Industria 4.0: il piano dell’Italia per innovare

Aggiornamento del 05 Gennaio 2018

Sono 10 miliardi di euro (9.859 milioni) il totale delle risorse stanziate a partire dal 2018 per il piano Impresa 4.0 con la Legge di Bilancio 2018.

Riconfermata la Sabatini Ter che rimarrà attiva fino ad esaurimento delle risorse disponibili, confermato anche l’iperammortamento fino al 31/12/2018, con consegne fino al 31/12/2019 se viene versato un acconto pari ad almeno il 20% dell’ordine. Confermato per un altro anno anche il superammortamento anche se l’incentivo scende dal 140% al 130% escludendo del tutto gli autoveicoli, compresi quelli a uso esclusivo. Per le consegne c’è tempo fino al 30 giugno 2019, sempre se l’ordine viene confermato con un acconto pari almeno al 20% del totale.


 

Per promuovere lo sviluppo della quarta rivoluzione industriale, che porterà alla produzione industriale del tutto automatizzata e interconnessa, il Mise (Ministero per lo sviluppo economico) ha introdotto, per il tessuto imprenditoriale italiano, “Industria 4.0”.

Il “Piano nazionale Industria 4.0 2017-2020” prevede una serie di misure organiche e complementari volte a stimolare l’investimento privato nell’adozione di nuove tecnologie ed aumentare la spesa in ricerca, sviluppo e innovazione. Misure concrete che ogni azienda può attivare in modo automatico senza ricorrere a bandi o sportelli e, soprattutto, senza vincoli dimensionali, settoriali o territoriali.

Vediamole insieme.

IPER E SUPERAMMORTAMENTO

Di cosa si tratta?

Per supportare e incentivare le imprese che investono sono stati ideati:

  • Iperammortamento, vale a dire una supervalutazione del 250% degli investimenti in beni strumentali – materiali e immateriali – di alta tecnologia e in progetti di ricerca e sviluppo.
  • Superammortamento, ossia una supervalutazione del 140% degli investimenti in beni strumentali nuovi acquistati o in leasing.

A chi si rivolge?

Tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, comprese le imprese individuali assoggettate all’IRI, con sede fiscale in Italia, incluse le stabili organizzazioni di imprese residenti all’estero, indipendentemente dalla forma giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore economico in cui operano.

Come usufruirne?

Il diritto al beneficio fiscale matura quando l’ordine e il pagamento di almeno il 20% di anticipo sono effettuati entro il 31 dicembre 2017 e la consegna del bene avviene entro il 30 giugno 2018. Per ottenerlo basta un’autocertificazione in fase di redazione di bilancio tranne per gli investimenti in iperammortamento superiori a 500.000 € per singolo bene per i quali è necessaria una perizia tecnica giurata da parte di un perito o ingegnere iscritti nei rispettivi albi professionali attestante che il bene possiede caratteristiche tecniche tali da includerlo negli elenchi di cui all’allegato A o all’allegato B della legge di Bilancio 2017.

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NUOVA SABATINI

Di che cosa si tratta?

Si tratta di un contributo a parziale copertura degli interessi pagati dall’impresa su finanziamenti bancari di importo compreso tra 20 mila e 2 milioni di euro, concessi da istituti bancari convenzionati con il MISE, per investimenti in nuovi beni strumentali, macchinari, impianti, attrezzature di fabbrica a uso produttivo e tecnologie digitali (hardware e software).

A chi si rivolge?

A tutte le micro piccole e medie imprese presenti sul territorio nazionale, indipendentemente dal settore economico in cui operano.

Come usufruirne?

Le imprese interessate devono presentare, entro il 31 dicembre 2018, a una banca o a un intermediario finanziario, la richiesta di finanziamento e la domanda di accesso al contributo, secondo lo schema definito con apposita circolare ministeriale. La banca o l’intermediario finanziario, previa verifica, delibera il finanziamento e trasmette al Ministero la richiesta di prenotazione delle risorse relative al contributo. Entro 5 giorni lavorativi dalla ricezione della richiesta di prenotazione, il Ministero comunica alla banca o all’intermediario finanziario la disponibilità, parziale o totale, delle risorse erariali. Le richieste di prenotazione sono soddisfatte, secondo l’ordine di presentazione, fino a concorrenza della disponibilità delle risorse.

