Lavoro femminile: ecco il contratto di ricollocazione per le mamme del Lazio

Pubblicato il bando per sostenere il contratto di ricollocazione per le mamme nell’ambito dello sviluppo dei Piani Welflex.

Essere madre e lavoratrice non è facile, conciliare gli orari di lavoro con tutti gli impegni relativi alla gestione e crescita di figli richiede molta flessibilità e organizzazione. La Regione Lazio non è sorda al grido di aiuto delle mamme e già a Dicembre ha emanato un bando per aiutare le donne con minori di 6 anni a ritrovare lavoro grazie al Contratto di Ricollocazione per le mamme.

È stato fatto un ulteriore passo avanti con i Piani Welflex pensati per la realizzazione di piani di produttività, flessibilità e conciliazione vita-lavoro, che prevedono l’introduzione di misure di flessibilità oraria, organizzativa e welfare aziendale in quelle aziende che assumono le donne beneficiarie del contratto di ricollocazione. Oltre ciò i Piani Welflex prevedono un bonus di 6 mesi per le donne con figli minori che hanno stipulato il contratto di ricollocazione per spese di asilo nido, ludoteche e altri servizi per l’infanzia.

A chi si rivolge?

L’avviso della Regione è diviso in due sezioni, una rivolta ai datori di lavoro privati che hanno nel proprio organico una donna che ha sottoscritto un Contratto di ricollocazione e una alle madri con figli ancora minori che hanno aderito al contratto di ricollocazione.

Per poter accedere ai contributi i datori di lavoro privati (imprenditori individuali, società, cooperative, ONLUS, consorzi e associazioni) devono:

  • avere la propria sede legale all’interno della regione;
  • avere nel proprio organico almeno una donna che abbia sottoscritto un contratto di ricollocazione;
  • aver effettuato tutti i versamenti relativi ai contributi sia di natura assistenziale che previdenziale;
  • non essere in difficoltà economica;
  • operare tenendo conto delle normative vigenti in materia di urbanistica, edilizia, tutela ambientale, sicurezza, tutela della salute nei luoghi di lavoro e pari opportunità.
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Di cosa si tratta?

I contributi previsti saranno erogati in regime “de minimis”. Sono escluse le imprese che operano nei settori di: pesca e acquacoltura, produzione primaria di prodotti agricoli, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, aiuti per l’acquisto di veicoli destinati al trasporto di merci su strada, aiuti ad attività che si occupano di esportazione. Per la progettazione del Piano e la successiva realizzazione i fondi stanziati vengono divisi in questa maniera:

  1. progettazione e redazione del Piano: fino ad un massimo di mille euro;
  2. realizzazione del Piano: Fino ad un massimo di 3 mila euro.

Ciascun potenziale beneficiario può presentare un solo progetto e nel caso in cui questo venga ammesso la sua realizzazione deve essere effettuata entro i 6 mesi successivi alla data di approvazione.

Al momento della redazione dei piani i datori di lavoro, in collaborazione con i soggetti accreditati per i servizi per il lavoro, dovranno dare forma a progetti contenenti orari flessibili o addirittura a orari cosiddetti a preferenza, una gestione sempre più produttiva del part-time, l’introduzione nell’attività del cosiddetto Smart Working e l’implementazione di piani Welfare. Per dare forma ai piani le aziende hanno la possibilità di avvalersi sia di consulenti facenti parte delle risorse interne che di consulenti esterni. In entrambi i casi, è estremamente necessario che ogni genere di spesa venga rendicontata in maniera dettagliata e scrupolosa. Inoltre, la regione Lazio prevede anche sostegni volti all’acquisto di ogni genere di attrezzature tecnologiche necessarie per dare seguito alle azioni di cui sopra.

Per quanto riguarda, invece, il bonus di Conciliazione è a favore delle donne assunte con un contratto di Ricollocazione, le risorse previste sono di 700 mila euro, con un contributo singolo di massimo 1.200 euro per un periodo non superiore ai 6 mesi. Questi soldi devono essere utilizzati per usufruire di servizi per l’infanzia, e quindi asili, ludoteche, tagesmutter eccetera, e devono essere tutti certificati.

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Come fare?

Le domande, sia da parte dei datori di lavoro che da parte delle mamme, dovranno essere inoltrate alla regione Lazio telematicamente a partire dalle ore 10.00 del 27 febbraio 2017 (i termini di presentazione della domanda sono stati posticipati con determinazione n. G00450 del 20 gennaio 2017) fino ad esaurimento delle risorse finanziarie; le richieste dovranno essere inoltrate attraverso il portale SIGEM.

Come è facile intuire, quella promossa dalla Regione Lazio è un’iniziativa finalizzata a consentire alle donne di reinserirsi nel mercato del lavoro non rinunciando, però, a prendersi cura della propria famiglia e dei figli. La necessità di dare forma a percorsi finalizzati alla flessibilità è palese e non sono solo i sindacati a farlo presente ma anche il governo centrale e le amministrazioni locali. Solo in questo modo, infatti, si avrà la possibilità di assorbire l’inoccupazione femminile legata principalmente all’impossibilità di conciliare gli impegni familiari con quelli lavorativi. Gli incentivi previsti dalla Regione Lazio segnano un importante cambio di passo grazie al quale la situazione occupazionale femminile potrà finalmente registrare il segno più sia dal punto di vista numerico che per quanto riguarda la qualità del lavoro.

Fonte: Bando Welflex

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