contenute nell'articolo?

Contattaci e un membro del nostro team ti spiegherà come fare




Accetto esplicitamente che i miei dati vengano trattati secondo le indicazioni espresse dal GDPR ed indicate nell'informativaPolicy e privacy