CREDITO D’IMPOSTA R&S

Di cosa si tratta?

Si tratta di un credito d’imposta del 50% su spese incrementali in Ricerca e Sviluppo, riconosciuto fino a un massimo annuale di 20 milioni di euro/anno per beneficiario. Sono agevolabili tutte le spese relative a ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale, assunzione di personale altamente qualificato e tecnico, contratti di ricerca con università, enti di ricerca, imprese, startup e PMI innovative, quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio, competenze tecniche e privative industriali. La misura è applicabile per le spese in Ricerca e Sviluppo che saranno sostenute nel periodo 2017-2020.

A chi si rivolge?

A tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa (imprese, enti non commerciali, consorzi e reti d’impresa), indipendentemente dalla natura giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore economico in cui operano. Possono richiederlo inoltre le Imprese italiane o imprese residenti all’estero con stabile organizzazione sul territorio italiano che svolgono attività di Ricerca e Sviluppo in proprio o commissionano attività di Ricerca e Sviluppo.

Come usufruirne?

Per usufruirne non basta solo indicare le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi, nel quadro RU del modello Unico ma avere anche documentazione contabile certificata.

PATENT BOX

Di che cosa si tratta?

L’agevolazione consiste nella riduzione delle aliquote IRES e IRAP del 50% dal 2017 in poi, sui redditi d’impresa connessi all’uso diretto o indiretto (ovvero in licenza d’uso) di beni immateriali sia nei confronti di controparti terze che di controparti correlate (società infragruppo). Il beneficio è dato a condizione che il contribuente conduca attività di R&S connesse allo sviluppo e al mantenimento dei beni immateriali.

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A chi si rivolge?

Possono accedere all’agevolazione i soggetti titolari di reddito d’impresa, i cui redditi dipendono in modo dimostrabile dall’utilizzo di beni immateriali, siano esse società di capitali o di persone, imprenditori individuali, enti commerciali e non, soggetti residenti in Paesi esteri (ma con stabile organizzazione in Italia) con cui sono stati stipulati trattati per adeguato scambio di informazioni.

Come usufruirne?

L’opzione deve essere esercitata nella dichiarazione dei redditi relativa al primo periodo d’imposta per il quale si intende optare per la stessa, è valida per cinque anni a partire da quello in cui viene comunicata all’Agenzia delle Entrate. L’agevolazione può essere rinnovata per un periodo di pari durata ed è irrevocabile. Nel caso di utilizzo diretto del bene immateriale è obbligatorio attivare un accordo preventivo (accordo di ruling) con l’Agenzia delle Entrate al fine di definire le metodologie da seguire per la determinazione del reddito agevolabile. L’efficacia dell’agevolazione parte dall’accordo di ruling. L’accordo di ruling è invece facoltativo nel caso di utilizzo indiretto del bene immateriale e l’efficacia dell’agevolazione parte dall’esercizio dell’opzione.

FONDO DI GARANZIA

Di che cosa si tratta?

Si tratta di una garanzia pubblica, fino a un massimo dell’80% del finanziamento, per operazioni di breve o medio-lungo termine, sia per far fronte a esigenze di liquidità che per realizzare investimenti. Il Fondo garantisce a ciascuna impresa o professionista un importo massimo di 2,5 milioni di euro, un plafond che può essere utilizzato attraverso una o più operazioni, fino a concorrenza del tetto stabilito, senza un limite al numero di operazioni effettuabili. Il limite si riferisce all’importo garantito, mentre per il finanziamento nel suo complesso non è previsto un tetto massimo.

A chi si rivolge?

Sono ammessi Micro imprese e PMI incluse le start-up, professionisti iscritti agli ordini professionali o aderenti ad associazioni professionali iscritte all’apposito elenco del Ministero dello Sviluppo Economico e più in generale tutti i soggetti che operano in tutti i settori ad eccezione di quello finanziario, considerati economicamente e finanziariamente sani.

