Fotovoltaico e solare termico, quali sono le differenze?

Abbiamo trattato in passato della possibilità di ottenere agevolazioni fiscali inerenti la produzione di energia pulita, sia a livello industriale che casalingo, della convenienza che si ha nell’installazione del fotovoltaico, e anche della possibilità di acquistare in cooperativa quote di impianti fotovoltaici realizzati o da realizzare. Desideriamo adesso aiutarvi nel capire meglio com’è fatto un impianto fotovoltaico, che differenza c’è rispetto al solare termico, e quali sono i suoi componenti fondamentali.

Differenza tra impianto fotovoltaico e solare termico

A prima vista vedendoli montati potrebbero sembrare la stessa cosa, se non fosse per quel grosso cilindro, spesso montato in cima ai pannelli, che ricorda uno scaldabagno messo in posizione orizzontale. Quel grosso cilindro – o, per meglio dire, boiler – in effetti, è proprio un enorme scaldabagno, ed ha la funzione di scaldare e mantenere alla temperatura desiderata l’acqua in esso contenuta, grazie ad uno scambiatore di calore collegato ai pannelli – chiamati anche collettori – che hanno il compito di trasformare in calore la luce solare.

In un impianto fotovoltaico, invece, i pannelli producono corrente continua che viene trasformata in alternata da un dispositivo chiamato inverter, che la rende utilizzabile per gli usi domestici.

Sintetizzando, da un impianto solare termico si ottiene acqua calda, da uno fotovoltaico si produce energia elettrica.

Avendo fatto questa fondamentale differenza, cerchiamo di analizzare più da vicino i componenti fondamentali che formano un impianto fotovoltaico e ne caratterizzano il prezzo: pannelli fotovoltaici, e l’inverter.

Pannelli fotovoltaici

Trasformano l’energia solare in energia elettrica grazie alle specifiche proprietà fisiche del silicio contenuto nelle celle. Le celle collegate tra loro costituiscono il pannello o modulo. La struttura del silicio che forma le celle incide sul rendimento finale e, quindi, sul prezzo del modulo.

In commercio si trovano sostanzialmente di tre tipi di pannelli:

  • i migliori, per affidabilità e rendimento – compreso tra il quattordici ed il diciassette percento – sono quelli in silicio monocristallino, si riconoscono dal colore della superficie blu scuro o nero;
  • i più comuni perché su una fascia di prezzo inferiore, e comunque garantiscono buoni risultati nel centro e sud Italia, sono i pannelli in silicio policristallino, il loro rendimento medio che si attesta tra il dieci ed il quattordici percento;
  • i più economici, sono i pannelli in silicio amorfo, che hanno un rendimento compreso tra il sei ed il dieci percento, sono meno resistenti, e non si adattano bene a tutte le condizioni climatiche. Il consiglio è di valutare bene la realizzazione di un impianto con questa tipologia di pannelli.

Inverter

L’inverter è il cervello dell’impianto fotovoltaico, svolge diversi compiti di primaria importanza:

  • trasforma la corrente continua prodotta dai moduli fotovoltaici, in corrente alternata direttamente utilizzabile dagli elettrodomestici. Una delle sue caratteristiche principali da verificare al momento dell’acquisto, è di avere un elevato rendimento tra corrente continua in entrata, e corrente alternata in uscita.
  • controlla e monitora l’intero impianto, segnalando ed intervenendo, sulla presenza guasti o anomalie nel funzionamento dei pannelli o della rete pubblica, interrompendo in tal caso lo scambio di corrente;
  • garantisce la massima efficienza dei moduli fotovoltaici in funzione dell’irraggiamento e della temperatura.

Si può quindi ben capire che, scegliere un buon inverter è importante quanto scegliere buoni pannelli.

Infine ci sembra doveroso ricordare che è quantomai opportuno rivolgersi a ditte con esperienza certificate nel settore del fotovoltaico, che oltre a consigliare la migliore soluzione in base alle nostre esigenze ed alle caratteristiche dell’immobile, si occuperà anche della parte amministrativa-burocratica.

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