Indennità di paternità anche per i lavoratori autonomi

Novità per i diritti del padre lavoratore autonomo

Per una donna la nascita di un figlio costituisce da sempre uno dei momenti particolari della sua carriera lavorativa dalla quale può dispensarsi richiedendo il congedo di maternità, ossia un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto con un’indennità economica in sostituzione alla retribuzione.

In presenza di determinate condizioni che impediscono alla madre di beneficiare del congedo, il diritto all’astensione dal lavoro ed alla relativa indennità spettano al padre (congedo di paternità). Tale diritto è previsto a condizione che la madre sia lavoratrice dipendente oppure lavoratrice autonoma, e sorge in caso di:

  • morte o grave infermità della madre;
  • abbandono del minore della stessa;
  • affidamento esclusivo del bambino al padre.

Prima delle novità introdotte dal decreto legislativo n. 80/2015, a poterne fare domanda erano i soli lavoratori dipendenti, con la Circolare Inps n. 128/2016, viene estesa in maniera definitiva, anche ai padri lavoratori autonomi (ossia artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni, mezzadri, imprenditori agricoli a titolo principale, pescatori autonomi della piccola pesca iscritti regolarmente alla Gestione dei lavoratori autonomi) la possibilità di richiedere l’indennità di paternità.

Indennità di paternità: a cosa si ha diritto

L’indennità di paternità è riconoscibile dalla data in cui si verifica una delle predette condizioni fino alla fine del periodo post partum che sarebbe spettato alla madre lavoratrice. Nello specifico, l’Inps precisa che se la madre è lavoratrice dipendente, il congedo post partum coincide con i 3 mesi dopo il parto più eventuali periodi di congedo di maternità ante partum non goduti; se la madre è lavoratrice autonoma, l’indennità post partum spetta per i 3 mesi dopo il parto.

L’entità dell’indennità è calcolata in base alle stesse regole previste per l’indennità di maternità ed è pari quindi all’80% di un importo giornaliero individuato a seconda dell’attività autonoma svolta, annualmente rivalutato.

Indennità di paternità: quando presentare la domanda

Il padre lavoratore autonomo interessato può presentare apposita domanda all’Inps entro il termine prescrizionale di un anno, previsto di regola per questo tipo di prestazioni previdenziali, che decorre dal giorno successivo alla fine del periodo indennizzabile. L’Inps informa che, in attesa dell’aggiornamento delle applicazioni per l’acquisizione delle domande in via telematica, il padre lavoratore autonomo può presentare la domanda alla Struttura Inps di competenza in modalità cartacea, utilizzando il modello SR01 (domanda di indennità maternità/paternità), appositamente aggiornato e disponibile sul sito istituzionale, nella sezione modulisticaLa domanda verrà inoltrata all’INPS di competenza tramite Posta Elettronica o mezzo equivalente, vale a dire con la vecchia raccomandata con ricevuta di ritorno o tramite presentazione della domanda allo sportello.

Info: INPS

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