Contributi in agricoltura in Valle d’Aosta: previsto un triennio di finanziamenti

È di 2 milioni di euro il finanziamento previsto nel PSR 2014-2020 a sostegno della trasformazione, commercializzazione e sviluppo di prodotti agricoli.

L’agricoltura è per definizione il settore primario in economia, ma nel nostro Paese è da sempre storicamente stato il settore che maggiormente ha creato valore. Nonostante nel corso degli ultimi decenni abbia subito una battuta d’arresto, si può dimostrare che si intensificano le misure volte a rilanciare e valorizzare il comparto attraverso la concessione di contributi ad hoc. Tra questi si rileva l’intervento 4.2 “Sostegno investimenti, trasformazione e sviluppo prodotti agricoli” della Regione Valle d’Aosta emanato nell’ambito del PSR 2014/2020.

Chi sono i beneficiari dei contributi in agricoltura della Valle D’Aosta?

Attraverso tale contributo in agricoltura, la regione intende favorire quelle attività connesse alla trasformazione, commercializzazione e sviluppo dei prodotti agricoli.

I beneficiari dell’intervento sono le imprese, in forma singola o societaria, attive nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, purché gli investimenti materiali ed immateriali connessi ricadano del territorio valdostano.

È necessario che le imprese che intendono beneficiare degli aiuti soddisfino alcuni requisiti di seguito indicati:

  1. avere cittadinanza italiana oppure in uno degli Stati membri della U.E., o status equiparato;
  2. essere titolari di partita I.V.A.;
  3. essere iscritti presso il Registro delle imprese della Chambre valdôtaine;
  4. essere titolare di un fascicolo aziendale SIAN validato, conformemente alle disposizioni stabilite da AGEA;
  5. attestare il possesso dei beni immobili oggetto di agevolazione.

A cosa si riferiscono i contributi in agricoltura della Valle D’Aosta?

La disponibilità di fondi pubblici (derivanti da Unione Europea, Stato e Regione Valle d’Aosta) del bando è di circa 2 milioni di euro scadenzati in tre anni, nel senso che il contributo è previsto non solo per l’anno 2017, ma anche per il 2018 ed il 2019. Pertanto nel 2017 l’ammontare disponibile è di 1 milione e seicento mila euro; nel 2018 di 400 mila euro e nel 2019 di circa 200 mila euro.

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L’intensità di aiuto è pari al 40% con un tetto di spesa massimo di 600 mila euro.

La percentuale è stata innalzata (ma ancora in fase di approvazione da parte della Commissione Europea) del 5% (prima era 35%) per offrire un sostegno più incisivo ai beneficiari. Nel caso in cui la Commissione non approvasse la modifica la percentuale resterebbe del 35% con la facoltà per i richiedenti di rinunciare alla domanda presentata. La spesa ammessa al contributo non può essere superiore ai 600 mila euro; i costi ammissibili sono:

  1. acquisto, costruzione, ristrutturazione, ampliamento e ammodernamento di fabbricati e delle relative opere edili ed impiantistiche;
  2. acquisto di impianti, arredi (funzionali alla commercializzazione dei prodotti aziendali) e attrezzature, inclusi i programmi informatici (compresa la realizzazione di siti web aziendali);
  3. realizzazione e miglioramento degli impianti per la produzione, nei limiti dell’autoconsumo, di energia elettrica (biogas, eolico, fotovoltaico e idroelettrico) o termica (solare e biomasse);
  4. spese generali collegate ai costi di cui sopra.

La misura prevede oltre ai requisiti di ammissibilità soggettivi dei soggetti richiedenti, anche che l’intervento stesso per essere definito ammissibile ne soddisfi requisiti specifici.

Innanzitutto la materia prima oggetto di trasformazione e commercializzazione deve essere un prodotto agricolo proveniente per almeno il 50% da terzi o da soci conferitori, e deve essere un prodotto presente nell’allegato I del bando (pag. 28 e 29);

L’intervento per il quale è richiesto il sostegno deve:

  • essere ubicato sul territorio regionale;
  • comportare una spesa ammissibile superiore a 10 mila euro;
  • riguardare l’attività di trasformazione, commercializzazione o sviluppo dei prodotti agricoli;
  • aver ottenuto il punteggio minimo pari a 30 a seguito dell’applicazione dei criteri di selezione;
  • non essere già stato oggetto di altro finanziamento pubblico;
  • essere congruo dal punto di vista delle specifiche progettuali in riferimento al dimensionamento dell’azienda;
  • essere stato sottoposto a valutazione ambientale con esito positivo (se previsto dalla normativa vigente);
  • essere l’unico in corso sulla stessa tipologia di intervento (un’azienda può presentare una nuova domanda di aiuto quando la precedente è stata soddisfatta).
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Per alcune tipologie di intervento previste dal bando è richiesta la soddisfazione di ulteriori criteri e, nello specifico, si parla di interventi che riguardano la produzione di energia da fonti rinnovabili, l’acquisto di impianti, macchine e attrezzature usati e l’acquisto di fabbricati.

Come fare per accedere ai contributi in agricoltura della Valle D’Aosta?

La domanda deve essere presentata entro il 30 giugno 2017. Per gli anni 2018 e 2019 il periodo di apertura dei bandi è previsto dal 1° febbraio al 20 aprile.

Le domande sono presentate telematicamente tramite la compilazione della domanda informatizzata presente nel Sistema Informativo Agricolo Regionale (SIAR). La compilazione e la trasmissione possono essere effettuate accedendo on-line al sistema SIAR (previo accreditamento) o presso lo Sportello unico dell’Assessorato agricoltura e risorse naturali.

In caso di impossibilità di accesso al sistema SIAR è possibile presentare domanda su modello cartaceo. In tal caso il beneficiario deve convalidare la domanda in via informatica entro i termini stabiliti dal responsabile del procedimento.

Considerando la complessità e la validità dell’intervento, il nostro consiglio è di farvi affiancare da un valido professionista per seguire al meglio tutto l’iter burocratico.

Approfondisci i dettagli del Bando sottomisura 4.2 del PSR.

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