Acqua gratis per tutti: approvata la riforma alla Camera

50 litri al giorno a persona gratuiti anche ai morosi in ritardo con i pagamenti della bolletta

Il disegno di legge sulla gestione dell’acqua pubblica passa alla Camera e si prepara ad affrontare la discussione in Senato. Vediamo quali sono le novità previste.

Il testo di legge relativo all’acqua gratis introduce nuove norme sulla gestione, la pianificazione e il finanziamento del servizio idrico integrato, istituisce un fondo nazionale di solidarietà internazionale a favore delle aree più povere del pianeta e va a garantire il diritto a un quantitativo minimo di acqua anche a chi è in ritardo con i pagamenti della bolletta.

Gli obiettivi principali del ddl nella sua presentazione originaria ( quella votata SI dagli elettori nel referendum del 2011) prevedevano una ripubblicizzazione del servizio idrico e sostenevano:
• il riconoscimento del diritto all’acqua come diritto umano universale;
• la tutela del patrimonio idrico come bene comune pubblico inalienabile, gestito, al di fuori delle regole di mercato, sotto la competenza di un unico ente pubblico (il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare);
• una più ampia discrezionalità dei cittadini rispetto alla gestione del servizio idrico;
• l’uso responsabile delle risorse idriche, finalizzato a una sana relazione tra acqua, agricoltura, alimentazione, salute ed energia.

Ecco quali sono le novità contenute nel ddl approvato alla Camera sull’acqua gratis:

• Il servizio idrico diventa di interesse economico e smette di essere qualificato come servizio pubblico privo di rilevanza economica, sottratto alla libera concorrenza e realizzato senza fini di lucro.
• Gestione ed erogazione del servizio possono essere nelle mani dello stesso soggetto (anche società di capitale quotate in borsa), acquedotti, fognature, impianti di depurazione e altre infrastrutture non sono affidate necessariamente a organi di diritto pubblico.
• Le concessioni al prelievo e le autorizzazioni allo scarico per usi differenti da quello potabile, che nel ddl originale erano revocabili dall’autorità competente anche prima della loro scadenza e assolutamente non rinnovabili, vengono ora rimesse a un decreto legislativo da adottare entro il 31 dicembre 2016 e sul quale sarà importante vigilare.
• A tutti i cittadini viene garantita l’acqua gratis ovvero il quantitativo minimo vitale giornaliero di acqua potabile fissato in 50 litri a persona e assicurati anche in caso di morosità. Il recupero dei minori introiti sarà garantito agendo sulla tariffa a partire dal consumo eccedente i 50 litri. Dovranno comunque essere installati contatori per il consumo in ogni singola abitazione, attività produttiva o commerciale, favorendo la tele-lettura attraverso la rete elettrica.
• Ci sarà l’obbligo di evidenziare i parametri di qualità dell’acqua, la percentuale media delle perdite idriche delle reti e i dati relativi agli investimenti sulle reti degli acquedotti, delle fognature e dei depuratori.
• Il contributo di un centesimo per bottiglia di acqua minerale, in materiale plastico, andrà a sostenere progetti di cooperazione per l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari finanziati dal Fondo nazionale di solidarietà internazionale.

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I comuni, infine, potranno decidere se gestire il servizio idrico in proprio o attraverso società in house o se invece andare a gara.

Sono questi gli aspetti più caratterizzanti della proposta di legge sulla “tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque” che ha ricevuto il primo via libera dalla Camera dei Deputati (243 sì, 129 voti contrari e due astenuti). Le novità previste dal ddl non corrispondono in toto alle volontà espresse dai cittadini tramite il referendum del 2011 e per tale motivo la discussione ha innescato polemiche destinate a perdurare. Vedremo in seguito quali saranno gli sviluppi di questo disegno di legge al Senato.

Info: Camera dei Deputati

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