Come usufruirne?

Nel caso della Garanzia diretta i soggetti interessati devono presentare a una banca o a un intermediario finanziario una richiesta di finanziamento e, contestualmente, richiedere che sia assistito dalla garanzia pubblica. La banca o l’intermediario finanziario trasmette la domanda a Banca del Mezzogiorno – Mediocredito Centrale SPA, soggetto gestore dell’intervento. Le procedure sono snelle e veloci: in tempi rapidi vengono verificati i requisiti di accesso e adottata la delibera. In caso di inadempimento del soggetto che ha ottenuto il finanziamento, la banca o l’intermediario finanziario concedente può rivalersi sul Fondo di Garanzia

ACE (AIUTO ALLA CRESCITA ECONOMICA)

Di che cosa si tratta?

Si tratta di una deduzione dal reddito complessivo d’impresa di un importo corrispondente al rendimento nozionale del nuovo capitale proprio (conferimenti in denaro e utili accantonati a riserva), computato sugli incrementi di capitale rispetto a quello esistente alla chiusura dell’esercizio in corso alla data del 31 dicembre 2010, creando così neutralità fiscale fra ricorso al capitale di rischio o al finanziamento tramite debito. Il rendimento nozionale del nuovo capitale proprio è fissato al 2,3% nel 2017 e al 2,7% dal 2018 in poi.

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A chi si rivolge?

A tutti soggetti titolari di reddito d’impresa, incluse le ditte individuali assoggettate all’IRI, con sede fiscale in Italia, comprese le stabili organizzazioni di imprese residenti all’estero, indipendentemente dalla forma giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore economico in cui operano.

Come usufruirne?

In fase di redazione di bilancio, si applica automaticamente la deduzione spettante.

IRES E IRI

Di che cosa si tratta?

Parliamo di ridurre la pressione fiscale per le imprese che investono nel futuro lasciando gli utili in azienda con un taglio dell’IRES dal 27,5% al 24% ma anche della possibilità per imprenditori individuali e soci di società di persone di optare per un’aliquota unica del 24% (IRI) a fronte dell’attuale regime IRPEF che prevede aliquote fino al 43%. Il 24% si applica sulla parte di reddito d’impresa che resta in azienda mentre sulle somme prelevate per uso personale si continua a pagare l’IRPEF. L’obiettivo dell’IRI al 24% è favorire la capitalizzazione delle imprese, tassando in maniera più leggera gli utili non prelevati, equiparandolo alla tassazione delle società di capitali (IRES al 24%). L’opzione vale 5 anni ed è rinnovabile.

A chi si rivolge?

Interessate al taglio dell’IRES sono le società di capitali, gli enti non commerciali e le cooperative, mentre imprenditori individuali e società di persone in contabilità ordinaria possono optare per IRI al 24% come aliquota unica. Contabilità per cassa: soggetti in contabilità semplificata.

Come usufruirne?

Anche qui, se ne può usufruire automaticamente in fase di redazione di bilancio.

SALARIO DI PRODUTTIVITÀ

Di che cosa si tratta?

Tassazione agevolata al 10% per i premi salariali legati ad aumenti di produttività aziendale. Il limite del premio cui applicare la detassazione è pari a 3 mila euro e arriva a 4 mila euro nel caso in cui il coinvolgimento dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro sia paritetico. È possibile sostituire il premio, in tutto o in parte, con beni e servizi di utilità sociale.

A chi si rivolge?

Interessati alla tassazione agevolata sono gli addetti del settore privato che nell’anno precedente hanno avuto un reddito di lavoro dipendente non superiore a 80 mila euro e le aziende con incrementi di produttività, redditività, efficienza, qualità e innovazione.

Come usufruirne?

Tramite accordi interni disciplinati da contratti aziendali.

Tantissimi e variegati, dunque, gli incentivi fiscali che il nuovo piano Industria 4.0 ha reso pronti e facili all’uso, delineando questa quarta rivoluzione industriale come una grande occasione che l’imprenditoria italiana deve assolutamente cogliere.

Fonte: MISE

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